Bacheca riflessioni delle compagne e dei compagni comunisti in Europa

federazionepdci-europa.org


Si parla molto dei giorni della memoria, memoria che a mio avviso sembra a senso unico, memoria che ci fa vedere sempre vittime e mai carnefici. Vivendo all'estero posso cogliere dai racconti dei singoli delle storie che non ci dipingono sempre come "italiani brave gente". Il problema della memoria, anche alla luce dell'ultimo libro della kersevan - lager italiani -, mi fa riflettere sul fatto che mai sia stata fatta un'analisi precisa del nostro passato, il fatto di aver cercato di seppellire i nostri eccidi e le nostre carneficine, cominciando dall'uso dei gas in Africa e continuando con il primo bombardamento di una citta' piena di civili come Barcellona da parte della nostra aviazione. Forse i nostri "giorni della memoria" hanno una notevole dose di amnesia, o forse la memoria degli altri non ci interessa ? Probabilmente una migliore conoscenza della nostra storia riuscirebbe a farci capire anche il nostro presente. Un ultimo appunto, come mai pur avendo anche noi avuto i nostri criminali di guerra, non siamo mai passati per una "nostra" norimberga e quanti altri armadi della vergogna sono nascosti in qualche sottoscala ?
ivan 03/06


Il prossimo 1.mo agosto chiudera' anche il Consolato Generale di Innsbruck. Dalla stessa data diventera' operativo uno Sportello Consolare Permanente che funzionalmente dipendera' dall'Ambasciata di Vienna e che continuera' ad operare presso la sede consolare al civico 9 della Conradstrasse, retto da due unita' del personale gia' in servizio presso il Consolato.
A confermare la chiusura della sede e' il Console Alberto Ceccarelli che spiega come "la chiusura della sede consolare a Innsbruck risponde a mere esigenze di bilancio. Nel corso di questi mesi - aggiunge - ci si e' adoperati in accordo con la superiore Ambasciata e con il Ministero degli Esteri, per pervenire ad una soluzione che contemperasse queste esigenze con quella altrettanto fondamentale di continuare a fornire ai nostri connazionali nel Tirolo, nel Salisburghese e nel Vorarlberg un adeguato servizio". L'accordo ha portato, appunto, alla istituzione dello Sportello permanente che, precisa il Console, "senza interruzione alcuna, continuera' a svolgere pressoché le stesse funzioni svolte finora dalla sede consolare".
Dal 1mo agosto, quindi, i connazionali residenti dei tre Länder potranno rivolgersi allo sportello oppure direttamente all'Ambasciata di Vienna che ha una competenza su tutto il territorio austriaco. "Allo Sportello" - precisa ancora Ceccarelli - "potranno rivolgersi le Associazioni operanti nelle tre Regioni e il Consolato Onorario di Salisburgo per il disbrigo di ogni pratica e per le iniziative che intendano intraprendere". Anche gli orari di apertura dello sportello al pubblico rimarranno invariati: dal lunedi' al venerdi' dalle 9-12 e il mercoledi' pomeriggio dalle 15,30 alle 17,30.
(aise)


