Blog di Marisa Corazzol
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Con i compagni del PC della Vallonia, con i compagni del PdCI - Belgio e con i compagni del PRC - Belgio, in nome e nel ricordo di tutti gli emigrati italiani che hanno dovuto lasciare l'Italia per cercare altrove, nelle miniere, nelle fabbriche, sui cantieri, nelle campagne, una possibilita' di sopravvivenza, PROTESTO contro la "cour royale" che Charleroi ed alcuni esponenti della sua municipalita' hanno offerto ad Emanuele Filiberto di Savoia. A fronte dell'"esilio" dorato della casa Savoia, le miniere di Marcinelle, in cui, l'8 agosto 1956, perirono 262 persone di cui 136 italiani, ricorderanno alla Storia, ad imperitura memoria, le disastrose politiche "real fasciste" dei reucci italiani. Emanuele Filiberto, principe di Venezia e principe di Piemonte, consulente finanziario, con la sua candidatura a Premier nella lista "Valori e Futuro", sta cercando fra i connazionali all'estero consensi che potrebbero permettergli di restituire la "cortesia" a Berlusconi. Il grande amico piduista del padre Vittorio Emanuele, infatti, abolendo con la legge costituzionale del 23 ottobre 2002, entrata in vigore il 10 novembre dello stesso anno, il I e il II comma della XIII disposizione transitoria della Costituzione, consenti' il rientro in Italia dei maschi di casa Savoia che fino ad allora ne avevano il divieto, ne' potevano esercitare il diritto di elettorato attivo e passivo. Ora, considerato che il signorino di casa Savoia candida nella sua "reale" lista Enrico Giuliano - detentore di un miliardario conto corrente in Liechtenstein e sotto inchiesta per truffa ai danni dello Stato, nonche' Giulio Barresi - conosciuto per lo scandalo di "Vallettopoli - ha OSATO CHIEDERE allo Stato Italiano UN RISARCIMENTO DI 260 MILIONI DI EURO e la restituzione dei beni confiscati alla famiglia Savoia, quando nacque la Repubblica italiana, esorto tutti i connazionali ed in particolare a quanti hanno pianto la perdita dei loro cari nelle miniere per una tonnellata di carbone, di CHIEDERE a Emanuele Filiberto e alla sua "reale" famiglia, il risarcimento dei danni per le loro gravissime responsabilita' storiche nei confronti del Paese. Esorto le "Autorita'" belghe di Charleroi ed i "socialisti" di quel Comune che hanno scortato fino a "Martinelle" (cosi' l'ha chiamata il "degno" real discendente della casa reale italiana) Emanuele Filiberto, di documentarsi sulla storia del nostro Paese e di ricordarsi che i nostri minatori non avevano nemmeno il diritto di ingresso nei locali circostanti le miniere. Era scritto: "vietato l'ingresso ai cani e agli italiani". Io ribadisco: E' vietato l'ingresso nella politica italiana ai Gellini - piduisti. Uno solo di essi, in appena 15 anni ha condotto l'Italia al disastro economico, sociale e culturale e le sue "politiche" devono essere condannate e contrastate in ogni luogo, soprattutto in quei Paesi che vantano principi democratici. Marisa Corazzol
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Gentile dott. TANI, La ringrazio, innanzitutto, di sottopormi un quesito al quale, per competenze
professionali, ho risposto fattivamente in varie occasioni. Le norme che regolano il riconoscimento dei
titoli di studio italiani in Europa sono contenute negli accordi culturali sottoscritti dall'Italia con
i Paesi Europei. I Consolati italiani rilasciavano, fino all'entrata in vigore della convenzione di
Lisbona, le dichiarazioni di valore al fine di riconoscere la validita' del corso di studi e dei titoli
scolastici e accademici conseguiti all'estero e questo sulla base del principio di reciprocita'.
L'Unione Europea riconosce il diritto alla libera circolazione dei suoi cittadini senza alcuna
discriminazione, anche nei paesi dell'AEE; Con l'entrata in vigore della Convenzione di Lisbona
dell'11 aprile 1997 - convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio di livello superiore in Europa -
gli Stati firmatari devono dare una valutazione "appropriata" ai titoli di studio italiani (articolo
III.1.1) senza "distinzione basata sull'origine nazionale dei postulanti" (articolo III.1.2).
La Convenzione fornisce, altresi', "informazioni pertinenti" (articoli 111.4 e VIII.1), e pubblica
"la descrizione dettagliata delle qualifiche rilasciate" (articolo IX.1), a cura di un centro di
informazione e notifica nazionale per facilitare l'accesso alle informazioni sul sistema di insegnamento
superiore in vigore nel Paese interessato ed alle qualifiche in vigore negli altri Paesi. Lo stesso Centro,
inoltre, fornisce consigli o informazioni in merito al riconoscimento ed alla valutazione delle qualifiche,
nel rispetto delle leggi e dei regolamenti nazionali. Ovviamente, ognuno dei suddetti Centri deve poter
fruire dei mezzi necessari per l'adempimento delle sue specifiche funzioni (articolo IX.2); Il Processo
di Bologna impone, inoltre, agli Stati partecipanti di tener presenti, nel processo di valutazione dei
titoli "esteri", la tesi di laurea e i successivi diritti di accesso ai livelli superiori. Ha quindi,
ragione, Arnold Cassola, nel denunciare l'inosservanza da parte di alcuni Stati firmatari del presupposto
fissato dalla Convenzione di Lisbona e dal processo di Bologna nel senso che esistono - lo riporto -
... "casi documentati di cittadini italiani con laurea di 4 anni nominali in materie umanistiche regolate
dalla legge n. 341 del 1990 che pure essendo equipollenti alle lauree specialistiche hanno avuto
riconosciuto il loro diploma in paesi dell'EU, EFTA, AEE e firmatari della Conv. di Lisbona come
l'Islanda, la Norvegia e la Danimarca solo come BA di 180 ECTS crediti + 60 ECTS di livello master, con
gravissimi danni economici e morali"... Non essendoci adeguate ed inconfutabili informazioni sul sito
internet del NARIC/ENIC italiano ne' nelle sedi NARIC/ENIC fuori d'Italia relative all'organizzazione dei
corsi di laurea del "vecchio ordinamento", si DEVE AVVIARE un'inchiesta sull'operato dei Centri
Nazionali di informazione competenti (NARIC/ENIC italiano), con riferimento all'effettivo raggiungimento
degli standard fissati dagli articoli IX. 1 e IX. 2 della Convenzione di Lisbona in materia di diffusione
di informazioni alle agenzie NARIC/ENIC straniere sui titoli italiani, compresi quelli del vecchio
ordinamento universitario italiano. Ritengo, altresì, che un Supplemento al Diploma (articolo IX.3 della
Conv. di Lisbona) anche per le vecchie lauree di 4 anni, renderebbe automatico il riconoscimento delle
lauree italiane quadriennali da parte delle agenzie ENIC/NARI straniere almeno a livello di "Master degree",
evitando ai cittadini italiani detentori del vecchio titolo di Laurea e residenti all'estero le lungaggini
amministrative ed i successivi oneri di spesa, oltre che la grave discriminazione di cui sono oggetto.
