i Comunisti Italiani



votano MARISA CORAZZOL

deputata



in Europa per Marisa

BLOG / vi rispondo
marisa@corazzol.org

il programma, le sue idee

come votare


Ringrazio una ad una, uno ad uno, tutti i connazionali che in Europa hanno deciso di darmi, con la preferenza, la loro fiducia.
Le loro domande e le loro esigenze meritano comunque una risposta.
Per questo il mio impegno in questa direzione continuera', con rinnovato vigore, anche fuori dal Parlamento.
Grazie di cuore a tutti.

Marisa Corazzol



Invincibili non sono quelli che stanno sempre sopra il gradino piu' alto del podio... Alla fine, prima o poi, qualcuno ti butta giu' di la' sopra.
Ma invincibili sono quelli che non si lasciano abbattere, scoraggiare, ricacciare indietro da nessuna sconfitta,
e dopo ogni batosta sono pronti a risorgere e a battersi di nuovo.
Erri De Luca


Marisa Corazzol

salviamo l'Italia
per poterci tornare


Dignita', Onesta', Efficacia

Alla Camera dei Deputati,
per leggi e adeguati finanziamenti a favore della comunita' dei cittadini italiani in Europa.
Gia' nella legislatura finita prematuramete, il PdCI aveva presentato la
proposta di legge 1214
elaborata da Marisa Corazzol sulla "Riforma delle scuole italiane all'estero e interventi per la promozione della lingua e della cultura italiana all'estero"

la battaglia continua !
Per la dignita' di essere cittadini e italiani in Europa
Per un Paese nel quale valga la pena poter tornare
Per combattere la precarieta' ovunque in Europa
Per non lasciare ai giovani e ai nostri figli, come eredita' l'Italia allo sfacelo
Per l'uguaglianza dei diritti
Per il superamento di questo sistema economico basato sul profitto


alla Camera, scheda grigia, vota e scrivi


Con i compagni del PC della Vallonia, con i compagni del PdCI - Belgio e con i compagni del PRCI - Belgio, in nome e nel ricordo di tutti gli emigrati italiani che hanno dovuto lasciare l'Italia per cercare altrove, nelle miniere, nelle fabbriche, sui cantieri, nelle campagne, una possibilita' di sopravvivenza, PROTESTO contro la "cour royale" che Charleroi ed alcuni esponenti della sua municipalita' hanno offerto a Emanuele Filiberto di Savoia. A fronte dell'"esilio" dorato della casa Savoia, le miniere di Marcinelle, in cui, l'8 agosto 1956, perirono 262 persone di cui 136 italiani, ricorderanno alla Storia, ad imperitura memoria, le disastrose politiche "real fasciste" dei reucci italiani. Emanuele Filiberto, principe di Venezia e di Piemonte, consulente finanziario, con la sua candidatura a Premier nella lista "Valori e Futuro", sta cercando fra i connazionali all'estero consensi che potrebbero permettergli di restituire la "cortesia" a Berlusconi. Il grande amico piduista del padre Vittorio Emanuele, infatti, abolendo con la legge costituzionale del 23 ottobre 2002, entrata in vigore il 10 novembre dello stesso anno, il I e il II comma della XIII disposizione transitoria della Costituzione, consenti' il rientro in Italia dei maschi di casa Savoia che fino ad allora ne avevano il divieto, ne' potevano esercitare il diritto di elettorato attivo e passivo. Ora, considerato che il signorino di casa Savoia candida nella sua "reale" lista Enrico Giuliano - detentore di un miliardario conto corrente in Liechtenstein e sotto inchiesta per truffa ai danni dello Stato, nonche' Giulio Barresi - conosciuto per lo scandalo di "Vallettopoli - ha OSATO CHIEDERE allo Stato Italiano UN RISARCIMENTO DI 260 MILIONI DI EURO e la restituzione dei beni confiscati alla famiglia Savoia, quando nacque la Repubblica italiana, esorto tutti i connazionali ed in particolare a quanti hanno pianto la perdita dei loro cari nelle miniere per una tonnellata di carbone, di CHIEDERE a Emanuele Filiberto e alla sua "reale" famiglia il risarcimento dei danni per le loro gravissime responsabilita' storiche nei confronti del Paese. Esorto le "Autorita'" belghe di Charleroi e i "socialisti" di quel Comune che hanno scortato fino a "Martinelle" (cosi' l'ha chiamata il "degno" real discendente della casa reale italiana) Emanuele Filiberto, di documentarsi sulla storia del nostro Paese e di ricordarsi che i nostri minatori non avevano nemmeno il diritto di ingresso nei locali circostanti le miniere. Era scritto: "vietato l'ingresso ai cani e agli italiani". Io ribadisco: E' vietato l'ingresso nella politica italiana ai Gellini - piduisti. Uno solo di essi, in appena 15 anni ha condotto l'Italia al disastro economico, sociale e culturale e le sue "politiche" devono essere condannate e contrastate in ogni luogo, soprattutto in quei Paesi che vantano principi democratici. Marisa Corazzol


Nella scorsa campagna elettorale ho avuto la fiducia di 17.315 elettori in Europa.
Anche questa volta, per salvare l'Italia, insieme ai comunisti italiani, possiamo, anzi dobbiamo farcela.



Possiamo, vogliamo, dobbiamo cambiare questo sistema economico che ci impoverisce. L'Italia e' in mano a troppi faccendieri.
L'Italia sopravvive grazie alle tasse che pagano solo pochi onesti.

