relazione sulla riunione del Comitato Centrale del 21-10-2007 di Antonella Montesi
Domenica 21 ottobre si e' tenuta la seconda riunione del 2007 del Comitato Centrale. Vista la data, e cioe' ad un giorno dalla manifestazione del 20 ottobre contro la precarieta', non poteva non essere anche un'occasione per celebrare una vittoria: il milione di persone scese in piazza a sostegno della Sinistra.
Infatti il CC si e' aperto con le parole del presidente, Cuffaro, che ha definito la manifestazione straordinaria e di grande successo. Un successo che a noi del PdCI assegna nuove responsabilita': prima tra tutte quella di accelerare il processo dell'unita' a Sinistra. Il 20 ottobre ha anche spazzato via un termine
che ultimamente si e' sentito molto: quello di "antipolitica", infatti la gente ha dimostrato di volere politica pulita. Bisogna pero' agire subito: la societa' italiana e' una polveriera, vi sono infatti troppi mali endemici.
Ha preso poi la parola il segretario Oliviero Diliberto. Visibilmente soddisfatto, ha annunciato che la sua non sara' una relazione diplomatica, che parlera' senza autocensure. Inizia affermando che stiamo vivendo una fase decisiva della Sinistra italiana e che la riuscita della manifestazione, una riuscita aldila' delle previsioni, e' stata data dal popolo, dal popolo della Sinistra. C'era anche chi voleva che la manifestazione fallisse, anche tra l'estrema Sinistra. Sinistra Democratica non era in piazza e la manifestazione e' stata un segnale per loro: avete fatto male a non esserci, anche se Salvi e' poi comparso in serata.
Il messaggio che ne deriva e': questo partito e' in campo, sta bene, ha dato una prova di forza. Ma la manifestazione ci consegna anche delle difficolta' da affrontare: 1) era di stimolo al governo, per supportare il lavoro sul Protocollo sul Welfare: non sara' semplice ottenere dei risultati, non sara' semplice accontentare chi e' sceso in piazza. A questo punto il terreno del confronto si sposta sul piano parlamentare: la nostra linea e': stare dentro al centro-sinistra, dal quale cerchiamo di strappare dei risultati (il governo non puo', non deve cadere da Sinistra: ci faremmo del male…). Perche' la caduta del governo sarebbe il bis del '99, la contraddizione di tutta la nostra storia. Anche il PD e' contro il governo in carica, e un governo ombra ha interesse che il governo non continui.
Per noi e' una fase all'insegna dell'unita' e della criticita'.
2) Secondo problema: a Sinistra non c'e' unita' neanche sulla manifestazione (dei Verdi e di Sinistra Democratica mancavano gli esponenti). Oggi ci sono le condizioni per cui ci sia la Confederazione: non dobbiamo essere noi a frenare. Rifondazione: oggi e' un partito in stato di sbandamento, sono divisi, lacerati, incerti, con una perdita di leadership. Sinistra Democratica: divisa al suo interno. Critiche nostre alla CGIL: oggi va avviato un dialogo (e' e rimane il piu grande sindacato a Sinistra.
Il rischio piu grande che corriamo e' quello dell'omologazione, il perbenismo, non quello della deriva estremistica. La cifra della nostra esistenza e' la diversita, unita' in cui vi e' un'irriducibile diversita', che e' quella dei comunisti. Unita' a Sinistra: dai giornali arrivano le ipotesi piu' disparate: primarie, l'esistenza di un presunto leader… La nostra linea e' chiara: vogliamo l'unita' per contare di piu',
per contare di piu' sul governo. Vogliamo che continui a crescere la diversita' comunista.
Cosa significa essere comunista? Significa che la storia non e' finita e che l'approdo ultimo non puo' essere il capitalismo. Le voci su un'unita' di questo tipo: allora tanto valeva entrare nel PDS nel 1991: e' Sinistra Democratica ad aver sbagliato tutto (non annullare il nostro partito nell'unita', prima dovrete cambiare il segretario, afferma Diliberto).