Intervista ad Alexis Tsipras

Abbiamo incontrato il nuovo Presidente del Synaspismos, il trentaquatrenne Alexis Tsipras, che al recente congresso del partito tenutosi ad Atene ha ottenuto il sostegno del 70% dei delegati. Il Synaspismos e' una forza politica della sinistra alternativa greca, nata dalla confluenza della corrente "eurocomunista" con settori del KKE (PC greco) che avevano rifiutato il ripiegamento settario di questo partito nei primi anni novanta, e di altri militanti socialisti, ecologisti e dei nuovi movimenti di lotta. Tra le nuove generazioni il consenso del Synaspismos e' in aumento e attualmente arriva quasi al 20%. L'apertura ai movimenti comincia a dare importanti frutti e viene evidenziato anche in forma simbolica dall'elezione del nuovo presidente che diventa il piu' giovane leader politico greco. Il Congresso del Synaspismos ha anche confermato la costruzione del "Syriza", la coalizione della sinistra radicale con cui si e' presentato alle ultime elezioni, che cerca di unire la varie forze alternative greche.
Una prima domanda aperta. Sei stato appena eletto Presidente del Synaspismos: cosa pensi di fare, quali sono i vostri progetti per la Grecia, considerando che i sondaggi danno il Synaspismos in piena crescita (mentre il Pasok di contro ha vinto con un ristretto margine) ?
Certe priorita' le impone la vita stessa. Cosi', in questa fase nella quale il governo svende la maggior parte di cio' che e' pubblico e commercializza i beni comuni e quelli sociali - ma anche infrastrutture pubbliche come l'ente delle telecomunicazioni (OTE), i porti, gli aeroporti, l'Olympic Airways - il partito SYNASPISMOS stabilisce, come suo obiettivo precipuo d'azione, quello di contrastare questi progetti. Il nostro gruppo parlamentare sta lottando nel parlamento greco proprio in questa direzione. La nostra gente e i membri del partito cercano di organizzare, insieme alle altre forze politiche extraparlamentari, dei nuclei di resistenza in ogni posto di lavoro. Il terreno e' adatto perche', dopo quasi 15 anni di egemonia completa delle enfasi sul mercato libero che sono state ispiratrici sia della NEA DIMOGRAZIA (Il partito di governo di destra) che anche del PASOK (partito socialista), la gente riscopre il valore dei beni comuni. Questo e' riscontabile anche nelle empasse amministrative dei governi, la corruzione ed il modo vorace ed spregiudicato di governare della destra che cerca di saccheggiare tutto cio' che e' pubblico. 20 anni fa abbiamo visto che l'orientamento prevalente della gente verso valori quali il socialismo, il pubblico, il collettivo era prevalentemente negativo, ora assistiamo ad un processo inverso poiche' tocca al libero capitalismo, al bene privato, alla concorrenza, dimostrare di avere la stessa fortuna di allora. Sempre piu' vasti pezzi di societa' si accorgono di quanta finzione si celi dietro alle categorie neoliberiste.
Inoltre sappiamo che oggi gli stati capitalisti tendono a recuperare un certo tipo di statalismo per salvare i profitti del loro capitale. Questo la gente lo sta comprendendo. Allo stesso tempo dobbiamo affrontare anche l'ondata di carovita e speculazione: di fatto si tratta di un vero e proprio tsunami di aumenti dei beni di prima necessito. Percio' il nostro obiettivo e' quello di svilluppare quanto realizzato nelle esperienze di ricerca internazionali, come ad esempio quella italiana. Purtroppo in Grecia non abbiamo una coscienza anticonsumistica svilluppata, un dato di fatto che deve cambiare. Si deve costruire ex-novo un modo diverso di organizzare la rivendicazione quotidiana. La nostra priorito e' di utilizzare al meglio il potenziale positivo di popolarito che c?É oggi intorno a noi, per valorizzare le nostre organizzazioni ed attivare un contatto piu' stretto con la gente che si e' avvicinata a noi, ma anche con tutti coloro che ci stanno conoscendo per la prima volta e spesso vivono nelle aree provinciali.
Puoi spiegarci quali sono le ragioni della crescita del vostro consenso, in particolare tra i giovani che hanno condiviso le vostre battaglie sociali ?
Il SYNASPISMOS, negli ultimi 3-4 anni, ha realizzato quello che noi chiamiamo "la svolta di Sinistra". Una delle nostre caratteristiche, come partito, e' quella dell'attivismo. Abbiamo mirato, e in misura considerevole ci siamo riusciti, a collaborare con altre forze politiche come quelle della sinistra extraparlamentare. Il punto cruciale che abbiamo dovuto affrontare e' stato quando, nell'anno accademico 2007, ci sono stati mesi di sciopero e manifestazioni per bloccare la riforma universitaria che il governo voleva varare. La legge e' stata approvata dal Parlamento, ma non si e' mai applicata: la lotta degli studenti - che e' stata violentemente attaccata dal governo, dalle forze di polizia e dalle reti televisive - ha potuto infatti annullare la Riforma della Costituzione. Tale riforma sarebbe stata un grande passo indietro. Tutto cio e' successo perche' anche il PASOK, nonostante il fatto che il suo presidente G. Papandreou fosse favorevole alla Riforma universitaria, e' stato costretto a ritirarsi dalla Revisione Costituzionale. Noi, cioe' SYNASPISMOS o SYRIZA (la coalizione di Sinistra), non sosteniamo che tutta la contestazione sia stata "dei nostri" ma ritieniamo che la nostra forza politica sia stata quella che ha di fatto sostenuto la lotta sia con le manifestazioni che nel parlamento e quindi a livello politico centrale.
Inoltre, come partito, abbiamo criticato il concetto di "political correct" che le forze politiche sovrane hanno imposto e soprattutto analizziamo con molta attenzione le nuove contraddizioni ed esclusioni che emergono a livello sociale. Sappiamo che il sistema del consenso politico greco opera molto per il bipolarismo e noi ci sforziamo di fronteggiare il piu' possibile questa tendenza. Abbiamo visto che tanta gente, per lo piu' giovani, respingono le forze politiche del sistema ed i suoi processi e vanno in cerca di nuove forme collettive di resistenza e di azione. Questa e' anche la nostra scommessa.
Il Sinaspismos e' uno dei partiti membri piu' attivi della Sinistra europea, con rifererimento ai temi del lavoro e della precarieto, dei salari e sulle questioni sociali in generale. Quali sono le priorito politiche dell'agenda di Sinistra europea per l'anno che ci separa dall'appuntamento elettorale europeo del 2009 ?
I governi di destra e centro destra cercano di far fronte alla crisi economica mondiale, informandoci dei danni che ha subito il sistema finanziario e il capitale. Allo stesso tempo tentano di impostare un nuovo e sempre piu' duro stato di sfruttamento lavorativo, che colpisce non solo i giovani, il lavoro precario, ma tutte le categorie dei lavoratori. La crisi alimentare e la fame non sono ancora un problema europeo, ma il modo con il quale tali emergenze vengono gestite mostra i limiti del sistema. E' un ritorno al diciannovesimo secolo: tutto cio' innesca conflitti sociali nei quali la Sinistra Europea deve esprimersi politicamente, sia a livello locale che paneuropeo. Dobbiamo accellerare e rinforzare la nostra collaborazione tra partiti e movimenti e scoprire nuove forme d'azione. Il nostro punto di forza e' la presenza nelle strade e negli spazi sociali pubblici. (di Leonardo Ragozzino)