Pertanto, anche e soprattutto in materia di titoli di studio, l'Italia deve far valere la dignita' dei suoi
nel mondo. Con la speranza di aver risposto esaurientemente al Suo quesito, Le porgo un cordiale saluto.
Marisa Corazzol
Gentilissima Marisa Corazzol! Sono un elettore all'estero e vorrei un aiuto per decidermi su chi votare.
Per questo vorrei da lei una risposta: che cosa ha intenzione di fare per difendere le lauree italiane
"vecchio ordinamento" all'estero? Che opinione ha sull'interpellanza presentata a suo tempo dall'on.
Cassola (veda: http://www.arnoldcassola.com/?news=220&type=inter) e ignorata da tutti, ministro Mussi
in testa, in cui si denunciavano le mancanze dello Stato italiano nella difesa del valore delle lauree
italiane vecchio ordinamento nell'UE? Grazie e cordiali saluti, dott.
Maurizio Tani Co.GI.VA.L.E. COORDINAMENTO PER IL GIVSTO VALORE ALLE LAVREE ITALIANE NEI PAESI DELL'VNIONE
EVROPEA.
http://www.mauriziotani.eu/cogivale.htm
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Cara Marisa, intanto una precisazione. Vedo che la si fa poco, e ovviamente l'omerta' deriva dalla volonta'
dei due maggiori partiti, cui fa comodo che circoli la leggenda del voto sprecato. La legge elettorale
assegna il premio di maggioranza in base ai voti assegnati in Italia. Il PD, ammesso che possa vincere,
deve vincere in Italia!! In virtu' di questo equivoco "voluto" dovremmo rinunciare all'unica possibilita'
di avere un deputato di sinistra che rappresenti gli italiani nel mondo, visto che negli altri continenti
sara' impossibile? Volevo allora una volta ancora smantellare questa favola, credo se ne parli troppo poco.
Volevo poi farti un grandissimo augurio e strapparti la promessa di fare un giro nell'Europa
centro-orientale, una volta eletta e facendo i debiti scongiuri. Ci sono delle realta' qui, ma anche in
Ungheria, Repubblica Ceca (sulla Slovacchia, visti i risultati delle ultime elezioni, stendo un velo
pietoso), che hanno bisogno di essere ascoltate ed amplificate. Troppi i servizi che ormai si danno alle
imprese e alla "nuova" emigrazione (camere di commercio, ICE, ecc..), pochissimi quelli per i lavoratori!
Il patrimonio culturale di giustizia e solidarieta' (ahime') si sta polverizzando? La mia coscienza mi
spinge ad impedire che siano solo i furbi ed i potenti ad andare avanti.
In bocca al lupo, Francesco dall'Austria (che ti ha gia' votata)
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caro Franco, su quanto tu affermi c'e' solo da fare qualche precisazione. Condivido, infatti, quanto scrivi nel tuo contributo. E di precisazione ne faccio solo una perche' paradgmatica. Veltroni non ha ricandidato Visco, il ministro che per eccellenza ha condotto una vera lotta all'evasione e alla frode fiscale. Al suo posto, in Veneto, ha candidato un industriale che e' stato uno degli organizzatori dello sciopero fiscale. E' necessario aggiungere di piu' per verificare che il voto al PD e' un voto inutile, una copia in belletto, di quello per Berlusconi ? Con te, con molti altri continuiamo la lotta per la civilta'. Perche' ormai, prima ancora che per un diverso, alternativo sistema economico, per il nostro amato e disperato Paese si tratta di condurre una lotta di civilta' contro la barbarie. Un caro saluto, Marisa
Cara Marisa, sono un italiano di origine modenese. Sono entrato al CERN (Centro Europeo di Ricerche Nucleari) di Ginevra nel 1958. Dal 1983 risiedo sulla frontiera francese vicino alla Svizzera. Qui ho fondato, 22 anni fa, l'Associazione degli Italiani del Paese di Gex che dirigo tuttora. Al CERN ho fatto una carriera di 35 anni. Dal 1978 al 1981 ho diretto il sindacato interno del CERN, che era un organo di consultazione con la Direzione. Poi grazie al professor Carlo Rubbia, quando era direttore, sono stato redattore, durante 12 anni, di un giornale trimestrale interno che pero' era diffuso in 7000 esemplari dal CERN stesso. Mi sono sempre interessato di politica ed ho militato a lungo nelle Colonie Libere Italiane in Svizzera, poi nel Partito Comunista fino al 1985. Ora vorrei contribuire al dibattito politico in corso perche' alla televisione si presenta assai scialbo. Mi piacerebbe avere il tuo giudizio sulla mia breve analisi. Se pensi che ne valga la pena puoi diffonderla largamente, con o senza il mio nome. Un caro saluto. Franco
CONTRIBUTO AL DIBATTITO POLITICO IN VISTA DELLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE.
Chiedo agli Italiani : quali sono i meriti che il governo Berlusconi ha avuto quando ha governato?
Il primo atto del suo secondo mandato fu la depenalizzazione dell'evasione fiscale. QUALI SONO STATE LE
CONSEGUENZE DELLA DEPENALIZZAZIONE DELL'EVASIONE FISCALE? Il paese ha percepito la depenalizzazione
come un invito a sfuggire al fisco. Infatti, era proprio questo che ricercava la Lega e tutta la Casa delle
Liberta'. L'effetto piu' vistoso fu l'evasione di capitali pari 27 Miliardi di euro da parte di Calisto
Tanzi, padrone e maggiore azionista della Parmalat. Faccio notare che il fallimento che ne ha seguito
ha rivelato anche un intreccio di favori che il Tanzi prodigava a tutti i gruppi politici sotto forma di
vacanze gratuite presso un centinaio di agenzie turistiche che aveva comperato allo scopo (la corruzione
era la sua attivita' preferita). Il fallimento causo' la perdita totale di tutti i risparmi di migliaia
di piccoli azionisti. Se questi 27 miliardi fossero stati investiti nella ricerca scientifica
e tecnologica, l'Italia non sarebbe nello stato di declino attuale. Nel 2002 il Prodotto Interno Lordo
annuale dell'Italia era circa 1000 miliardi di euro e solo 8 miliardi erano dedicati teoricamente alla
ricerca. Quindi, il capitale esportato nel paradiso fiscale delle isole "Caiman", se impiegato bene, pur
rimanendo proprieta' della societa', avrebbe potuto finanziare la ricerca per ben 3 anni e mezzo. Non solo
non e' servito a nessuno, ma ha dato a Tanzi il potere di sperperare il patrimonio che era stato accumulato
dal lavoro di migliaia di persone altamente qualificate, che avevano realizzato il complesso agro-alimentare
piu' prestigioso d’Europa. Da notare che proprio in questo periodo la CE decise di dare a Parma l'Agenzia
di controllo sulla qualita' dei prodotti alimentari. Ricorderete che dopo l'onore che fecero a Parma,
Berlusconi dichiaro' in televisione che il merito era suo perché aveva fatto la corte alla signora
Finlandese responsabile europea del settore. Questa dichiarazione provoco' l'indignazione della Finlandia
e di tutto il Parlamento Europeo. In seguito si seppe dell'imbroglio di Parmalat! Non c'era da stupirci se
tutti i deputati del Parlamento Europeo di sinistra e di destra evitavano i deputati del PDL come dei
pestiferati. La legge PDL sulla depenalizzazione ha inoltre indicato indirettamente a tutti i grossi
e medi risparmiatori, che la cosa migliore per loro era di esportare illegalmente i loro averi nei paradisi
fiscali, lasciando il "Bel Paese" sprovvisto d'investimenti produttivi. Inoltre le banche italiane, invece
di responsabilizzarsi per favorire ed accompagnare chi prende rischi per creare nuove imprese e cercare di
migliorare i propri prodotti, si dilettarono ad investire nei mercati finanziari a forte rischio per
favorire chi conta di vivere di rendita, incurante del fatto che il nostro Paese sta perdendo terreno in
tutti i settori produttivi da piu' di 10 anni, ma molto piu' rapidamente dal 2000 al 2005 (dati forniti
dall'ISTAT nel rapporto ICE 2005-2006 del direttore Luigi Biggeri, leggibile su internet con Google).