Dobbiamo utilizzare la massima spregiudicatezza tattica. Nostra irriducibile diversita'.
Diliberto: vi chiedo di avere fiducia, non sappiamo come questa situazione si evolvera'. Quindi il segretario ha provato a delineare come si trattera', la bussola di comportamento: una confederazione in maniera tetragona, si fa tra uguali con uguale dignita'.
L'architettura della confederazione deve coesistere con i partiti organizzati: il tesseramento al partito assume peso nel processo unitario. Andare avanti con la massima determinazione sulla strada dell'unita' (Sinistra Democratica e Rifondazione sono gia' una confederazione, noi invece siamo un partito).
Dobbiamo operare uno sforzo della sintesi. Andiamo verso approdi unitari, altrimenti sulle nostre differenze gli altri lavoreranno. E' importante mantenere noi stessi nelle postazioni conquistate.
Terminata la relazione del segretario, iniziano una serie di interventi da parte dei compagni. Di rilievo quella del compagno Marco Rizzo, che si dichiara del tutto d'accordo con la relazione di Diliberto, ribadendo che i due punti sono proprio: 1) il pericolo dell'omologazione: finire tutti in un indistinto politichese; 2) l'irriducibilita' della diversita': nostro compito e mettere a frutto questa diversita', nel farla contare. Sono questi i termini della nostra discussione.
Non cedere alle "sirene" dell'omologazione: la diversita' ormai e' delegata a noi, abbiamo l'opportunita' di giocarla al meglio.
Si arriva poi alla relazione conclusiva, nella quale il segretario tira le conclusioni di questa giornata di lavori. Ribadisce che la manifestazione di sabato ha ridato fiato, ci ha fatto uscire dall'angolo. Dopo un breve resoconto degli ultimi 15 anni di politica italiana (scala mobile, la riforma delle pensioni, della scuola, con la reintroduzione della scuola classista), accenna a quello che sara' il prossimo passaggio: il contratto collettivo nazionale, su cui il PD sicuramente lavorera', perche' espressione di alcuni poteri forti. Oggi nostro compito e' arginare le cose peggiori che possono essere fatte. Siamo in una fase assolutamente difensiva: tenere su certe posizioni e cercare di strappare dei risultati. Ad esempio sul Protocollo sul Welfare: gia' dire che non va bene e' una cosa enorme.
Dobbiamo mantenere una prospettiva critica, una vigilanza intellettuale: e' questo il profilo che dobbiamo mantenere, confermando la nostra linea:
1) unicita' e criticita' rispetto al governo;
2) cercare di strappare di piu', presenteremo degli emendamenti. La confederazione ci consente di essere il partito piu' la confederazione.
L'unita' implica competizione: la confederazione si fa anche con chi non e' comunista (solo tra comunisti ci autoghettizzeremmo). Anno prossimo: sperimentare come vanno eventuali liste uniche (anche liste senza falce e martello).
Per quanto riguarda la denominazione della confederazione: deve esserci un riferimento al lavoro (non simboli come l'arcobaleno). Complessita' della partita: unita' non deve significare la cancellazione di questo partito.
Al termine della relazione, viene messa ai voti la linea tracciata nelle due relazioni, di apertura e di chiusura.
Risultato: approvata, nessun voto contrario e 9 astenuti. Roma, 21 ottobre 2007.
relazione sulla riunione del Comitato Centrale del 10-06-2007 di Antonella Montesi
Sabato 9 giugno, a Roma, si è riunito il Comitato Centrale del Partito dei Comunisti Italiani. Al Centro Congressi Frentani sono giunti quasi 400 compagni: i nuovi eletti del CC. Un organo dirigente quindi molto ampio, come ha fatto notare lo stesso segretario Oliviero Diliberto, ma che risponde anche alle attuali esigenze del Partito.
