Berlino:
Massimiliano Bellillo - 0162-86 23 207
maxitalienisch-kochen.de
Bonn:
Vito Bongiorno - 0151-52 36 15 19
vitobonglibero.it
Frankfurt:
Giancarlo Sassi - 0160-02 32 60 18
gcsassihotmail.com
Köln:
Franco Pugliese - 0176-54 64 15 02
germaniapdci-europa.org
Münich:
Francesco La Bionda
pol1deyahoo.it
Stuttgard:
Vincenzo Maressa - 0179-73 42 856
vincenzomaressaaol.com
Troisdorf:
Carla De Carli - 0160-60 94 525
c.puglieserinascita-troisdorf.de
verso il Congresso del PdCI (Salsomaggiore 18-20 luglio) :
si e' tenuto il CONGRESSO di zona - Germania, Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia
venerdi' 21 giugno ore 17
al Circolo Culturale "Rinascita" e.V. - Hauptstrasse 68 - 53842 Troisdorf![]()
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Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito a
Franco Pugliese
il titolo di
Cavaliere dell'Ordine della Stella della solidarieta' italiana
Napule, addo' vai ?
lunedi' 19 maggio ore 19 nella sala di Spitze della Bürgerhauses di Troisdosf Centro
Convegno sullo smaltimento dei rifiuti a Napoli
intervengono Lidia Mastrantuoni e Gino Salamena
il documento di presentazione
Primo Maggio 2008
i compagni del PdCI insieme a quelli di Rifondazione alla manifestazione organizzata
dal DGB a Colonia
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La visita di Massimo Romagnoli (FI) al carcere di Remscheid, Colonia -Germania
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Interrogazione a risposta scritta 4-01740
presentata da SEVERINO GALANTE alla Camera dei Deputati
lunedi' 27 novembre 2006 nella seduta n.077 GALANTE.
Al Ministro egli affari esteri.
Per sapere, premesso che:
in Germania continuano atti di razzismo anti italiano e quelli piu' odiosi sono quelli compiuti dalle locali autorita', tanto odiosi da essere stigmatizzati anche dalla stampa del Paese; risulta esemplare il seguente caso: il 16 novembre del 2004 il connazionale A.G., nato a Dusseldorf, viene fermato in stato di ebbrezza per schiamazzi notturni. Portato in commissariato subisce danni fisici irreversibili: ne esce dopo un paio di ore in coma, stato nel quale, purtroppo, ancora si trova. Il video che documenta le sevizie operate dalle locali autorita' di polizia, e' definito dalla stampa tedesca "scandaloso e vergognoso". Il processo, intentato d'ufficio dal PM Dr Heinz Clemens, inizia il 2 maggio 2006 e si protrae per dieci sedute, sino al 7 giugno. Il capo d'accusa e' "gravi lesioni corporali in concorso comune nello svolgimento delle proprie funzioni" (schwerer gemeinschaftlicher Korperverletzung im Amt). I periti convocati in Tribunale sono concordi nello stabilire che per almeno dieci minuti si e' verificata una compressione della cassa toracica e della testa tale da provocare l'arresto dei battiti del cuore e delle funzioni respiratorie, da qui il mancato flusso di ossigeno al cervello ed il coma dal quale il nostro connazionale non potra' piu' svegliarsi. La Corte, presieduta dalla Giudice Dr. Lisel Burger, derubrica l'accusa a semplici "lesioni corporali colpose" e condanna un poliziotto a mesi sei, gli altri due a mesi sette, il medico a mesi nove, tutti con la condizionale. Ai quattro, condannati ad una pena inferiore a dodici mesi, viene cosi' risparmiata la radiazione dal servizio. Anche la stampa locale si indigna. I familiari del connazionale hanno chiesto un giudizio di revisione.- quali iniziative intenda prendere il Ministro al fine di proteggere i nostri connazionali residenti in Germania.
3 poliziotti ed un medico con metodi nazisti percuotono un connazionale e lo riducono in coma.
Anche la stampa tedesca insorge contro il brutale atto.
Il tribunale li condanna a pochi mesi con la condizionale e questi loschi figuri continuano ad "esercitare".
il razzismo anti italiano continuaDue casi irrisolti di violenze esercitate dalla polizia tedesca nei confronti di italiani e, in proposito, le valutazioni della locale Giustizia
Bonn, 16 novembre 2004.
Al locale presidio di polizia giungono due telefonate di richiesta d'intervento, una del gestore e l'altra di una cliente di un'agenzia di telefoni pubblici: due stranieri, in stato di ebbrezza, disturbano il regolare servizio. All'arrivo delle forze dell'ordine - sette auto, 14 poliziotti, 1 cane lupo - i due, su invito del gestore, hanno pero' gia' abbandonato il locale. Non hanno causato danni ne' a cose ne' tantomeno a persone. Stanno allontanandosi ma uno dei due, il connazionale A.G. nato a Düsseldorf il 29.12.1973, viene fermato mentre l'altro, un ucraino di maggiore prestanza fisica, viene ignorato. Il connazionale cerca inutilmente di opporsi all'arresto ma viene ammanettato e, inspiegabilmente, arriva al posto di polizia con il volto tumefatto. Sono le ore 00:09:04, quando viene trascinato di peso in una cella - che la stessa stampa tedesca definira' dello "scandalo", della "vergogna", - e dalla quale verra' portato fuori alle ore 02:26:01, dopo aver subito danni fisici irreparabili, in stato di coma irreversibile.
