L'intervento di Umberto Guidoni (PdCI - GUE/NGL) al Parlamento Europeo
Sono molto preoccupanti i recenti incidenti accaduti in Italia. Si sta determinando un
clima da "caccia alle streghe" nei confronti dei cittadini rumeni e rom, con tanto di
spedizioni punitive ed incendi appiccati nei campi nomadi. Da parte del governo
italiano e' in atto un'ossessiva campagna sulla sicurezza che chiama in causa
l'Europa, il trattato di Schengen e la direttiva sulla libera circolazione nella UE.
Occorre ricondurre tutta la "questione sicurezza" su un piano di civilta' giuridica
che non puo' essere piegata a logiche emergenziali. Lo Stato di diritto impone che
la responsabilita' penale sia individuale e non si possa attribuire a categorie collettive.
Deviare da questo principio sarebbe un precedente pericoloso che porta alla
criminalizzazione di interi gruppi etnici o di particolari nazionalita di migranti.
La domanda di sicurezza e ovviamente legittima, ma non possiamo cadere nella trappola
delle strumentalizzazioni create da alcune forze di maggioranza in Italia, per
alimentare odio e xenofobia per meri fini politici.
Certamente l'immigrazione e' una materia che necessita un coordinamento europeo, per
rafforzare quegli strumenti giudiziari e di polizia in grado di colpire la criminalita'
organizzata e la tratta degli esseri umani.
Invece di brandire il reato di immigrazione clandestina, il governo italiano dovrebbe
utilizzare piu' efficacemente i fondi UE per le politiche di accoglienza (secondo la MEP
ungherese Viktoria Mohacsi "l'Italia non ha chiesto neanche i fondi previsti dalla Ue
per l'integrazione delle minoranze etniche"!).
Insomma, occorre riportare il dibattito sull'espulsione dei cittadini rom nel corretto
ambito legislativo europeo, per ribadire che vanno applicate le leggi esistenti, senza
mettere in discussione la libera circolazione dei cittadini comunitari che e' un diritto
inalienabile di cittadinanza europea.