Dobbiamo costruire un Paese in cui si viva in liberta' e non in un sistema "padronale". la Confindustria blatera ma manda a picco il Paese,
I padroni hanno fatto cadere il governo Prodi dopo aver ottenuto miliardi di Euro quando volevamo redistribuire ai cittadini i tesoretti (decine di miliardi di euro).

Troppi giovani sono costretti a partire
perche' in Italia solamente i "notabili"
hanno un vero lavoro...
le briciole per il resto...


I consumi sono calcolati in euro,
i soldi del Ministero degli Esteri ai connazionali, invece, in lire ........

Il nostro voto dall'Europa deve essere determinante per salvare l'Italia, non per non fare nulla come hanno fatto gli eletti 2 anni fa.

Voglio che i nostri figli vivano in un Paese vero che non e' la villa di Berlusconi o dei "ma anche" di Veltroni


PER LA PACE, CONTRO LA VIOLENZA

Di fronte agli eventi di queste settimane in Tibet, condanno, senza se e senza ma, la violenza e la repressione sanguinosa da parte del regime della Repubblica Popolare Cinese contro i manifestanti di Lhasa e di molte altre citta' tibetane e non sottoscrivo ne' a principi pseudo buddisti o pseudo religiosi, come non sottoscrivo a richiami storici che testimoniano, sempre e comunque, del mercimonio cha offre ai popoli ignari, leaders il cui obiettivo e' il potere, sia esso "terreno" o "spirituale". Come ho condannato e condanno i fatti del G8 di Genova, in cui, pur di calmare la "rivolta" si e' sparato, si sono commessi atti di tortura, si sono perpetrati atti osceni, in nome della cosiddetta "sicurezza" (a destinazione, questa, dei "potenti" e non degli astanti fuori dalle porte del potere). Nel caso del Tibet, siamo di fronte ad eventi analoghi dello stesso tipo, analoghi alla repressione violenta scatenata in Birmania contro i monaci buddisti e la popolazione inerme, con morti, feriti e "chiusura" di tutte le vie per l'informazione interna e internazionale. Allo stesso tempo denuncio e condanno la politica degli USA e dei gruppi armati, vicini al Presidente Bush, che fomenta in tutto il mondo, per interessi particolari, economici, di squallido potere geopolitico e finanziario, azioni di secessionismo e di destabilizzazione tra le popolazioni, cercando di radicarsi nei sentimenti profondi di identita' nazionale come in Kosovo e in Serbia o in Palestina e Israele, o fomentando una divisione per interessi economici come succede in Bolivia. Non sara' la voce dei politici interessati nella divisione e nello scontro quella che potra' aprire il futuro in questo difficile momento. La questione fondamentale e' la difesa delle radici storiche di ciascun popolo, e' il riconoscimento del diritto a praticare le proprie credenze, religioni e culture pero', soprattutto, e' dare una soluzione diversa e valida come esempio per tutta l'umanita'. La separazione di una nazione o di una regione puņ avere senso se i codici, le azioni, le intenzioni, non vanno verso forme di isolamento o di regressione a forme antiche, ma nella direzione delle relazioni tra i popoli, verso il reale riconoscimento delle diversita', verso la reale integrazione tra le culture, le nazioni e le regioni che vogliono rappresentare le avanguardie nella formazione umana universale. Per iniziare un processo realmente nuovo e' necessaria la via della non violenza. Si ha, pertanto, necessita' di una cultura proiettata verso il futuro, uno sguardo dell'essere umano senza discriminazione fra razze, con uguali opportunita' tra uomini e donne, senza caste ne' classi sociali, uno sguardo capace di porre al primo posto questo processo al di sopra dell'interesse politico immediato. Dobbiamo chiedere ai governi e ai "leaders" delle fazioni opposte che si siedano per ascoltare le diverse necessita' e proposte e, tra la visione centralista e quella nazionalista, cercare una soluzione differente, tentare una soluzione con una visione piu' rispondente ai diritti umani. Abbiamo bisogno di nuovi elementi interpretativi per comprendere la complessita' dei fenomeni sociali attuali, abbiamo bisogno della pazienza storica per aprire questo dialogo tanto importante ed urgente per tutta l'umanita'. Senza il dialogo e senza una intelligente prospettiva di costruzione di nuovi e piu' proficui principi di rispetto dei popoli, le stesse relazioni internazionali fra Cina, USA, Russia ed Europa ed i loro meschini interessi potrebbero produrre uno scontro irreversibile. Qui non sono in discussione le Olimpiadi ma la possibilita' di dare una risposta coerente a tutta l'umanita'. Costruiamo, coerentemente con quanto abbiamo ribadito sotto la bandiera della pace, una nuova umanita' non violenta. Marisa Corazzol

connessioni utili per battaglie di civilta', di democrazia, di rispetto e del futuro che seguo attivamente:


contro la privatizzazione del sapere

mio padre e' stato partigiano


il diritto di essere considerati e informati



Bob K E N N E D Y : il discorso contro la "tirannia del Prodotto Interno Lordo"


QUESTO E' il PROGRESSO ? Grazie ... NO ! (WORK IN PROGRESS sottotitolato in italiano)


i numeri di telefono delle sezioni del PdCI
comitati per Marisa Corazzol deputata



Francia: 06-7042-0739


Belgio: 0477-258-765


Germania: 02241-83469


Gran Bretagna: 0787-4907-882

 


Grecia: 0693-650-8405

 


Irlanda: 086-8518-347

 


Lussemburgo: 540-327

 


Polonia: 696-854-117

 


Rep. Ceca: 606-436-166

 


Spagna: 952-833-373

 


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