La legge sul rientro dei capitali italiani illegalmente depositati in Svizzera. Chi difende ancora il
Cavaliere, argomenta che lo stesso fece rientrare i capitali italiani esportati illegalmente in Svizzera,
fra i quali quelli dello stesso Cavaliere, dimenticando di dire che la punizione per avere commesso
il delitto d'esportazione illecita fu ridotta al minimo, cioe' intorno al 2% delle somme. Ora ci si puo'
chiedere se il decreto di rimpatrio non fu fatto per paura che la Svizzera rientrasse nella CE con
conseguente obbligo di abbandonare il segreto bancario! Si preferi' quindi importarli e riesportarli in
paradisi piu' lontani sotto la protezione discreta delle banche USA. Da qui la grande complicita' di
Silvio ed associati (Lega e AN) con la famiglia texana e la sua totale adesione alla crociata contro
l'Irak di Saddam! La vita dei nostri soldati ed i nostri pochi soldi che restavano ancora furono impiegati
per combattere il "Satana" che deteneva le famose armi Atomiche fantasma mai ritrovate.
LA SECONDA GUERRA DELL'OCCIDENTE CONTRO L'IRAK. Quali erano gli obiettivi reali degli USA quando
dichiararono per la seconda volta la guerra all'Irak nel 2003?
1) Il controllo del petrolio. 2) Colpire l'UE e l'avvento dell'Euro come moneta di scambio mondiale in
concorrenza con il dollaro. 3) Colpire le organizzazioni Internazionali (ONU, OMC, Tribunale Internazionale,
Accordi di Kioto ecc). IL CONTROLLO DEL PETROLIO. L'imminenza della scarsita' di petrolio aveva indotto
le compagnie petrolifere a proporre una rete d'oleodotti nel Medio Oriente, per connettere fra di loro tutti
i pozzi della regione, compresi quelli che si trovano sul mare Caspio. Questa rete fu progettata nei minimi
particolari e prevede di trasportare la totalita' del petrolio del Medio Oriente e del Mar Caspio verso
l'occidente. Il prezzo di tutto l'impianto per il trasporto del petrolio fu calcolato con grande precisione
per conoscere quanto avrebbe inciso sul singolo gallone. Il costo della rete prevedeva una spesa intorno
ai 10.000 miliardi di dollari nel 2000. Si tratta di una cifra enorme, che in quegli anni era equivalente
a 10 volte il Prodotto interno lordo dell'Italia (ho avuto modo di leggere questo rapporto perche' conoscevo
un esperto in materia). Gli USA avrebbero garantito l'investimento ma bisognava assicurarsi che i paesi di
tutta la zona fossero governati da persone legate mani e piedi alle compagnie petrolifere degli USA.
Il dittatore Saddam per l'Irak ed il governo dell'Iran erano gli unici ad opporsi al progetto USA. Questa
fu la ragione dell'attacco USA all'Irak e si puo' giurare che i soldati USA resteranno in Irak fino a
quando non saranno sicuri del controllo totale della rete di oleodotti. Bisogna capire che il controllo
militare del petrolio mondiale e' la sola possibilita' concreta per gli USA di mantenersi alla guida del
mondo. INDEBOLIRE L'EUROPA E L'EURO, DISCREDITARE IL DIRITTO INTERNAZIONALE NASCENTE. Perche' gli USA
hanno preso il grande rischio di essere smentiti sull'esistenza delle armi nucleari in Irak, pur sapendo
che non esistevano e che la comunita' internazionale li avrebbero denunciati? Dalla fine dell'Unione
Sovietica, l'equilibrio internazionale delle forze in gioco era totalmente cambiato. All'inizio del terzo
millennio era chiaro a tutti che il mondo era diretto da un solo paese che dominava l'economia e si era
dotato di una potenza militare fortissima (equivalente alla forza militare di tutti gli altri paesi
del mondo messi assieme). L'Europa e l'Asia si erano concentrate sull'economia nella convinzione che il
pericolo di confronto armato era scomparso e che iniziava la guerra commerciale a livello mondiale. Nel
contesto di un mondo che aveva adottato il mercato come unico sistema economico, le relazioni internazionali
erano migliorate ed il "diritto internazionale" gestito dagli organismi gia' esistenti (ONU, OMC, ecc.),
si stava facendo strada. Gia' si parlava di allargare democraticamente il Consiglio di sicurezza dell'ONU
facendo entrare diversi altri paesi con un grande peso economico, anche se senza armi nucleari. Questa
prospettiva minacciava direttamente il predominio degli Stati Uniti, per loro era chiaro che in un contesto
di "diritto internazionale affermato" la ragione del piu' forte non avrebbe piu' vinto, ma avrebbero dovuto
sottostare alle decisioni della maggioranza degli stati. Per mantenere il loro dominio, avevano assolutamente
bisogno di trovare un nemico credibile, agli occhi dell'opinione pubblica (gestita dalla CNN) per
giustificare l'uso della forza e non della democrazia (il terrorismo, l'Irak e l'Iran). Francia, Germania
e Giappone resistettero al richiamo di G. Bush dimostrando attraverso gli esperti dell'ONU che l'Irak
non aveva armi atomiche e che non era necessario fargli la guerra. La maggioranza nel Consiglio dei ministri
della CE sosteneva Francia e Germania e faceva fronte, contro la volonta' degli Stati Uniti, difendendo
lo "Stato di diritto internazionale" in vista di assicurare, per l'avvenire prossimo, la gestione
dell'economia mondiale su basi paritarie e democratiche.