il signor danieli e' orgoglioso dei 70 milioni di euro che e' riuscito ad ottenere per i consolati, avrebbe voluto fare di piu' ma da dove prenderli? io che sono una carogna un'idea l'avrei. Ad esempio l'80% dei contributi dell'otto per mille rimangono in vaticano (1 miliardo di euro), la chiesa non paga l'imposta sui fabbricati (400 milioni non incassati dai comuni). Per l'ora di religione fondamentale per gli studenti che a 15 anni(60%) non sanno perche' viene notte, lo stato mette a disposizione 25000 insegnanti di cui 14000 di ruolo nominati dalla chiesa e pagati dallo stato. I pellegrinaggi nel 2007 aumentano del 20% (5 miliardi di euro esenti da tasse). La chiesa spende per aiuti mezzo miliardo di euro all'anno. Pero'... pero', lo ior ha 5 miliardi di euro di depositi, solo in usa il vaticano ha 298 milioni in titoli, 273 milioni in joint venture, 195 milioni in azioni, 102 milioni in obbligazioni a lungo termine, si parla di usa perche' li' i capitali si devono dichiarare e ovviamente non e' compreso il patrimonio immobiliare (chiese, conventi, ecc. che si utilizzano per pagare una volta venduti le cause contro i preti pedofili americani). Voi direte che sono una carogna, e che in fondo bisogna rispettarlo sto' vaticano, vediamo, se lui rispetta me. Senza cominciare dallo scandalo dell'ambrosiano anche se e' passato prossimo. Meta' degli anni novanta, videoconferenza dagli usa: "Licio gelli investiva il danaro dei corleonesi di toto' riina nella banca vaticana e questa garantiva discrezione e investimenti" parole del pentito marino mannoia. Piu' recente dai furbetti del quartierino. Fiorani "uno che vi ha sempre dato i soldi e in contanti e andava tutto bene, poi quando cade in disgrazia non fate neanche una telefonate alla moglie per sapere se sta bene". Fazio... Avvenire e Osservatore Romano ripetono fino all'ultimo giorno la teoria del complotto politico (ci credo con l'appoggio di ruini e giovanni battista re). Moggi... i fondi neri della gea indovina dove sono custoditi, insieme con il tesoretto di moggi (stimato in 150 mil.). Dimenticavo l'interesse dello ior sui depositi e' del 12% annuale ma per portarci i soldi devi essere amico o parente di un vescovo. In poche parole la chiesa ha piu' potere e influenza sulle banche di quanto non avesse ai tempi della dc. Un'ultima perla: il vaticano ha scorporato le isole Cayman (paradiso, e' il caso di dirlo, fiscale) dalla naturale diocesi di Kingston (a proposito alle isole cayman c'e' un consolato italiano?) per proclamarle "missio sui juris" alle dirette dipendenze del vaticano e affidate a tal cardinale joseph Maida membro del collegio dello? ... ior... (fonti della repubblica).
ivan 30/01


L'economia va bene.
Quando aprirete veramente gli occhi? E' mai possibile che non vi accorgiate del lavoro che sta facendo l'attuale governo? Non penso che con la destra capitalista sarebbe stato lo stesso, ultimamente paga anche chi non e' "sotto padrone", cioe' non solo chi prende una busta paga. La vecchia squadra del governo precedente non poteva di certo chiudere le porte per le fughe di capitale, come non poteva aumentare le tasse, il perche'? Paura di perdere voti. Pero' c'era stata la liberazione su eredita' e successione, per la quale gli operai possono lasciare i beni ai figli! Molti operai sicuramente non venivano nemmeno colpiti del vecchio sistema. Sapete chi veramente ha fatto gli affari? Chi ha tanti soldi e molte case, e non chi i soldi li suda. Sapete quanti milioni aveva risparmiato il vostro benefattore, che non fa parte dei comunisti? Si criticano spesso i cinesi; io vado volentieri a comprare da loro, perche' si spende poco, io non do valore alla firma del vestito o della scarpa, e fanno anche ricevuta fiscale, senza richiederla. Mentre ci sono molti, dottori specialisti, e altri privati, i quali, se vuoi la ricevuta, aggiungono l'Iva. Se la ricevuta non la cerchi, per loro e' meglio; per fortuna non sono tutti cosi'; anche fra amici e parenti le ricevute non esistono, o mi sbaglio? Mi ricordo una frase detta da un vecchio comunista, pero' giusta: se le tasse le paghiamo tutti, paghiamo tutti di meno.
giovanni 12/12


