l'angolo della vergogna,
per quelli che non hanno il coraggio di vergognarsi da se'
Giorgio Napolitano Umberto Pirilli
foto dalla prima pagina de "il manifesto" dell'11-11-2007
il buonismo di Veltroni si chiama razzismo
(pensa se non fosse stato affetto da buonismo ....)
M.Bongi - V.Parlato - M.Revelli
Ritanna Armeni
da "l'Unita'" del 10 gennaio del 2006. "Quando ieri sera, a Otto e mezzo, Giuliano Ferrara rivolto a Berlusconi ha detto che Biagi, Santoro, Luttazzi "una bella pedata nel sedere se l meritavano", ci aspettavamo che Ritanna Armeni reagisse a tale volgarita', che dicesse qualcosa in difesa di tre persone epurate con violenza. Non e' successo. Ce ne dispiace molto."
Danieli, viceministro per gli italiani nel mondo:
i giovani emigrati non esitono ... Come si puo' sperare da un signorotto della Farnesina che conosca o riconosca le realta' della nostra emigrazione vecchia e nuova?... Chi e' Franco Danieli se non colui che sfruttando l'opportunita' offertagli dagli italiani nel mondo, occupa ben due poltrone? La prima: quella di Senatore; la seconda: quella di Viceministro per gli italiani nel mondo! In barba al divieto di cumulo di incarichi.... Il risultato di queste ultime elezioni politiche e' purtroppo anche questo. I giovani italiani all'estero per Franco Danieli sono sicuramente soltanto i figli dei dipendenti della Farnesina...o, tutt'al piu', quelli al seguito di genitori che sono andati ad investire all'estero i loro capitali... Come ammettere che centinaia di migliaia di giovani laureati, e non, lasciano l'Italia per disperazione, perche' nella totale impossibilità di accedere ad un lavoro? Il precariato e' oramai "sistema lavorativo istituzionalizzato" in Italia! Le pubbliche amministrazioni sono intasate...anche e soprattutto da figli e parenti vari di "titolari"... Le aziende non assumono se non con fatiscenti contratti a termine... Dove vanno quindi le giovani generazioni italiani? EMIGRANO e non per "libertà di scelta", non perche' non vivrebbero meglio con i loro... NO: emigrano per necessita' di vita, perché, come avveniva all'inizio del secolo scorso, l'attuale emigrazione italiana è l'effetto di una non politica sociale; l'effetto dell'arroganza di gente non eletta, ma "designata" per gestire Ministeri inesistenti al fine di giustificare spese per una politica dell'emigrazione che non e' mai esistita. Ad Alessio e a tutti i giovani italiani comunque emigrati....dal profondo del cuore, giungano i miei auguri con l'auspicio che gli inetti e gli incapaci tornino ai loro "campi"...
MarisaPer Danieli il giovane all'estero e' il figlio del vecchio emigrante. Gli altri, se esistono, non sono emigrati (per i quali l'emigrazione "era un atto estremo a lungo termine, motivato da condizioni di necessita' e non da una scelta libera e volontaria.") "Oggi al contrario la mobilita' dal Paese di origine ad un altro, o da un Paese di lavoro ad un altro, acquisisce un valore positivo, e' sinonimo di autonomia e dinamismo." . Il pensiero unico. Danieli o prende per il culo la gente o non ha mai parlato con uno, ma dico uno, dei giovani che se ne vanno anno dopo anno dal nostro paese, per i quali a) la scelta di uscire e' stata tutt'altro che libera e volontaria e b) la loro situazione e' tutt'altro che rose e fiori. Di storie personali se ne potrebbero raccontare a bizzeffe. Giovani coppie divise per motivi di lavoro, precariato, incertezza elevata a sistema di vita perché tolto il lavoro (precario) non hai altro, ecc... Danieli evidentemente parla di un altro mondo. Se poi per lui va tutto bene perche' non viviamo più nei campi di concentramento belgi... beh allora che dire: se questo e' il riformismo...
Alessio4-XII-2006. Danieli: I giovani italiani all'estero e le sfide del futuro
Miriam Mafai
da tempo, ormai, da quando non fa piu' tendenza, non e' piu' di moda essere comunisti, la signora Mafai rinnega un passato di dichiarata comunista nel quale non ha mai creduto ma che, evidentemente, le era molto utile sfoggiare in quanto moglie di. Dopo il vomito contro Diliberto la nostra ha recensito per Repubblica (9-1-07 pag. 40) il "Dizionario" del comunismo a cura di Silvio Pons dell'Istituto Gramsci. La Mafai si esalta alla lettura delle varie lettere dell'alfabeto che dimostrano quanto il comunismo sia stato la "risposta fallimentare alla modernita'". "Per ogni lettera, una parola, una persona, una vicenda, una tragedia". Nulla di buono, nemmeno le idee. Eppure nel 1996 scriveva, per i tipi della Mondadori, "Botteghe oscure, addio. Com'eravamo comunisti" e segnatamente: "assisteremo ad un trasloco, vedremo portar via i mobili, i quadri, le carte, gli archivi che si erano accumulati in questi sei piani di uffici, in questi 6000 metri quadri dove si e' decisa tanta parte della nostra storia, della storia dei comunisti, dei loro amici e nemici, un pezzo della storia di tutti". Ora abbiamo assistito al trasloco della dignita'.
Umberto Pirilli
Capo di AN in Calabria per contestare la credibilita' delle accuse contenute nel rapporto del Ds Claudio Fava al Parlamento europeo sui voli della CIA ha affermato: "la legge e' femmina e puo' essere violentata, il diritto no perche' e' maschio"
Walter Veltroni
delle tante ne basta una per inserirlo nell'angolo della vergogna. Affermo' di non essere mai stato comunista. Chissa' perche' si iscrisse alla Fgci, perche' entro' a far parte del Comitato Centrale del Partito Comunista Italiano, etc. etc.
Bruno Vespa
anche per l'indecenza ne basta una. Nel suo libro "Storia d'Italia da Mussolini a Berlusconi" dedica un brano alla grande azione partigiana di Via Rasella, accusando gli autori di aver commesso un gesto inutile e contrario alle ragioni stesse della Resistenza. Il partigiano Roberto Bentivegna, uno dei protagonisti della valorosa azione, evidenzia le omissioni, le distorsioni e le false informazioni sulla base delle quali il Vespa formula il suo errato giudizio. Ne nasce un carteggio tra il Vespa e il Partigiano Roberto Bentivegna. Tale carteggio e' stato pubblicato in un libro edito da "manifesto libri": Roberto Bentivegna "Via Rasella la storia mistificata, carteggio con Bruno Vespa", con l'introduzione di Sergio Luzzatto. Il volume ricostruisce sinteticamente la verita' sull'attacco partigiano di Via Rasella, sulla base di documenti e accertate acquisizioni storiografiche, mettendo in luce il carattere ideologico e forzato di tante "revisioni" mediatiche della storia italiana tra il fascismo e la Resistenza. Il Vespa di fatto difende i tedeschi e condanna i partigiani, come fece il monarca vaticano.
Luciano Violante
per lui basta la dichiarazione di stima per i ragazzi di Salo'. Pur di diventare Presidente della Repubblica cosa non si farebbe ...
questo disse: "Bisogna sforzarsi di capire, senza revisionismi falsificanti, i motivi per cui migliaia di ragazzi e soprattutto di ragazze, quando tutto era perduto si schierarono dalla parte di Salo' e non di quella dei diritti e delle liberta'"