Lo stato di diritto internazionale permetterebbe al mondo intero di regolamentare i rapporti commerciali
evitando la pazza corsa alla diminuzione del costo del lavoro per fare fronte alla concorrenza spietata
che si e' imposta nel processo di mondializzazione del mercato. La mancanza di "Diritto Internazionale" e'
la causa di molti conflitti di oggi e di domani; impedisce ad ogni paese, compreso il nostro, di gestire
la propria economia nei tempi conformi al proprio sviluppo economico e tecnologico. I paesi che non hanno
saputo, come il nostro, mantenere un alto livello d'istruzione e di sviluppo tecnologico nei settori piu'
promettenti per il futuro, devono seguire la dittatura della concorrenza internazionale, sacrificare i
diritti umani e lo "stato sociale", tollerare la contraffazione ed il lavoro nero, il non rispettare
l'ecologia e la sicurezza sul lavoro e, nello stesso tempo, chiedere ai salariati, gia' ridotti in poverta',
di consumare al massimo per favorire la produzione interna. L'altra enorme contraddizione nel mondo di Bush
e dei suoi fedeli vassalli (governo Berlusconi e Aznar del 2003), e' quella di costringere tutti i paesi a
produrre di piu' a prezzo piu' basso possibile pur sapendo che in questo modo si procede verso la catastrofe
ecologica del nostro pianeta. Naturalmente la mafia, la malavita, lo sfruttamento disumano dell'immigrazione
e la polluzione degradante sono il corollario di questa feroce concorrenza incontrollata e del lavoro nero.
Nella circostanza della seconda guerra contro l'Irak, Bush riusci' a rompere il fronte dell'Europa ed a
discreditare il "diritto internazionale" grazie all'amico Berlusconi ed all'amico Aznar. Questi due
personaggi, per ignoranza e boria personale, abboccarono all'amo teso da Georges Bush, credendo di farsi
grandi nei confronti della Germania e della Francia. Le organizzazioni internazionali furono discreditate
e con loro il diritto internazionale. Se oggi l'Italia si trova in condizioni di perdita di prestigio e si
avvia verso un declino difficile da arrestare, lo dobbiamo al fiero Cavaliere (Don Chisciotte).
Se il mondo si trova ancora nella contraddizione di dovere abbassare senza limite il potere d'acquisto
dei piu' deboli mentre s'ingozzano i "managers" con la speranza che facciano miracoli, lo dobbiamo a
George Bush, al "Cavaliere" ed ad Aznar. Se si abbassano le imposte ai ricchi per paura che se ne vadano
dove le imposte non le pagano, mentre invece sarebbe necessario aumentare il potere economico degli Stati
per garantire un'assistenza decente ai piu' deboli ed adeguate infrastrutture, lo dobbiamo al Cavaliere ed
ad Aznar i cari amici di Bush il guerriero. Come si puo' sperare che la stessa coalizione della CDL di
Berlusconi possa migliorare le sorti dell'Italia? Oltre agli errori micidiali che gia' abbiamo citato, ce
ne sono altri non meno condannabili che confermano la loro totale incompetenza. Per esempio, l'Italia e'
il paese del sole, ma siamo gli ultimi d'Europa nella tecnologia dell'energia solare. Avevamo un'occasione
di svilupparla rapidamente con l'aiuto di diversi esperti e scienziati italiani che hanno lavorato
all'estero, riconosciuti con premi Nobel e altri premi prestigiosi come Carlo Rubbia, e molti altri.
Il governo Berlusconi, dietro consiglio di un membro della Lega Nord, espulse Carlo Rubbia dalla direzione
dell'ENEA (l'ente per la ricerca delle nuove energie ) discreditandolo con menzogne vergognose. La verita'
era che Rubbia non era d'accordo con la politica del governo Berlusconi ed intendeva denunciarla. Ora, sia
C. Rubbia che altri esperti italiani lavorano per la Spagna con risultati esaltanti (vedi su Google il
sito "CIEMAT.es" Centro de Investigacion Tecnologica, diretto dall'ex dipendente di C. Rubbia al CERN
Dr. Juan-Antonio Rubio). ALTRE DIMOSTRAZIONI DI INCAPACITA' E DI INCIVILTA' DEL CAVALIERE Per cercare,
lungi dal volere essere esaurienti, di completare le dimostrazioni d'incapacita' e di corruzione colposa
del noto Cavaliere, diciamo che si e' vantato, in televisione, di avere in Italia il piu' alto tasso di
lavoro nero per garantire una buona concorrenza sul mercato internazionale.
Aggiunse in altre occasioni televisive, poco tempo prima delle elezioni del 2006, che in Cina per concimare
la terra, utilizzavano i feti dei bambini indesiderati. Nello stesso tempo, pur affermando il contrario,
permetteva l'ingresso illegale in Italia di migliaia di cinesi poveri per lavorare in condizioni di
schiavitu' facendo fiorire il lavoro nero e la polluzione vergognosa che ne consegue. I nostri artigiani
subiscono in pieno petto questa concorrenza medievale. Cosa fare per rimettere il nostro Paese sulla via
virtuosa che il suo popolo meriterebbe? I paesi del Nord Europa che hanno da sempre investito
nell'educazione, nelle nuove tecnologie, nell'efficienza dell'amministrazione e nell'energia alternativa
e pulita, non hanno bisogno di diminuire le imposte e di creare grandi divari nei salari. Le loro
industrie sono solide ed il potere d'acquisto e' molto piu' alto del nostro. L'Euro forte li aiuta ad
espandersi in altri paesi fortificando la loro posizione. Ma in un'Italia in declino cosa si puo' ancora
fare? Anzitutto, liberarsi dalla menzogna e dall'arguzia dei venditori di frodo. Aprire un grande dibattito
serio, non polemico nel paese, in presenza di esperti internazionali che impediscano la trivialita' di
trionfare come succede in molte trasmissioni televisive di tutte le reti italiane. Mettere a punto
un programma economico, scientifico, tecnologico e sociale credibile, per dare slancio e fiducia alla
parte attiva della popolazione. Mentre si deve continuare a sviluppare quei settori ancora viventi, come
l'auto, l'agricoltura biologica, la salute, il "design", i tessuti, ecc. bisogna investire tutte le risorse
nello sviluppo delle energie alternative e nelle nuove tecnologie. Chiediamoci: in quali condizioni ci
troveremmo oggi se il "geniale" finanziere del Governo Berlusconi fosse riuscito a fare uscire l'Italia
dall'Euro come desiderava adducendo che la colpa del caro prezzo era dovuto all'Euro? Quanto pagheremmo la
fattura del petrolio, sapendo che la strategia era quella di svalutare la lira per essere piu'
concorrenziali togliendo ancora potere d'acquisto agli operai come ha sempre fatto la destra italiana?
