Resistenza



da il manifesto del 3 agosto 2008 :
il sogno nel cassetto della Volante Rossa


in molti Stati d'Europa si ricorda la Liberazione, avvenuta
l'8 Maggio 1945

63 anni fa, come era accaduto in Italia il 25 Aprile, da tutto il continente veniva debellata la follia criminale del nazifascismo




2 + 2 fa sempre 4
con l'elezione di alemanno a Roma, e' iniziato lo "sdoganamento":
ad Ostia immediatamente distrutta la targa che commemora l'eccidio delle Fosse Ardeatine ...




.. e alemanno, invece di ringraziare personalmente tutti i suoi elettori, se la cava con un gesto solo : ringrazia Walter Veltroni



25 Aprile :
ora e sempre Resistenza !

il nuovo governo ci sara' a giorni, ma l'aria "nuova" si respira gia'.
per il 25 Aprile ad Alghero il sindaco di FI vieta l'esecuzione di
"Bella ciao"

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25 Aprile, la storia non si cancella (di Andrea Camilleri)
Un senatore, persona assai vicina al presidente Berlusconi, poco prima del voto, ha dichiarato che si sarebbe adoperato perche', nei libri di storia, almeno in quelli a uso scolastico, il "mito" del 25 Aprile, cioe' della Liberazione, venisse opportunamente ridimensionato.
Non e' il primo e, certamente, non sara' l'ultimo a manifestare questo proposito. Che equivale, esattamente, a voler ridimensionare il Risorgimento. Il Risorgimento non e' un mito, ma un fatto, come lo sono la Resistenza e la Liberazione.
Gli eventi storici che portarono alla Resistenza sono cosi' semplici da essere assolutamente incontrovertibili, non possono essere ne' revisionati (la Storia non e' un'automobile alla quale rilasciare tagliandi di validita' a scadenze stabilite) ne' ridimensionati. Dopo l'ignominiosa fuga del re e di Badoglio da Roma, gli italiani e le forze armate italiane furono abbandonate a se stesse e il nostro Paese venne militarmente occupato dai soldati di Hitler. Allora furono in molti a ribellarsi a questa occupazione diventando partigiani, combattenti per liberare la Patria dallo straniero. Si trovarono fianco a fianco comunisti, socialisti, cattolici, liberali, uomini del partito d'azione, ufficiali dell'esercito, graduati, soldati, senza partito, reduci dai vari fronti. Fu un movimento del tutto spontaneo e popolare. Solo dopo, solo quando il fantoccio Mussolini creo' la Repubblica di Salo' la guerra di Liberazione divenne anche lotta contro i repubblichini che avevano cosi' entusiasticamente affiancato i nazisti, autori d'innumerevoli stragi contro la popolazione inerme.
Non si tratto' di una guerra civile, come affermano alcuni storici, e se lo fu in parte questo avvenne come conseguenza dell'intervento dei fascisti. I partigiani hanno segnato una pagina gloriosa della nostra storia. Hanno permesso che l'Italia si riscattasse dalle colpe del fascismo, prime tra tutte le leggi razziali, e riacquistasse la sua dignita' di nazione. Hanno fatto si' che nascesse uno Stato democratico, hanno fatto si' che si potesse scrivere una Costituzione alla stesura della quale hanno contribuito tutti i rappresentanti delle diverse volonta' popolari. Hanno fatto rinascere l'Italia. Che c'e' da revisionare? (Testo scritto per la rivista "Il Salvagente")



deliranti affermazioni di dell'utri :
"se vinciamo riscriveremo i libri di storia" (!!)
qui le dichiarazioni di dell'utri


La reazione del Comitato Nazionale dell'A.N.P.I.

L'on. Marcello Dell'Utri ha annunciato che, in caso di vittoria elettorale del Popolo della Liberta', si procedera' alla revisione dei manuali di storia
"perche' condizionati dalla retorica della Resistenza".
Negli stati civili e democratici a scrivere la storia sono i suoi protagonisti e gli studiosi, in piena liberta' e autonomia, non i governi di turno.
Un conto e' la storia, un altro conto e' la propaganda interessata.
La storia dell'Italia contemporanea e' figlia della Resistenza, la Costituzione della Repubblica ne e' il coronamento.
L'esternazione gravissima dell'on. Dell'Utri e'
un motivo ulteriore per vigilare con attenzione e responsabilita' sulla pericolosa deriva di destra estrema
intrapresa dal Popolo della Liberta'.

IL COMITATO NAZIONALE dell'ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI d'ITALIA - Roma, 9 aprile 2008


Si e' spento a Ravenna il 22 gennaio 2008

ARRIGO "Bulow" BOLDRINI
Presidente Onorario dell'A.N.P.I.


Impossibile dire di Boldrini in poche righe, a cominciare dall'educazione all'amore per la liberta'
ricevuta dal padre, una popolare figura di internazionalista romagnolo, sino alle sue gesta nella Resistenza
e sino all'attivita politica' e parlamentare nel dopoguerra.
Ci hanno provato Silvia Saporelli e Fausto Pullano in un bel documentario presentato il 6 ottobre 1999
nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani.
Erano presenti i Presidenti di Camera e Senato e seduto in prima fila c’era proprio "Bulow",
un uomo di pace che ha sempre onorato la Patria, il Parlamento e la sua parte politica.
Di Arrigo Boldrini, parlamentare per diverse legislature e presidente nazionale dell'ANPI,
ha scritto a suo tempo Gian Carlo Pajetta:
"E' un eroe. Non e' il soldato che ha compiuto un giorno un atto disperato, supremo, di valore.
Non e' un ufficiale che ha avuto un'idea geniale in una battaglia decisiva.
E il compagno che ha fatto giorno per giorno il suo lavoro, il suo dovere; il partigiano che ha messo insieme
il distaccamento, ne ha fatto una brigata, ha trovato le armi, ha raccolto gli uomini, li ha condotti,
li conduce al fuoco". Dal sito dell'Anpi.


Con profonda tristezza e commozione il Comitato Nazionale ANPI a nome di tutti gli associati ricorda
MARIA CERVI
Componente della Presidenza Onoraria Nazionale


straordinaria testimone di democrazia e liberta'. Figlia di uno dei sette Fratelli Cervi, contadini partigiani, martiri della Resistenza, Maria ha impegnato tutta la sua vita nel rafforzare e trasmettere i valori di solidarieta' e partecipazione della lotta antifascista. E' sempre stata animatrice instancabile dell'Istituto e del Museo Cervi, luoghi di memoria e di cultura dedicati soprattutto ai giovani, interlocutori privilegiati ai quali sapeva rivolgersi forte della sua intelligenza, integrita' e umanita'.
La camera ardente e' stata allestita il 12 giugno presso il Museo Cervi di Gattatico, via F.lli Cervi 9 (RE).

Le esequie in forma pubblica si sono tenute mercoledi' 13 giugno, a partire dalle ore 15:00 alla presenza del sindaco di Roma Walter Veltroni, amico personale di Maria Cervi e dell'Istituto da lunghissimo tempo. La commemorazione ha avuto inizio presso il Museo Cervi, e successivamente il corteo funebre si e' trasferito a Campegine, per l'omaggio del sindaco e della cittadinanza davanti al monumento dedicato ai sette fratelli.