Attenzione i savoia sono quel covo di dna marcio che tutti sanno, non per niente vittorio emanuele il pippetta si sposo' con la montenegrina vittoria per migliorare la razza savoia che era a livelli di sfracello genetico e forse proprio per questo hanno fatto passare il manifesto della razza, vista l'esperienza di famiglia. Il governo italiano rispedisce al mittente la richiesta ? andiamoci piano. Qui in grecia costantino ex re di famiglia di origine.....danese, ha fatto la stessa richiesta. La prassi era stata :
1) richiesta al governo del paese che lo aveva mandato in esilio (anche se in questo caso erano stati i militari);
2) incassato il no indignato e sottoscritto, presentarne denuncia alla comunita' europea;
3) la comunita' europea gli da' ragione e impone allo stato il pagamento. Cosi' e' stato. Non ricordo quanti miliardi (ordine di centinaia e centinaia) e quanti altri come pagamento per evitare la restituzione dei beni.
Per cui cari compagni dato che dopo costantino si sono messi in fila i savoia, i re di bulgaria, di romania, della jugoslavia ecc.ecc., prepariamoci all'esborso tanto i massoni non perdono mai.
ivan 22/11


Quest'Italia!! Che vergogna !!! una famiglia di traditori, vigliacchi e debosciati: i savoia. Responsabili: della pulizia etnica del mezzogiorno, dell'utilizzo, per la prima volta al mondo, di gas letali in guerra, dell'avvento del fascismo, delle leggi razziali, dello sfascio dell'8 settembre chiedono alla Repubblica italiana 260 milioni di euro per i danni procurati dall'esilio. Governo e capo dello Stato spediscono al mittente l'ignobile richiesta. Il fatto stesso che siffatta richiesta possa essere stata concepita e messa in opera la dice lunga dello sfascio del nostro Paese. Altro che esilio ai savoia ! Come mi ha insegnato un operaio delle "150 ore": "ad asciugare il monte Bianco con un fazzoletto!"
Ortensia 21/11


Mando l'avviso per un congresso della Societa' Comunisti Italiani Veri Antifascisti Cazzuti.
Dato che la sinistra continua a martellarsi i coglioni un necessarissimo congresso a cui partecipare tutti.



ivan


"La Casa delle Liberta'" si indigna ogni ora con il Governo e con Walter Veltroni. Dice che il flusso incontrollato dalla Romania e dalla Bulgaria lo ha voluto Romano Prodi. Non e' vero!
La responsabilita' di una immigrazione fuori controllo e' del governo e dell'opposizione. Come al solito. Come per De Magistris, per l'indulto, per la Forleo, per Rete 4, per i 94 miliardi di evasione delle concessionarie delle “slot machines”. Come sempre insomma. Il 1° gennaio 2007 quasi tutti gli altri Paesi europei hanno imposto un periodo di moratoria all'ingresso di bulgari e rumeni nella UE. L'Italia, la nazione meno organizzata, dove la certezza della pena non esiste, con il debito pubblico piu imponente d'Europa, con una densita' abitativa da formicaio e con cinque milioni e mezzo di precari ha "aperto i boccaporti" (parole del sindaco "part time" di Roma).
Forza Italia e Rosa nel pugno hanno pesanti responsabilita' per l'arrivo di flussi di disperati. Nei loro interventi, Franco Frattini (FI) vice presidente della Commissione Europea e Emma Bonino (RNP), ministro delle Politiche europee il 14 Dicembre 2006, all'incontro con gli ambasciatori di Romania e Bulgaria hanno ringraziato i due Paesi per il grande impegno alla lotta contro la corruzione che negli ultimi anni (hanno affermato), ha subito una forte diminuzione. Franco Frattini si e' detto contrario a forme di limitazione dell'entrata di lavoratori bulgari e rumeni in Italia, come invece e' avvenuto in altri Paesi dell'UE. E' intervenuto il Ministro Emma Bonino che, dando il suo benvenuto ai 30 milioni di cittadini rumeni e bulgari, ha tranquillizzato tutti sul finto mito del terrore dell'invasione dei lavoratori stranieri dopo l'entrata di un nuovo Paese nell'Unione Europea, e ha ricordato come invece queste persone siano una grande risorsa per il nostro Paese. La Bonino si e' detta personalmente contraria ad un'eventuale moratoria sull'entrata dei lavoratori bulgari e rumeni in Italia. Ha ricordato che anche quando e' entrata la Spagna nella UE avevamo paura dell'invasione e poi non e' successo niente. Ma chi ce l'ha mandata questa? Si tolga la giacchetta da stilista, per favore!...
I Paesi Europei hanno fatto una moratoria, noi NO. Perche'? Perche' Confindustria ha bisogno di esportare capitali in Romania e in Bulgaria, dove il costo del lavoro e' molto piu basso che da noi e i controlli sono minori. Confindustria ha anche bisogno di importare mano d'opera a costi da fame. Romania e Bulgaria sono perfette per questi obiettivi. Porte spalancate, quindi, a tutti i disperati: slavi, caucasi, romeni, magrebini, alla ricerca di un lavoro che sperano di trovare in Italia!...E lungo il Tevere, sotto i ponti di Tor di Quinto, intanto, crescono le baraccopoli appena nascoste da stradine sferrate, buie, pietrose, dove le sterpaglie fanno a gara coi rifiuti e dove una donna viene barbaramente uccisa. Aveva 47 anni…
Ma l'efferatezza commessa da un romeno non DEVE colpire tutti i suoi connazionali indiscriminatamente, non DEVE criminalizzare tutti gli immigrati che per ragioni diverse sono costretti a sopravvivere nella piu' assurda indecenza che questo Paese offre loro a mo di "accoglienza". Gli emigrati italiani in America, per fortuna, non sono stati tutti considerati alla stregua di Al Capone ed il Sindaco GIULIANI ce lo ha provato! Quest'ultimo non ha combattuto la criminalita' con tolleranza zero partendo dai "piccoli", ha perseguito e fatto condannare i "colletti bianchi", procacciatori di facile mano d'opera di disperati. Che cosa avviene qui, invece?... Si accusa la "dentiera" di aver causato l'ascesso al "dente del giudizio".
Marisa, 6/11


