I presidenti di Brasile, Bolivia,'Ecuador, Paraguay e Venezuela hanno criticato il
neo-liberalismo in crisi ed hanno incitato al Forum Social Mondial effettuato a Belem,
in Brasile, a cercare alternative.
"La parola d'ordine d'oggi e' un altro mondo e' possibile. E, ancor piu', e' necessario
ed indispensabile che si cerchi un nuovo ordine", ha detto il presidente brasileno,
Luiz Inacio Lula da Silva dinanzi ad una folla che lo ha approvato con lunghe ovazioni.
"Il mondo sviluppato ci diceva cosa avremmo dovuto fare in America latina, a noi parevano
infallibili e competenti (?) ci hanno venduto che lo Stato non poteva far nulla, e che
il mercato avrebbe sviluppato i paesi. E questo mercato e' andato verso la mancanza di
responsabilita' e controllo", ha detto Lula, difendendo i governi gauchistes della regione
e affermando "il popolo povero non deve pagare questa crisi".
"Il socialismo e' la sola strada per salvare questo pianeta", ha detto Chavez.
Il venezuelano ha invitato il forum sociale mondiale ad adottare un ruolo piu' audace e
a "passare all'offensiva". "Siamo in un momento d'offensiva, non di attesa", ha detto.
Se i popoli del mondo non sono capaci di seppellire il capitalismo, il capitalismo
seppellira' il pianeta terra", proclama il presidente boliviano, Evo Morales, che ha
proposto l'adozione di quattro campagne mondiali, per la riforma del Consiglio della
sicurezza dell'ONU, con un nuovo ordinamento economico internazionale, per l'ambiente e
conclude con la foglia di coca come simbolo.
"Qui nel forum sociale mondiale e riunito un mondo diverso, che non si arrende, che vuole
mettere un termine all'ingiustizia del debito esterno, che vuole la pace e non
l'interventismo imperialista, voi siete l'alternativa e la forza di cambiamento", ha detto
il presidente boliviano.
"In Ecuador abbiamo deciso di resistere contro il neo-liberalismo e rompere con questo
modello di sviluppo", afferma Rafael Correa, che difende per l'America latina l'adozione
"del socialismo del XXI secolo".
"I nostri governi progessisti sono convinti che la lotta dei movimenti
sociali sia la grande base che puo' garantire il cambiamento nella nostra regione", afferma
il presidente paraguaiano, Fernando Lugo, un ex-vescovo fortemente sostenuto da
gruppi sociali.
I cinque presidenti, tutti con forti legami storici con i movimenti sociali, sono stati
invitati dal forum sociale, il piu' grande evento planetario dei movimenti sociali
anti-globalizzazione, per trattare gli argomenti che preoccupano gli altermundisti:
la crisi e le alternative ad essa.
Candido Grzybowski, organizzatore del forum, sottolinea il valore storico della riunione:
"generalmente andiamo ai suoi vertici (presidenziali) per premere. Oggi accade il contrario:
i cittadini ed i presidenti vengono al nostro vertice".
Rappresentanti del forum, che hanno ricevuto con ovazioni i presidenti progessisti,
hanno anche esposto i loro punti di vista.
Namunata Zeze di Burkina-Faso, della confederazione sindacale mondiale, lancia un allarme
sulla crisi: "le previsioni sono allarmanti per il mondo del lavoro, perderanno il proprio
impiego 53 milioni di persone e si deve temere di peggio: abbiamo bisogno di misure
urgenti!".
Il dirigente Trancoso Blanc, ecuadoriano indigeno, ha anche fatto una richiesta
ai presidenti: "aiutateci difendere nostra madre natura affinche' sia ancora il polmone
del mondo!".
Chavez : I movimenti popolari devono sostenere i cambiamenti strutturali, garantisce
il capo di Stato venezuelano; incitando ai governi dell'America latina ad unire gli
sforzi e proporre meccanismi per fare fronte alla crisi del modello capitalista.
Con le forze sociali un mondo nuovo e' possibile