Ci fermiamo qua per non essere troppo prolissi ma ci sarebbe ben altro da dire sui "benefici dei governi
del popolo delle liberta' vergognose (PDLV).
Franco Francia Presidente dell'Associazione degli Italiani del Paese di Gex.
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Ciao Marisa, sono un geometra italiano residente nella regione lionese ed ho ricevuto della pubblicita' elettorale, in questi giorni, da parte di quelli che "possono". Sabato sono andato ad una manifestazione di opposizione agli O.G.M. ed ho simpatizzato con una simpaticissima siciliana, che mi ha raccomandato di visitare il tuo sito e mi ha detto che posso fidarmi di te. Lo faceva con conoscenza di causa perche', come lo avrai forse indovinato, questa ragazza era tua figlia. Eh si', i rappresentanti del proletariato possono, in mancanza di mezzi, contare sempre sulla loro .... prole! Ti leggo, ci rifletto e voto. Nerino
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Gentile candidata Marisa,
ho letto il tuo indirizzo su internet e ti faccio una domanda. Qui in Cechia era iniziata a circolare una
petizione che chiedeva all'Ambasciata la costituzione di un Com.It.Es "nominato", anche se formalmente
eletto, per salvaguardare i principi di democraticita'. Questa battaglia, credo importante dal punto di
vista delle attivita' culturali (lo studio gratuito della lingua italiana soprattutto) e' stata bloccata da
alcuni fantomatici "compagni", grillini e qualunquisti di sinistra (mi si perdoni la contraddizione in
termini, il qualunquismo e' secondo me sempre di destra). Bloccata senza motivo, in nome della salvaguardia
teorica di una democraticita' che la proposta avrebbe comunque tenuto in considerazione. Alcuni compagni, ma
anche esponenti di partiti diversi e di associazioni, di qui si sono fermamente battuti per ottenere lo
scopo. Tra essi molto attivo Massimo, credo proprio del tuo partito, se lo conosci. Il povero Ambasciatore
ha dovuto fermare il progetto solo per questo, non esistendo di fatto qui una destra organizzata. Che
peccato, che spreco dii energie! Ora, nel programma della sinistra-arcobaleno ci sono riferimenti a questo
punto? Riorganizzazione e potenziamento dei ComItEs vuole dire anche facilitarne la nascita laddove per
legge non potrebbero esistere? Credo sia importante dare un segnale in questa direzione. Ho letto che al
contrario la sinistra critica vuole abbassare i costi delle strutture consolari, questo e' semplicemente
folle. Come si possono considerare gettati i soldi spesi per la democrazia ??? Farai qualcosa ?
grazie, fabio.
caro Fabio, nel programma che puoi leggere su questo sito (www.corazzol.org) e su quello del PdCI
(www.pdci-europa.org), c'e' la promozione dei Comites laddove il numero dei connazionali per circoscrizione
consolare non lo consenta obbligatoriamente tramite votazione. In questo caso, infatti, la legge pevede che
l'Ambasciatore possa nominare un Comites per facilitare la partecipazione dei connazionali alla vita della
collettivita'. In effetti il nostro compagno responsabile per la repubblica Ceca, Massimo, e' tra i promotori
di tale inziativa, e noi lo abbiamo sempre sostenuto. Purtroppo il massimalismo di taluni che si definiscono
compagni ha impedito, fino ad ora, che tale, ripeto, giusto progetto, vada in porto. E' mio e nostro impegno
continuare questa battaglia anche dopo le elezioni. Per quanto concerne le richieste di Sinistra critica -
a proposito di massimalismo che del resto fa sempre il paio con l'ignoranza della realta' concreta - di
chiudere i consolati gia' mi sono espressa: pura demenza politica, come ho scritto in risposta ad un atro
elettore. Arrivederci a dopo le elezioni, per far avere anche ai connazionali residenti in repubblica Ceca
il loro Comites. ciao, Marisa
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Ciao Marisa, sono un musicista italiano emigrato in Francia. Ho letto il tuo programma e spero di aver modo di votarti. GRAZIE MILLE per il tuo impegno e un grosso IN BOCCA AL LUPO per le prossime elezioni! Un abbraccio Federico
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Cara Sara, come te, ho vissuto e vivo momenti di profondo sconforto e di delusione in merito alla situazione politica italiana, gravemente compromessa e danneggiata da squallidi protagonismi e da personaggi che l'hanno usata depauperandone e spogliandone l'anima. Come te, non condivido che in nome di approssimativi "disegni" politico-istituzionali ci si presenti agli elettori come se fossero dei "clienti" o, peggio, sudditi di un sistema basato sull'autarchia, l'oligarchia, l'interesse personale, e non, come dovrebbe accadere in una democrazia, nell'azione diretta all'interesse generale. Durante le mie missioni in Europa (Membro della Missione Culturale italiana all'estero), ho potuto gradualmente confrontarmi con sistemi-paese costruiti (come e' stato il caso della Francia, in particolare) sulle basi delle idee e dei principi illuministici che, con Voltaire e Rousseau, hanno sancito anche i principi etici della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Proprio perche' in Italia - a discapito dei diritti, (o meglio, del diritto, che di per se' deve essere neutro nella sua efficacia, quindi equo e giusto), l'ingresso in politica di faccendieri di ogni risma ha divelto le fondamenta della Costituzione, creando un'associazione di "persone" di dubbia moralita' "deputati" a legiferare in Parlamento, dove si sono limitati a gestire a titolo e scopo personale il patrimonio dello Stato, oltre che a partorire leggi "ad personam" - ho deciso di partire "in guerra", armandomi dei miei requisiti che si identificano, connotandosi, con quelli universali dei diritti dell'uomo. Non penso che astenendosi dal votare ci si accordi un migliore futuro. Che si tratti dell'attuale legge "porcata" o di un'altra legge elettorale, dobbiamo difendere questa piccola-grande liberta' di espressione che permette, comunque, al cittadino di scegliere i suoi rappresentanti in Parlamento e al Senato. Nel mio piccolo, vorrei contribuire a piene mani al ripristino della legalita' nelle Istituzioni; vorrei poter incentivare investimenti nel settore della ricerca, dell'innovazione, del sapere e della scienza, dando al CNR, come si fa in Francia con il CNRS (Centre National de Recherches Scientifiques) l'autonomia amministrativa, fondi pubblici adeguati, partecipazione statale attraverso un'una tantum prelevata dal gettito fiscale nazionale, liberta' di ricerca in nome della scienza e dell'etica civile, scevra da interventismi pseudomoralisti a carattere eticoreligioso. Vorrei che i connazionali all'estero, rientrando in Italia, trovino un Paese che non sia una "cartolina", ma un sistema democratico in cui si viva nel rispetto indiscriminato di tutti ed in cui l'amministrazione pubblica non sia una "muraglia cinese" inamovibile nelle sue numerose inefficienze, ma un vero servizio pubblico al servizio dei cittadini. Perdona questa lunga mail che ho avuto piacere di scrivere, e, nel salutarti, mi permetto di allegarti un mio articolo e, con l'occasione ti porgo anche i migliori auguri di buona pasqua. Marisa Corazzol