E' ora di "FINIAMOLA".
Come si puo' vivere in un paese come questo in cui con la loro cialtroneria milioni di persone, ben felici di esserlo - cialtroni - gongolano davanti al primo "potente di turno" che fa capolino, sia esso di "destra", di "sinistra" o un "magnate" che sproloquia sul capitale lavoro, allorquando manca anche il lavoro stesso nella "repubblica democratica fondata sul lavoro" ? Dove, pur di stringere la mano del "potente" che passa di la', si fa a gomitate, dove il culto della personalita' e il virus che ha infestato tutti, ma assolutamente tutti, anche nel piccolo della quotidiana realta ?
Dove il nobile, storico lavoro del giornalismo, scevro da ogni influenza politica e di parte ha lasciato spazio alle chiacchiere che tanto piacciono alla "gleba" ? Nel paese in cui tutte le "liberta' di nuocere" si identificano, politicizzandosi, sotto lo pseudonimo di "casa della liberta'", o "lega" o "alleanza nazionale" o "nuova DC" o ?.... Nel paese rappezzato, tanto bene indossato da Arlecchino (sempre servo di due padroni, icona, quindi, di una bella fetta di "popolo"), in cui il "protagonismo", la ricerca della visibilita' e la conseguente "rappresentazione di se' li rende tutti "molto importanti", perché tutti hanno qualcosa da dire, da ridire, da "proporre secondo loro", ma mai secondo quel che possa e debba servire davvero alla comunita ?... Qui manca tutto e manca, soprattutto, la dignita' che deve distinguere un popolo libero e sovrano, come sarebbe dovuto diventare grazie al "risorgimento". Chi e "risorto" qui con il "risorgimento italiano"? Non certamente il "popolo", visto che era ed e rimasto astratta "entita" l'una contro l' altra armata. Mi dici che cosa e' cambiato dal lontano 1870 ?
Un popolo e' tale soltanto perche' lo decide chi lo "assembla", consegnandolo in quel di Teano al "sovrano" o perche' su tutto il territorio in cui questo si disloca, lo sente e lo vuole veramente ? Un popolo, che e' una comunita' che condivide e persegue le stesse finalita', gli stessi valori culturali, non avrebbe mai lasciato perdurare "separatismi" che, dal "latifondo" si e' lasciato sedurre, in ben quattro regioni di questo paese, dalla mafia e dalle svariate cosche e associazioni a delinquere, che si sono esportate colonizzando tutto lo stivale ... Sono quelle stesse "cosche-caste" che hanno "fornito" a TUTTI GLI ITALIANI l'attuale, becera, corrotta classe politica. Le lobby, le "scalate", gli interessi di parte non possono certamente permettere di legiferare sul "conflitto di interessi". Tutti essendo diventati ricattabili da tutti gli altri. Dov'e' l'onesta' intellettuale di chi si avvicina a Beppe Grillo e rimane, comunque, ad occupare l'aurea poltrona ?... Abbiano almeno la piccola dignita' (ma non possono) di coerenza e facciano come farei io stessa e molti come me: escano, vadano a lavorare, prendano le distanze da quelli con cui, mai "ob torto collo", condividono privilegi degni di Luigi XVI!!! Qual'e' il rischio, che cada questo "governuncolo" ? Sarebbe una perdita per il paese ? Questo, o quello precedente o l'altro ancora, da ben 80 anni, qui si pratica il "trasformismo" per mantenere "turnovers" che riciclano all'infinito sempre e comunque gli stessi, con gli identici, sempiterni principi: oligarchia e sudditanza.
La frammentarieta' manifestata dal potentato delle "regioni" delle "province" e degli "enti" locali come le "comunita' montane" fin sulle spiagge dello Ionio, sono il riflesso di questo sistema pernicioso che ha creato un tessuto sociale infetto, artefice e promotore di sistemi mafiosi, "genitore" del "delegato" - scusa "deputato"- a realizzare i "desiderata" e gli sporchi affari del "potente" che si serve, ovviamente, del "voto democratico" per dargli la poltrona! Dov'e' lo Stato, la laicita' che ne garantisce l'equita' sociale e di diritto, un Libero Stato e una libera chiesa (intesa, questa, non solamente come chiesa cristiana, ma come liberta' di culto di tutte le espressioni di fede) ? Non credi che il problema nasca da un "non paese", da una "educazione al favore", piuttosto che al diritto ?
