Olocausto


27 gennaio, GIORNO DELLA MEMORIA




Comunicato dell'ANPI





Stazzema, giustizia e' fatta : la Cassazione conferma gli ergastoli ai protagonisti del massacro

La richiesta di annullare con rinvio degli ergastoli e la celebrazione di un nuovo processo - perche' sarebbe mancata la prova della presenza fisica sul luogo del delitto dei militari accusati e perche' i testimoni ascoltati, presenti al massacro, erano militari semplici delle SS e quindi avrebbero dovuto essere considerati coindagati (e con le garanzie del caso) - e' stata fortunatamente respinta dalla prima sezione della Cassazione, che oggi ha confermato la condanna all'ergastolo dell'ufficiale Gerhard Sommer e dei sottoufficiali Georg Rauch e Karl Gropler, cosi' come stabilito dalla Corte militare d'Appello di Roma il 21-11-2006.
Dico fortunatamente perché il problema non e' quello di una giustizia freddamente legata ad un procedimento penale, ma quello di un rispetto della verita della Storia. La verita' di quanto accaduto a Sant'Anna di Stazzema. Viviamo infatti in un'epoca che e' arrivata al punto di mettere in discussione il valore della Resistenza, guardando magari ad errori, illegittimi ma da contestualizzare, avvenuti durante la guerra partigiana: eventi marginali rispetto allo stragismo come sistema adottato dai nazisti. Cio' che fa orrore e che vorrebbe essere giustificato - addirittura dal revisionismo filmico, penso alla pellicola che sta girando Spike Lee e che si fonda su un falso storico, cioe che la strage fu dovuta alla ricerca di un partigiano di Sant'Anna che non sarebbe stato consegnato alle truppe tedesche - lo stragismo come tattica militare utilizzata dalle truppe occupanti. Kesserling aveva comandato infatti alle SS e all'esercito di dimostrare di essere gli occupanti, i padroni del nostro Paese, portando nelle piazze e nelle strade di ogni luogo italiano donne, bambini, uomini, anziani per essere uccisi. Non era la rappresaglia, era il monito orrendo ad una popolazione, come a dirle: voi siete schiavi, voi non siete liberi. Nei fogli militari nazisti relativi alle stragi non compare mai la parola donna o uomo, ma pacco, numero, capo, come capo di bestiame, cioe' si testimonia la volonta' di una cancellazione preventiva, di una morte preventiva: ti uccido prima di ucciderti materialmente. E lo faccio negandoti l'identita' di essere umano, prima di negarti e di toglierti la vita.
Tutto questo e' emerso in questo processo. La sentenza e' un'approssimazione importante alla verita' storica, e' la testimonianza che la Storia puo' e deve essere considerata un fatto etico e morale, l'appropriazione di un proprio patrimonio cosi' come si e' avuto nella realta' passata. Una decisione fondamentale, dunque, quella odierna, che arriva dopo anni di silenzio e di omerta'. Il governo italiano durante la Guerra Fredda ha infatti dato vita ad un pre-revisionismo per oscurare questi fatti, lo stragismo nazista, perche' si stava tentando di coinvolgere nell'alleanza anti-sovietica anche la Germania.
Alla luce di tutto questo vorrei riflettere sulla memoria e sul tentativo in atto di distorcerla, magari proponendo una condivisione impossibile basata sull'azzeramento dei fatti avvenuti: c'e' chi ha combattuto per la liberta' e chi contro, se si riconosce questo non ci potra' essere condivisione. La memoria e' cosa seria, non burletta da quattro soldi.
aprileonline.info, 8 novembre 2007


La sentenza di Stazzema : gli ex SS condannati all'ergastolo