Mi dispiace ma non credo piu' in questo paese ne' nelle istituzioni (partiti, di qualunque schieramento essi siano) che lo e ci rappresentano. Riguardo alle persone, ci sono persone che operano per il bene comune e persone che operano per i propri interessi. Pero' nessuno credo possa disconoscere il fatto che il nostro sistema burocratico non consente piu' alle persone che operano per il bene comune di emergere e di fare onestamente ed eticamente il proprio lavoro. Mi dispiace ma credo proprio che il treno sia passato e non ci sono persone in grado di cambiare il percorso intrapreso, fondamentalmente per una ragione: non c'e' piu' alcuno in grado di potere/sapere/volere prendere una decisione, non c'e' piu' alcuno che sia in grado di dire (di riconoscere) cosa e' bene e cosa e' male. Cordialmente Sara
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Grazie Silvia: finalmente una voce dal tono adeguato. Io sosterro' fermamente la candidatura di MARISA nel collegio Europa, promuovendola presso i miei amici residenti all'estero, perché e' una persona di immenso valore umano, professionale, culturale e politico. Come tu giustamente ricordi, cara Silvia, la politica si fa con le PERSONE. Sostenere MARISA significa non gia' far perdere voti al PD (visione piuttosto riduttiva e di pura tattica elettorale) bensi' consentire agli italiani all'estero di avere come rappresentante una donna capace e con una grande esperienza di vita e di attivita' in tutta Europa. Chi si candida in quel collegio deve conoscere i problemi che vi sono, avendoli sperimentati in prima persona: e la prova e' nel suo asciutto e concreto programma. Marisa e' una persona capace e deve poter mettere la sua esperienza e le sue abilità al servizio della comunita' intera. Il resto non conta. Saluti a tutti e buona giornata Letizia
Voglio rivolgervi un pensiero amaro maturato leggendo il carteggio Xxxxxxx-Corazzol e altri. Giustamente molti chiedono di cancellarsi da questa mailing-list. E' possibile che chi sostiene il PD sia cosi' limitato da non ricordare che la sinistra e' vasta e grande e articolata, che non concepisca di poter aiutare candidati validi anche se si candidano con altri partiti della sinistra? Non sapete che le idee marciano con le persone ? Non vi rendete conto della poverta' che c'e' nel chiudersi a riccio in un partito appena nato (e che ha gia' tanti difetti - le liste sono sotto gli occhi di tutti -) e non vedere che anche gli altri possono dire qualcosa di buono ? solo Gaspare ha alzato una voce indifesa di Marisa. E' questa diffidenza, questo senso di superiorita' malposto che hanno sempre danneggiato la sinistra. pensateci! Silvia
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Marisa, quali sono le motivazioni che ti spingono a candidarti per gli italiani all'estero? C.S.
Mi candido perche' penso di poter contribuire alla costruzione di una comunita' di connazionali italiani
residenti all'estero integrati in una politica di qualificazione sociale, culturale e linguistica e perche'
ci siano gli strumenti necessari per un'integrazione sociale contro il rischio di ghettizzazione. Mi
candido alla Camera dei Deputati, in rappresentanza degli italiani all'estero, per contribuire fattivamente,
con leggi e adeguati finanziamenti. a favore della comunita' dei cittadini italiani in Europa. Mi candido
per il riconoscimento, nella storia, della nostra emigrazione che, a causa di "politiche" stolte e viziate
da principi egoistici e autoreferenziali, ha conosciuto, sin dall'inizio del secolo scorso, ogni sorta di
umiliazione sul piano delle dignita' personali, dei diritti e della conseguente integrazione nel tessuto
sociale e culturale, lavorativo ed economico dei Paesi di accoglienza. Mi candido perche' voglio battermi
contro ogni forma di discriminazione che ha visto anche recentemente, in Germania, nostri connazionali
vittime di abusi gravissimi da parte della polizia tedesca, abusi che hanno causato invalidita' permanenti
ad un bravo padre di famiglia prima, e coma con conseguente stato vegetativo permanente ad un giovane
successivamente. E' necessario, a mio parere, che all'interno di ogni Consolato sia presente un servizio
legale che tuteli gli interessi e i diritti dei nostri connazionali, e che questi servizi non siano
racchiusi in meri servizi di "assistenza sociale" che assicurano, sulla base delle piu' o meno capacita'
di ascolto, di comprensione e di efficienza/efficacia, un modesto servizio di passa carte. Mi candido,
altresi', perché la donna deve avere il suo meritato ruolo nelle Istituzioni, laddove, in particolare, si
decidono le sorti dell'umanita' che si declinano al maschile e al femminile ed in cui la donna puo' e deve
contribuire sul piano etico - politico (a parte Condoleesa Rice, quale donna si sognerebbe mai di dichiarare
guerre?...) e sul riconoscimento dell'impegno di tante donne, madri, mogli, che, nel lavoro e in famiglia
dedicano tutta la loro operosita', lasciando da parte, per causa di forza maggiore, lo stesso desiderio di
sentirsi partecipi nelle decisioni che le riguardano in primo piano (vedi legge 194, per esempio…). Mi
candido per battermi per la dignita' del nostro Paese in Italia e nel mondo e che, a mio parere, nelle sue
espressioni lavorative, intellettuali, studentesche, in un mondo sempre piu' globalizzato, deve poter
continuare ad esistere come Paese la cui identita' culturale e' scolpita in ognuno di noi come sui libri
che ne raccontano la storia plurimillenaria.
Mi candido per dare una vera identita' alle Istituzioni scolastiche italiane all'estero, attraverso leggi
quadro che ne caratterizzino l'azione e ne garantiscano i risultati.
A questo proposito, Marisa, tu hai predisposto una proposta di legge di riforma delle Istituzioni
scolastiche e culturali all'estero. Puoi spiegarci di che cosa si tratta?