Eppure e' la "patria", questa, del "diritto romano" della "civis" e della "ius"...ma e anche il "paese" che ha arso sul rogo Giordano Bruno, che non ammette l'esistenza del pensiero libero e critico, che "scomunica", che non riconosce l'operato di Don Milani. Certo: sto parlando di questo paese, ossia dell'impero vaticanense, non della "repubblica italiana fondata sul lavoro, in cui il popolo e sovrano". Sto parlando dell'oscurantismo dei "precetti" e della cultura dogmatica, della bassa educazione alla sempiterna genuflessione di fronte alla tortura della crocifissione... Sto parlando dell'infamia che questo impero perpetua nel condannare pubblicamente chiunque osi decidere della propria esistenza, si tratti di convivenza civile, di divorzio o di interruzione di terapie che ne distruggono la personale dignita' fino alla morte. Sto parlando del rifiuto dei sacramenti a chiunque si trovi in queste "immorali" situazioni, a meno che non si tratti di Luciano Pavarotti, ben inteso, che, sebbene divorziato, risposato e padre di "due famiglie", ha potuto avere "l'esimio onore" di funerali ecclesiastici!... Gli altri poveri "cristi", invece, sono immeritevoli, non hanno mica un nome risonante nel mondo intero, vero ?!... Povero WELBY!... VERGOGNA! Dico a tutti quelli che tacciono e che continuano a genuflettersi di fronte a Ratzinger ed ai suoi "ministri": VERGOGNATEVI!!! Cosi si crocifigge la morale, il pensiero, la volonta' di dire NO!
Cosi' si immola il diritto della persona, che ha il "sacrosanto" DIRITTO di esprimere la propria esistenza in un contesto di diritto pubblico, in cui "pubblico" non sia "appannaggio" di pochi, ma regola uguale per tutti. Cosi' si uccide "in utero" ogni volonta' di vedere debellati "tutti gli ostacoli che limitano l'evoluzione di un popolo". Ma, dico io, la Costituzione italiana, per chi e' stata scritta se non per un PAESE DEMOCRATICO IN CUI LA SOVRANITA' viene esercitata dal POPOLO ? Colmo del colmo, il nascituro "partito democratico" arruola dei "poveretti" per raccogliere firme in un pseudo sistema "democratico" in cui si millanta la "partecipazione" dei cittadini per "eleggere" il NOMINATO Walter Veltroni, eletto in pectore, per decisione dei 45 saggi, unico "candidato" alla segreteria nazionale. Enrico Letta e Rosy Bindi, pur di non far perdere questa ennesima "truffa democratica" si sono proposti come alternativa all' "elezione" del paladino... Sapessi quanti ci credono! Tutti li a fare il porta a porta per raccogliere firme su moduli prestampati con l'illusione di poter "concorrere" ad una "eventuale nomina-elezione" in un non meno identificabile "collegio"... Ma sui moduli "E' VIETATO RIPORTARE IL NOMINATIVO DEL CANDIDATO: Tu raccogli fino a 150 firme, non una in piu', poi penseremo noi ad inserire il nome del tuo candidato!"
Poveretti, mi fanno pena!... Ma sanno che Piero Fassino, per esempio, pur di raccogliere consensi in "Trinacria" (Sicilia), "discute", tramite Casini, con il famigerato mafioso di nome Toto Cuffaro ?... Cosi' facendo, potra', successivamente, chiedere a Provenzano come si fa a debellare la mafia, no ?... Ma ci rendiamo conto, si' o no, che dietro a questi pseudo "innovatori-riformisti", c'e' sempre e comunque quella "piovra", senza la quale, povera Italia, nessuno di questi potra "contare" ? Molte persone perbene, purtroppo, ci credono e non mollano, sperando di poter "cambiare le regole del gioco". Ma i "trasformisti" sono dei "camaleonti" che non individuo solamente in un "cavaliere". Che fare ?... Non c'e' peggior sordo di chi non voglia intendere!...
Sono veramente sgomenta, ragion per cui chiedo venia per questo "sfogo" che reputo, checche' ne possano pensare alcuni "infetti", democratico e libero. Sono rientrata da appena un anno in questo "paese", con mio figlio ora 19enne. Mi ero illusa di poter contribuire nel mio modesto operato culturale e politico a far cambiare qualcosa anche se piccola, ma qualcosa. Risultato: sono targata di presunzione. Non mi stupisce: i "supini" detestano chi "sta in piedi"! Gli ideali, la cultura laica, illuminista, voltairiana che mi porto dentro, fanno di me una "marziana". Qualcuno afferma che "non mi si i....ula nemmeno di striscio"... E' vero, come potrebbero, visto che non l'ho mai permesso a nessuno ?... E' vero, altresi', perché, fra "uno, nessuno e centomila", resto "uno".
