il sito della nostra Federazione ha sempre pubblicato articoli, interviste e dichiarazioni solo del compagno Segretario, Oliviero Diliberto.
Abbiamo deciso, da oggi, di far conoscere a tutti voi anche il pensiero di altri dirigenti del nostro Partito.

 

Rosalba Cesini (segreteria nazionale)

Roma 12 settembre 2007
Dal 20 al 23 settembre si riaprirà l’iniziativa politica pubblica dei Comunisti Italiani attraverso la terza festa nazionale. Lo splendido Giardino degli Aranci, a Roma, sull’Aventino, farà da cornice a cinque dibattiti che rappresentano il cuore della nostra linea: difesa della democrazia, diritti dei lavoratori, rapporti internazionali con Paesi i cui governi si muovono tra resistenza e socialismo. Infine il tema l’unità della sinistra. Anzi la sfida dell’unità. Vista dalla parte delle giovani generazioni, attraverso il confronto tra le loro organizzazioni. Proposta dal PdCI fin dalla sua nascita come necessità di confederare partiti, associazioni, movimenti, organizzazioni di massa, singole personalità e quel popolo di senza partito, il cui cuore, ideali e ragione battono a sinistra. Proposta inascoltata per anni e che ora, finalmente, trova interlocuzioni.
Per questo l’iniziativa conclusiva di questa festa vedrà il confronto tra Diliberto e Giordano.
Festa d’autunno, l’abbiamo chiamata. Autunno caldo. Anzi, bollente, per una sinistra che non vuole rassegnarsi di fronte alle incessanti pressioni che i poteri forti esercitano sul governo e su singole componenti della nostra maggioranza, né vuole arrendersi ai continui attacchi “estremisti” dei moderati del centrosinistra ai diritti dei lavoratori o all’arroganza dei fondatori di quel Partito Democratico “a vocazione maggioritaria”, che, cioè, intenderebbe, da solo, coprire tutto l’arco costituzionale del centrosinistra.
Una sinistra senza aggettivi, plurale ed unita, che si batta nella società e nelle istituzioni per la dignità del lavoro e dei lavoratori, per una scuola ed una sanità pubbliche, la pace, la giustizia sociale, un modello di sviluppo sostenibile, la laicità dello Stato, la difesa dei principi costituzionali. Questo serve al nostro Paese, al nostro popolo. Questo serve al nostro governo, per durare una intera legislatura, affinché, ottenuto il risanamento del bilancio dello Stato, dia finalmente l’avvio alla stagione della redistribuzione ai ceti popolari, ai lavoratori, alle donne ed agli uomini che hanno votato per il centrosinistra, confidando nell’attuazione di un programma condiviso.
Vincere la sfida dell’unità è, dunque, per noi il compito di oggi affinché le giovani generazioni possano costruire il proprio futuro in una società più giusta.
La nostra festa d’autunno si affaccia sul balcone del Giardino degli Aranci per ribadire, ancora e ancora, che i Comunisti Italiani sono pronti a mettere a disposizione tutta la propria intelligenza, passione, energia affinché il sonno della ragione non generi il mostro della omologazione al pensiero unico. Affinché in Italia, all’inizio del terzo millennio, sia possibile non solo declinare la parola Sinistra, ma anche incarnarne gli ideali e le lotte. Pronti a percorrere, da comunisti quali orgogliosamente siamo, una strada insieme ad altri, diversi da noi, ma, come noi, determinati ad alimentare la speranza che davvero un altro mondo è possibile.

 

 

 

Sono state poste le stesse 6 domande - Qui sotto le risposte che abbiamo ricevuto