Si tratta di una proposta di legge, presentata in Parlamento dai compagni del PdCI lo scorso giugno 2006
- Proposta di legge n. 1204/06, che comporta una svolta decisiva per le Istituzioni scolastiche
Italiane all'estero. Come tutti non sanno, infatti, la legge 153/71 che istituiva i corsi di lingua e
cultura italiana era gia' nel 1971 una legge nata "vecchia", considerata la storica emigrazione italiana
dell'inizio del secolo scorso. Non rispondente, pertanto, piu' alle realta'. Ho ritenuto di fondamentale
importanza rivisitarla in termini innovativi e di ripristino della centralita' istituzionale italiana. E'
oramai noto, infatti, che laddove manchi la presenza dell'Istituzione preposta costituzionalmente al fine
educativo e formativo (il Ministero della Pubblica Istruzione, per intenderci), lasciando "l'appalto"
dell'istruzione e della cultura al Ministero degli Affari Esteri che ha ben altri compiti da svolgere, non
si puo' intraprendere un serio percorso di istruzione e di saperi che permangono veicoli fondamentali per
meglio e piu' proficuamente inserirsi nel mondo che ci ospita. La mobilita' di famiglie e di giovani,
dovuta a vari fattori che vanno dalla necessita' di trovare lavoro altrove o di studio, ci deve
sensibilizzare ancor di piu' sulla capitale importanza delle Istituzioni pubbliche italiane, unico
elemento di garanzia a tutela di tutti i connazionali all'estero.
Che cosa hai realizzato sul piano politico e culturale durante le tue missioni in Francia?
Nel novembre 2003 ho fondato a Lione il primo coordinamento de "l'Ulivo". Ho partecipato attivamente alle
elezioni dei COMITES lo stesso anno, che, a Lione, ha portato ben 10 consiglieri su 12 di sinistra. Ho
fondato l'Associazione Culturale "Antonio Gramsci" di Lione, nel mese di giugno 2005. Ho fondato, altresi',
nel mese di gennaio 2006, l'Istituto Superiore di Cultura "Giordano Bruno" per l'Umanesimo e la Tecnologia,
a Roma.
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Gentile Signora Corazzol,
due giovani economisti francesi hanno creato, l'anno scorso, il test online per le presidenziali francesi
chiamato Polimetre, che si trovava sulla pagina di RTL 2007. Era un test che permetteva di "scoprire",
rispondendo con il proprio grado di accordo a una serie di affermazioni, qual era il livello di prossimita'
con i diversi candidati. Questa "distanza politica" era calcolata a partire dalle risposte dell'utente e
dalle risposte, previamente raccolte, dei candidati. Con un collega di Londra abbiamo pensato di associarci
con loro per creare lo stesso servizio anche in Italia: e penso che questo tipo di pagina internet,
senza costituire un suggerimento di voto, sia un utile strumento per convincere la gente che vale la pena
votare (ovviamente il risultato del test non sara' mai, per costruzione, "i politici sono tutti uguali").
Penso poi che in particolare tra gli italiani all'estero che si astengono, il bacino per il voto di opinione
sia importante e possa essere raggiunto attraverso questo tipo di strumenti (poiche' la diffusione dei media
italiani tradizionali e' per definizione scarsa all'estero). Abbiamo gia' stretto un accordo di partenariato
con il portale internet Tiscali, per promuovere l'utilizzo del nostro strumento. Le vorrei quindi chiedere,
come gia' fanno i rappresentanti delle altre liste, di riempire il questionario da cui saranno poi attinte
le domande da mettere online (secondo un algoritmo che massimizza la distanza tra le risposte dei candidati).
Lo trova in allegato alla presente email, insieme con una descrizione del progetto. Con l'augurio di aver
incontrato il suo interesse, le faccio un "in bocca al lupo" per la campagna elettorale! Francesco
il formulario e' giunto in "pdf": un formato che permette solo la lettura ed esclude la possibilita' di scrivere. Il formulario e' stato stampato e, compliato e spedito via fax. appena possibile, il questionario con le risposte data da Marisa, sara' messo in rete.
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cosa ne pensi del programma che ci propone di sinistra critica ? ortensia
Un vero e proprio sproloquio: dissennato, qualunquista, vuoto di contenuti, autoreferenziale, in parole
povere:squallido. 1) per poter difendere socialmente ed economicamente i connazionali all'estero e'
necessaria la presenza delle ISTITUZIONI ITALIANE, dalle Rappresentanze consolari e diplomatiche, alle
Istituzioni scolastiche e culturali. Non si riscrive, ad uso personale, quanto sancito dagli accordi
culturali internazionali che discendono dalla Convenzione di Vienna del 1963.
I suddetti accordi (1949), confermati da numerosi scambi di lettere fra l'Italia ed i Paesi Europei, hanno
anche determinato la Convenzione di Venezia del 1989 che prevede, altresi', il divieto della doppia
imposizioni per chi, impegnato a lavorare in un Paese Europeo sia remunerato dal Paese d'origine ed in cui
versa le tasse alla fonte. La stessa prevede, inoltre, il divieto di imposizione fiscale sulle pensioni dei
nostri connazionali, sulle quali vige la stessa norma. 2) Dare piu' mezzi e piu' personale alle nostre
Pubbliche Amministrazioni all'estero e in Europa sara' il miglior modo di garantire, oltre a servizi piu'
efficienti per tutti, anche QUELLA TRASPARENZA DI BILANCI che tanto e' mancata e tanto abbiamo denunciato
in direzione di alcuni "Enti" italiani privati, utilizzati ad uso e consumo dei "detentori" - dal fumoso
titolo di "Presidenti" (Vedi caso Coascit di Lille ... per citarne uno). Il "migrante" passato a "sinistra
critica" offende gravemente ed in maniera subdola e meschina TUTTE LE LEGITTIME ASPETTATIVE dei connazionali,
della vecchia e della nuova emigrazione. Chiunque potrebbe candidarsi con tali presupposti elettoralistici.
Marisa Corazzol PS: Ho corretto una parola: LEGITTIME.
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Diliberto cede il posto.
Nobile, coerente, etico e democratico il gesto di Oliviero Diliberto, di fronte alle accuse di Achille
Passoni, candidato al Senato per il PD, questa specie di mulino in cui si macina di tutto e dal quale si
esclude Nando Dalla Chiesa, perche', molto sicuramente, avrebbe dato filo da torcere ai vecchi e "nuovi"
candidati, portavoce di Confindustria e di Berlusconi!... Come potranno Passoni e il suo collega Nerozzi -
ex sindacalisti CGIL - lavorare con Ichino... che vuole abolire l'art.18 dello Statuto dei lavoratori?!...
Come ci si potra' muovere in un Parlamento in cui gli interessi trasversali e oramai alla luce del sole
fra PD e PDL, ostacoleranno ogni necessaria azione politica per il ripristino della legalita' nelle
Istituzioni e per combattere la restaurazione della schiavitù e della sudditanza nel lavoro operaio e nel
Paese tutto intero, senza Oliviero?!... Sono del parere che alla provocazione di Passoni non si dovesse
rispondere con il ritiro della candidatura del nostro Segretario che, oltremodo, mi ha reso fiera di essere
comunista nell'anima e nel mio comportamento!