L'occhio di una videocamera posta sul soffitto della cella riprende tutto quanto avviene all'interno e documenta i tentativi disperati ed inutili del G. di sottrarsi al martirio, alla "crocifissione" cui e' obbligato: costretto su un materassino, a pancia in giu', le braccia allargate ed incatenate alle due pareti della stretta cella, i piedi legati e poi ancorati al pavimento, viene sottoposto ad un prelievo di sangue assolutamente non necessario per la colpa che gli viene attribuita: schiamazzi notturni. E' in nostro possesso il filmato, proiettato dinanzi alla Corte del Tribunale di Bonn in seduta pubblica, che mostra come tre poliziotti, tali Martin Heinen (anni 45), Raimund Klein (a. 47), Wolfgang Malczock (a. 44) "aiutano" un medico, il dr. Gerhard Fritz Fock (a. 44), nei suoi sei diversi tentativi di prelievo del sangue, durati l'eternita' di oltre 26 minuti [un laccio emostatico e' stato "dimenticato" per 17 minuti ad un braccio del G.J., e durante i quali i poliziotti si alternano nel comprimere spalle, schiena, collo, testa, gambe, caviglie del nostro connazionale. I periti convocati in Tribunale sono concordi nello stabilire che per almeno dieci minuti si e'verificata una compressione della cassa toracica e della testa tale da provocare l'arresto dei battiti del cuore e delle funzioni respiratorie; da qui il mancato flusso di ossigeno al cervello ed il coma dal quale il nostro connazionale non potra' piu'svegliarsi.
Il processo, intentato d'ufficio dal PM Dr. Heinz Clemens inizia il 2 maggio 2006 e si protrae per dieci sedute, sino al 7 giugno. Il capo d'accusa e' "gravi lesioni corporali in concorso comune nello svolgimento delle proprie funzioni" (schwerer gemeinschaftlicher Körperverletzung im Amt). La Corte, presieduta dalla Giudice Dr. Lisel Bürger, nella sentenza pronunciata "IM NAME DES VOLKES" (in nome del popolo), derubrica l'accusa a semplici "lesioni corporali colpose" (fahrlässiger Körperverletzung) e condanna un poliziotto a mesi sei, gli altri due a mesi sette, il medico a mesi nove, TUTTI CON LA CONDIZIONALE (auf Bewährung)! Ai quattro, condannati/premiati ad una pena inferiore a dodici mesi, viene cosi' risparmiata la radiazione dal servizio.
La famiglia del G. ha chiesto un giudizio di revisione. I poliziotti ed il medico ...... anche!!! Colonia, 3 ottobre 2002.
ll signor G.P. nato a Mazzarino (CL) il 3 febbraio 1970, mentre a piedi ed in pieno giorno si sta recando a casa viene improvvisamente accerchiato da un'unita' speciale di polizia, una quindicina di agenti armati, mascherati. Viene aggredito, colpito alla nuca con il calcio di una mitraglietta, buttato a terra, ammanettato, gli vengono abbassati i pantaloni e, applicatagli una benda sugli occhi, trasportato in stato di semi-incoscienza in caserma. Ripresi i sensi si trova in una cella, senza pantaloni, senza scarpe, ammanettato. Dopo circa due ore viene sottoposto a controllo delle impronte digitali: non e' la persona ricercata. Il P. sta male, viene chiamata un'ambulanza e trasportato in ospedale da cui viene dimesso dopo sei giorni. Diagnosi: commozione cerebrale; contusioni multiple alla nuca ed al torace; ipertensione arteriosa. Successivamente, dal 29.11.2002 al 30.01.2003, viene ricoverato a Krefeld in un ospedale di psichiatria/psicoterapia e neurologia, specializzato nella cura di vittime di catastrofi e/o atti di violenza.
Il connazionale, con tantissimi sacrifici risultato di molti anni di lavoro dipendente, aveva da poco iniziato un'attivita' in proprio di trasportatore, investendo i risparmi accumulati nell'acquisto di un camion che, abbandonato in Sicilia, e' stato saccheggiato e rottamato. Da allora il P. e' tuttora in cura per i danni psicologici subiti e deve affidarsi agli uffici sociali di assistenza per il suo sostentamento. Il Ministero degli interni regionale (Land NRW) non ritiene di risarcire i danni procurati dai poliziotti, argomentando che gli stessi avrebbero operato in conformita' alle istruzioni ricevute sulla base del grado di pericolosita' del soggetto che avrebbero dovuto arrestare. Peraltro, nel corso di una intervista rilasciata ai microfoni di Radio Colonia, l'addetto-stampa della polizia ha addossato precise responsabilita' all'Italia dichiarando che due funzionari della nostra polizia, appositamente giunti a Colonia dalla Sicilia, nel corso di un pedinamento avrebbero riconosciuto nella persona del P. il soggetto ricercato, inducendoli cosi' nel fatale errore. Da omai quasi quattro anni il nostro connazionale chiede giustizia. Per il prossimo 28 settembre e' fissata l'ennesima udienza in Tribunale.
congresso PdCI Germania
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festa circolo Rinascita
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raccolta firme a favore del popolo palestinese
campagna elettorale europee 1999
quando c'era il PCI