risponde Marco Rizzo

1) Sulla questione delle pensioni e sul welfare il governo Prodi si e' mosso standosene comodamente a braccetto con i padroni. La sinistra puo' ancora cambiare le carte in tavola ?
La sinistra, deve cambiare le carte in tavola, altrimenti non avra' alcun senso la sua esistenza. Quella che e' una controriforma sulle pensioni, sostanzialmente si manifesta in questo modo : dal 2008 al 2009 e' migliore rispetto alla Legge Maroni perche porta invece che a 60 a 58 anni di anzianita e 35 anni di contributi; dal 1 luglio del 2009 fino al 1 gennaio del 2011 e' perfettamente identica alla Legge Maroni, con 60 anni di anzianita' 35 anni di contribuzione; dal 1 gennaio del 2011 al 1 gennaio del 2012 e' peggiorativa rispetto alla Legge Maroni perche' prevede i 61 anni mentre Maroni i 61 anni li prevedeva nel 2012. Dal gennaio 2013 la controriforma del Governo Prodi e' di nuovo peggio della Legge Maroni perche' prevede a 35 anni di contributi i 62 anni mentre la Legge Maroni parlava di verifica nel 2014, quindi non con la certezza dei 62 anni. Di positivo in questo accordo ci sono i lavori usuranti, ma ci hanno raccontato che sono un milione e quattrocentomila le persone che ne beneficeranno. Non e' cosi'. Ne troveranno beneficio cinquemila l'anno, quindi per sette anni saranno soltanto trentacinquemila i lavoratori che ne beneficeranno realmente. E' una goccia nel mare. Ci sono poi altre due cose estremamente negative. La prima e' la triennalizzazione dei coefficenti che prima si faceva ogni dieci anni. Questa cosa produrra' una sorta di scala mobile al contrario che comportera' una diminuzione dei soldi contenuti nelle pensioni. Oltre questo c'e' da dire che e' vero che sono state aumentate le finestre per le pensioni di anzianita' da due a quattro, ma sono state agganciate anche alle pensioni di vecchiaia. Per cui quelli che andavano, una volta raggiunti i limiti di eta', immediatamente in pensione, adesso dovranno attendere una finestra e quindi magari andranno in pensione con cinque o sei mesi in piu' del previsto. Se poi guardiamo cio' che e' stato fatto per i giovani con il protocollo sul welfare, notiamo che hanno decontribuito gli straordinari, per cui i lavoratori hanno soldi in meno versati all'INPS. E' stato fatto un regalo enorme ai padroni. Sul precariato il Governo non ha toccato la Legge Biagi. E' rimasto tutto come era. La normativa europea prevede che dopo 24 mesi il lavoratore va assunto a tempo indeterminato. Qqui da noi abbiamo i trentasei mesi di contratto ai quali la nuova norma prevede la possibilita' di un nuovo rinnovo se si va all'Ufficio Provinciale del Lavoro con un sindacato compiacente che ti firma il nuovo contratto. Al punto in cui siamo oggi, per migliaia di giovani il precariato e' per sempre. E' una condanna per tutta la vita.
2) Quale futuro ha la sinistra italiana ?
La sinistra italiana ha un futuro se riesce ad ottenere dei risultati concreti. Se come sinistra non riusciamo a cambiare la rotta verranno tradite le ragioni dei lavoratori, tradito il programma elettorale. Se non riusciamo a cambiare significativamente questo stato delle cose non avra' piu' senso nemmeno definirsi di sinistra. Si e' detto tanto, in questi giorni, sul fatto che abbiamo 150 deputati di quattro forze politiche e cioe' i Verdi, Rifondazione, Sinistra Democratica e noi dei Comunisti Italiani, di fatto al primo appuntamento importante e cioe' quello delle pensioni, sia i Verdi che Mussi si sono schierati a favore della controriforma utilizzando le stesse parola di Padoa Schioppa. Hanno detto testualmente : "ottimo accordo". In questa situazione e' difficile pensare di dover far finta di niente. Certamente noi dobbiamo andare avanti, fosse anche per convincerne uno solo di quelli di Sinistra Democratica a mettersi al servizio del processo unitario. Pero' il processo unitario deve servire unicamente alle cose da fare e non a coprire un vuoto elettorale per poter poi eleggere qualcuno in piu' di altri.
3) Essere comunisti oggi cosa significa ?
Significa, come ho detto, convincere gli altri e fare gli unitari ma significa soprattutto avere una marcia in piu', avere la marcia di quelli che vogliono ancora cambiare il mondo, cambiare la societa' in cui viviamo per cercare di superare il capitalismo. Noi puntiamo al superamento di questo sistema sia a livello italiano che a livello mondiale. Sicuramente queste sono cose che non sono all'ordine del giorno oggi, ma fare politica con questo orizzonte ti da maggiore determinazione. Senza comunisti la sinistra non esiste. Non e' un caso che in paesi come la Gran Bretagna o gli Stati Uniti, dove non ci sono forse politiche comuniste organizzate, di fatto la sinistra, quella vera, non esiste.
4) La classe operaia non si identifica piu con noi comunisti. Leninisticamente parlando : che fare ?
La prima cosa da dire e' che la classe operaia e' piu vasta e piu' sfruttata di prima. Il lavoro e' cambiato e le dinamiche stesse del lavoro sono cambiate. Questo comporta evidenti difficolta' a collegare le varie forme di sfruttamento. Il lavoratore di oggi e' piu sfruttato di un lavoratore di anni addietro ma non ha la percezione complessiva di questo sfruttamento come lo aveva nel passato. I Comunisti devono servire, in questa situazione, a costruire un filo rosso che possa collegare l'operaio di Melfi con l'insegnante di Milano e la ragazza che lavora nel Call Center di Messina con il ragazzo a partita IVA del nord-est.
5) Esiste ancora la passione politica ?
E' un qualcosa di sempre piu' raro. Sicuramente e' un qualcosa che trovi ancora nelle lotte e nei conflitti sociali anche se oggi, per come la passione e' vissuta, si arriva ad esser dentro una situazione di forte conflittualita' senza arrivare a percepirne la vera portata di classe. Se poi guardiamo alla situazione esistente dentro i palazzi della politica ci rendiamo conto che tutto e' ormai completamente privo di qualsiasi passione. E' tutto ridotto ad un misero gioco di interessi.
6) Ha ancora un senso restarsene in questo governo ? Cosa pensi di un eventuale appoggio esterno ?
I comunisti sono nati per cambiare le cose ed il nostro compito, in tali situazioni, e' stato ed e' quello di stare in siffatti governi per fungere da stimolo e per ottenere risultati. Gli ultimi 15 anni della vita politica italiana hanno mostrato noi comunisti direttamente impegnati all'interno di alcuni governi che si sono succeduti. E' un ciclo che si e' aperto nel '96 con la partecipazione alla desistenza, poi si e' concretizzato nel '98 con l'ingresso diretto dei Comunisti Italiani nel Governo e nel 2006, nel Governo Prodi, dove la partecipazione nel Governo e' di ben due Partiti Comunisti. Credo che in autunno vada fatto il punto della situazione. Andra' verificato quanto si e' ottenuto, di quanto sono cambiate le cose in Italia e fino a che punto noi comunisti siamo disponibili a mettere in gioco la nostra identita', i nostri progetti e la nostra credibilita'. Quindi credo che il prossimo periodo autunnale dovra' essere un utile momento di verifica soprattutto per cio' che concerne pensioni e welfare. Passato questo periodo allora si' che potremo rispondere serenamente alla domanda che mi hai fatto. Sara' solo allora che verificheremo le nostre future collocazioni, da comunisti.