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Gentile candidata, nell'accingermi al voto mi sono sorte spontanee due domande: A) in uno scenario politico tendente ad esasperare il bipolarismo votando per Te/voi, non si corre il rischio di vanificare il voto? B) ha ancora senso un voto fortemente ideologico? Pasquale
Caro Pasquale, Grazie per le due domande assolutamente pertinenti, alle quali cerchero' di rispondere in maniera obiettiva, prima che di parte, anche se per me "essere di parte" significa prima di tutto stare con chi opera nella direzione del confronto democratico serio e incisivo per il Paese. Entro, quindi, nel merito. A) In uno scenario politico tendente ad esasperare il bipolarismo votando per Te/voi, non si corre il rischio di vanificare il voto? L'esasperazione del bipolarismo porta ineluttabilmente a due sbocchi: o lo scontro su tutto o l'accordo su tutto. Nell'attuale situazione politica italiana, mi risulta che il PD ed il PDL si distinguano solamente per una lettera: la "L"... Non mi sembra di individuare nei due schieramenti differenze di fondo e di merito. Il primo propone una specie di supermarket in cui trovi di tutto e ... di piu' (da Colaninno a Calearo all'operaio, dalla Binetti alla Bonino, a Nerozzi e Passoni). Confindustria e i suoi rappresentanti - poteri forti - contro (non con) l'operaio che dovra' cooperare con chi intende abolire l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori che tutela i lavoratori contro i licenziamenti senza giusta causa: Nerozzi e Passoni in primis... C'e' poi la Senatrice teodem Binetti (la portatrice imperterrita del cilicio) che dovra' anche ascoltare da molto vicino le tesi della laica Bonino... Un cocktail esplosivo, quindi, il cui effetto sarà una grande sbornia, con tanto di emicrania... Un Progetto o programma equo e sostenibile (perche' si ha bisogno di questo in Italia, non di ripristino di disuguaglianze, di restaurazione della schiavitu', non della sudditanza), un programma che riconduca il lavoro e la dignita' individuale, con un miglioramento del potere di acquisto, calibrato sui tassi di inflazione non l'ho letto, ne' credo sia la priorita' di questa nuova/vecchia alleanza... Nel caso del PDL, poi, nel quale l'ingresso del fascista emerito Ciarrapico ha persino provocato "perplessita'" in AN e nei suoi colonnelli, in cui si candidano soubrettes, pseudoartisti, faccendieri di ogni risma, il cui unico obiettivo e' il potere e basta, senza alcun programma se non i soliti sproloqui che nella passata legislatura hanno causato il totale sfacelo economico e sociale, dimmi di che cosa stiamo parlando, se non di una anomala, assurda, inconcepibile maniera di fare politica in questo Paese che, invece, tanto ne ha bisogno ed in cui non deve servire da ancella dell'economia e delle lobby, ma deve essere guida etica e democratica per la crescita non solamente economica, ma anche e soprattutto sociale e culturale. Pertanto, un voto equo e democratico e' quello che, senza se e senza ma, senza i "ma anche" di Veltroni, andra' alla "La Sinistra l'arcobaleno" e al PDCI. B) Il voto ideologico rimarrebbe "virtuale". Noi ci distinguiamo per il realismo della nostra azione politica e per la conoscenza del processo storico che ha permesso a questo Paese di scrivere la Costituzione Italiana che detta: L'Italia e' una Repubblica democratica basata sul lavoro... Noi vogliamo che si lascino perdere le guerre (compresa quella d'Afghanistan, che rischia di diventare peggio dell'Iraq). Noi vogliamo televisioni un po' meno sub-reali, lavori un po' meno precari, malfattori puniti anche se sono in giacca e cravatta, e magari una Repubblica che, invece di fare la serva dei potenti, si preoccupi, per esempio, di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la liberta' e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e la partecipazione di tutti i lavoratori alla vita collettiva del Paese. Quest'ultimo, vedi, Pasquale, non e' un programma nuovo: e' l'articolo 3 della Costituzione. Quella cosa che va lasciata in pace. Saluti cordiali e comunisti, Marisa Corazzol
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Ciao Marisa, ti conosco bene e credo che tu sia veramente la persona che serve in parlamento per fare un po' di pulizia. C'e' veramente bisogno di aria nuova ed in particolare di persone competenti ed oneste. Piu' che farti una domanda ti chiedo un impegno. So che la battaglia sara' dura, non mollare mai, anche quando avrai l'impressione che il tuo sforzo sia vano. Alla fine la goccia scava la pietra. Io sarò con te. Sandro
Caro Sandro, sono cresciuta politicamente con l'insegnamento e l'esempio di Antonio Gramsci, di Piero Calamandrei, di Enrico Berlinguer e oggi, con l'esempio pratico, onesto sul piano intellettuale e politico di Oliviero Diliberto e dei compagni che da Roma a Bruxelles a Troisdorf-Colonia-Stoccarda, da Atene a Praga, da Parigi a Londra rendono ogni giorno piu' bello e piu' sentito il mio impegno. L'etica e' il letto in cui deve scorrere la politica, Enrico docet... Oggi, piu' che mai, pertanto, reputo doveroso e vitale per tutti, rispettarla nella coerente e grande battaglia che il PdCI, con la Sinistra l'Arcobaleno, affronta in difesa dei diritti civili, del lavoro, contro la precarieta', contro le lobbies e le concentrazioni di potere che trovano spesso ridondanza nelle nostre Istituzioni, per tradursi in molti casi in "interferenze" e/o collusioni che nulla hanno a che vedere con l'interesse generale. Le battaglie, poi, se condivise, riescono piu' interessanti da affrontare in quanto, insieme, anche se con fatica, si puo' vincere. Prometto: NON MOLLERO'. Marisa
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... scusa la mia commozione; ma e' ancora vivo un lontano ricordo risalente alla meta' degli anni '50, quando un povera vecchia si mise in cammino, con il treno degli emigrati, per andare a trovare i propri 5 figli, nelle terre ombrose e pregnanti di un odore intenso di carbone ai cofini fra la francia ed il belgio. ... arrivata all'ingresso all'ingresso di una di quelle miniere, comincio' a scrutare fra gli sguardi spenti stanchi, fra le pelli annerite, ed i caschi illuminati, quale, fra quelli, era il proprio figlio piu' amato. ... chiese a quel minatore, dai capelli corvini e con gli occhi color mare, se conosceva un italiano, un tal Nino, o meglio Giovannino Rondelli, quell'uomo la strinse forte al petto e la bacio' fino a quando le lacrime non solcarono il suo viso, fino a quando quel viso non si mostro' completamente deterso ... quell'uomo era Nino, mio padre. Lei si chiamava Marianna ... come vedi il simbolo della Francia ritorna sempre e spero che ti assista in questa tua impresa ... lo meriti ... Onello.
Ho appena ricevuto questa struggente mail ... da parte un Signore il cui padre perse la vita nelle miniere ... al confine fra la Francia e il Belgio e il cui zio fu un eroe della resistenza. La sua struggente verita' colpisce nel piu' profondo dell'anima. Ah se si potessero riscattare con le nostre azioni quelle immense sofferenze! ... Marisa