L'incontro si è aperto con la relazione di Diliberto: un'analisi lucida, contraddistinta dalla chiarezza espositiva che sempre denota i discorsi del segretario. Diliberto dopo una breve illustrazione di quello che sarebbe stato il programma di lavoro del CC – votazione dei membri della direzione e definizione degli incarichi della stessa – ha illustrato l'attuale situazione politica italiana: "non buona", come l'ha definita; una situazione analoga a quella degli anni 70 con incursioni nella politica di altre forze: qui il riferimento e' stato alle intercettazioni Telecom, ma anche al caso Visco-Speciale. Ha quindi rivolto un richiamo alla vigilanza democratica, perche', come affermato, non ci troviamo in una fase ordinaria della vita politica del paese, cosa di cui il governo non se ne rende conto. Va ricordato che il fine settimana in questione Roma e' stata teatro di un altro incontro: la visita di Bush, reduce dal G8 di Heiligendamm, in Germania.
Doverosa un breve parentesi per dire che la visita del presidente statunitense ha rappresentato un dramma per Roma: la citta' blindata (bloccati per ore i collegamenti con Fiumicino, chiusa la metropolitana), uno schieramento di forze da guerra termonucleare, le manifestazioni di protesta con gente arrivata da tutta Italia, l'atmosfera surreale di una Sinistra che in piazza scandiva slogan di protesta e di un'altra Sinistra, quella del governo Prodi, che faceva gli onori di casa, con le first ladies che si omaggiavano a vicenda con borse griffate e menu' da gran chef.
Tornando al CC, il segretario e' poi passato ad analizzare i risultati delle ultime elezioni (domenica 10 giugno in molti comuni, tra cui Genova, si andava al ballottaggio): esito disastroso per il centro-sinistra, ma con le dovute differenze. Infatti, mentre quella del PdCI e' una proposta politica pagante, da 7 anni cresciamo, Rifondazione perde voti; voti che però noi non riusciamo a recuperare (si tratta del famoso "astensionismo di sinistra").
Rifondazione perde consensi perché e' diventata filo-governativa: da qui il passo ad una rinnovata analisi politica e' stato breve: filo-governativa di un governo accerchiato da poteri forti che non lo amano, si pensi all'attacco di Montezemolo, alla campagne dei giornali: e' una delegittimazione della politica. Si tratta di poteri occulti, oltre che di poteri forti.
Diliberto ha quindi portato l'esempio concreto e di grande attualita' dell'affare Visco: la situazione è assurda, il potere politico deve poter comandare sul potere militare.
Poi, arrivando verso la conclusione, ha toccato il tema centrale, gia' trattato in aprile al Congresso di Rimini, dell'unita' a Sinistra. I 150 deputati della Sinistra rappresentano una forza importante che non va sottovalutata, ma sostenuta. Diliberto a tale proposito ha affermato che siamo gia' molto avanti, che in ottobre e' già possibile un'ipotesi di collaborazione con Rifondazione, ma che la Sinistra Democratica, Mussi, non può partecipare al processo di unione. Mussi rimane a meta' del guado, non sceglie. Obiettivo per le Provinciali del 2008 sono le liste comuni con Rifondazione.
Diliberto ha concluso con un appello alla solidarieta': bisogna bandire la logica del nemico interno (c’è sempre un nemico interno da abbattere…).
La relazione ha come sempre riscosso grandi consensi, anche se non sono mancati i pareri discordi, come quello del compagno Nolli di Napoli, che ha parlato di "distonia" in quanto affermato dal segretario.
Dalla mia esperienza personale (e' il mio primo CC), sono le prime volte che ho la fortuna e l'onore di ascoltare e di imparare da Diliberto e dagli altri compagni piu' esperti, devo dire che proprio la lucidita' delle analisi politiche, sia relative al Partito, sia agli scenari politici nazionali ed internazionali, mi inducono a voler sostenere questo processo politico, a voler perseguire questi obiettivi che sento essere i miei. Credo nell'unita' della Sinistra, perche' essere di sinistra significa avere una ben definita visione del mondo, una Weltanschaung che va difesa ed asserita ad ogni costo.