Ben poco, e' vero, che delusione! Sprofondo attimo dopo attimo nel nullismo, nell'idiozia generale, nella incultura popolina che persegue il "lato b" delle ochette che sfilano per essere "incoronate" dal sempiterno "Baudo"... Nani, letterine e ballerine sono l'ambizione tristemente, ma inesorabilmente iniettata nelle vene di questo "paese" in via di dissoluzione se il POPOLO SOVRANO tace, piegandosi alla rassegnazione. Il Popolo italiano non DEVE piu' ammettere sperequazioni e discriminazioni, non deve piu' accettare che si umili il prossimo, che si umili chi e' in difficolta, che si lavori in nero, che si creino le nuove pericolose schiavitu', che si beffeggi l'intelligenza, che si accusi di tutto e del peggio chiunque tenti di far valere un pensiero critico. Bisogna essere coscienti, invece, che l'imbelle si fa strada utilizzando ogni mezzo, anche e soprattutto persone perbene che puo "usare" come "biglietto da visita". Deve sapere, altresi', che l'imbecillita' dei "nati servi", la facilita' nel corromperli e' la causa maggiore di tutti i malgoverni italiani. Nessun Duce, nessun Berlusconi, nessun Bossi, nessun Calderoli e le sue immonde "porcate" sarebbero mai "nati" e giunti in "politica" o, peggio, nelle "case" della gente, se questo Popolo avesse avuto in ugual misura il beneficio di condividere un minimo di dignita' e di valori comuni. Il popolo, qui, invece, e' per la classe politica un "surplus" strumentale al "regime democratico", non l'elemento cardine della repubblica democratica!
Mi si potrebbe rispondere che altrove non va meglio, ma la mafia, la n'drangheta, la sacra corona unita, le cosche di ogni ordine e grado, il comportamento mafioso, non esistono nell'educazione dei paesi europei avanzati come Francia e Germania, per esempio. Noi abbiamo esportato, con la miseria dei nostri milioni di emigrati, anche tantissimo sapere, tantissima genialita', ma abbiamo esportato, ahinoi, anche la mafia... Ragion per cui in molti , nel mondo, ci vedono - ed hanno ragione- come il paese in cui vige, ora piu' che mai, il qualunquismo, l'arroganza, l'ignoranza e la mediocrita': la "societa' malavitosa" per eccellenza, organizzata nelle Istituzioni, nei partiti e quindi nella politica. Se ci fosse stata un' educazione al senso civico, all'interesse generale, nessun Roberto Saviano vivrebbe nascosto e sotto scorta, perche' condannato dai suoi stessi compaesani per aver denunciato le collusioni camorriste in terra campana! Nessun Falcone, nessun Borsellino, nessun Dalla Chiesa sarebbero morti ammazzati (e quanti altri ancora...) se, anche se abbandonati dalle "Istituzioni", avessero potuto ricevere il plauso della gente. Ora li venerano post mortem, li citano ad esempio di equita', di valore, di coraggio. Si vergognino i codardi, ovunque essi siano, nel "popolino" e nelle Istituzioni. Si vergognino e tacciano! Ergo, i malviventi in politica esistono perche' in molti li hanno voluti. Perche' la "massa" e' disinformata, quindi mantenuta nell'ignoranza e pertanto strumentalizzata "ad ogni buon fine". La massa popolare e' stata costruita cosi' a suon di "nacchere", di "genuflessioni", di "panem et circenses"!... La politica italiana e molti - troppi "politici" - sono, pertanto, nel loro insieme, lo specchio di questa realta' "popolare", nella quale non mi riconosco e che rifuggo, ma che mi fa piangere di rabbia e di orgoglio. Perché sono un'italiana anch'io! Non cerchiamo colpe altrove, quindi, ma lavoriamo insieme per perseguire obiettivi comuni, altrimenti bisognera aspettare ancora moltissimi anni perché i ragazzi di Locri, Don Milani, Don Ciotti, diano a questo Paese un bel NO ai milioni di indegni "italiani" che hanno dato loro, da decenni, la feccia piu' pestilente a mo di governanti!
Marisa - 01/10


Senza grande clamore sui media internazionali, il piu' grande partito sorto dalla liquidazione del Partito Comunista Italiano - i Democratici di Sinistra (DS) - ha concluso il suo ultimo Congresso. I dirigenti dei DS, in buona parte gli stessi che nel 1989 sciolsero il piu' grande partito comunista dell'Europa occidentale, hanno deciso ora di fare lo stesso con il piu' consistente partito italiano dell'Internazionale Socialista (IS), per procedere alla fusione con il maggiore dei partiti eredi della vecchia Democrazia Cristiana, la Margherita. I commentatori italiani piu' caustici hanno gio definito questa nuova operazione trasformista come il "compromesso storico bonsai". A scanso d'equivoci, il nuovo partito non si chiamera' piu' di "sinistra", ma solo Partito Democratico. I dirigenti della Margherita hanno garantito che esso non aderiro ne' all'IS, ne' al Partito Socialista Europeo. E nel suo documento programmatico scompare qualsiasi pretesa di essere una forza politica rappresentativa del mondo del lavoro.
Chi abbia l'eta' sufficiente, ricordera' certamente come una delle direttrici di attacco contro il Partito comunista portoghese (PCP) - dopo il 25 Aprile della Rivoluzione dei Garofani - consistette nel contrapporre il PCP al PCI. Quest'ultimo, che a meta' degli anni '70 era giunto a superare la soglia del "democratica" e "flessibile", che - "diversamente dal PCP" - era destinata a breve a crescere ancora. Se si considera, in verita', che buona parte dei dirigenti che ora hanno liquidato i DS (Fassino, D'Alema, Veltroni.) erano a quel tempo gia' dirigenti del PCI, difficilmente oggi si potrebbe negare che questi "buoni comunisti" non erano in realta' neppure socialdemocratici ...
Per decenni si e' cercato in vari modi di convincerci a seguire "l'esempio italiano". Si insisteva sulla necessita' per il PCP di "attualizzarsi" e "rinnovarsi" per potere, cosi' si diceva, "garantire il futuro della sinistra e del comunismo". Era necessario "riflettere" e "ripensare". Piu' di trent'anni di "riflessioni", di "ripensamenti" e "modernizzazioni" hanno condotto infine i principali dirigenti dell'ex PCI alla conclusione che essi non volevano piu' essere ne' comunisti, ne' socialisti, ne' laburisti o socialdemocratici, e neppure genericamente di "sinistra". Essi intendevano solo, e lo sono diventati, essere i rappresentanti politici del grande capitale italiano, alleati sicuri dell'imperialismo nordamericano ed europeo. E non si pensi che questa affermazione sia il frutto di settarismo o di malanimo. E' stato lo stesso Massimo D'Alema, attuale Ministro degli Esteri italiano, dopo essere stato Primo Ministro dal 1998 al 2000, a chiarire le condizioni per cui giunse a tale incarico: dopo la caduta del primo governo di centro-sinistra guidato da Prodi - che ora e' di nuovo Primo Ministro - nel 1998, "era assolutamente impossibile andare a nuove elezioni" perche' "esisteva uno stato di necessito piu' generale". L'ultimo atto di Romano Prodi, il 12 ottobre, era stato infatti quello di firmare gli activation orders della Nato: l'intervento militare nel Kosovo avrebbe avuto inizio da li' a pochi giorni. Non era concepibile - sono parole dello stesso D'Alema, divenuto in quel frangente Primo Ministro - che l'Italia, un Paese ormai praticamente in guerra, andasse ad elezioni anticipate".
E' triste vedere un grande Partito, che ha scritto pagine di storia di innegabile eroismo e che tanto ha contribuito all'emancipazione sociale dei lavoratori italiani, essere demolito da piccola gente, la cui maggiore ambizione si e' infine rivelata quella di diventare i paladini dei signori della guerra e del capitale. Ci sono molte lezioni da trarre da questa storia. Ma sara' difficile non concludere quanto sia stato un bene per i lavoratori e il popolo portoghesi che il PCP non si sia fatto sedurre dal canto delle sirene dell'"esempio italiano".
Jorge Cadima


Lavorando come corrispondente mi sono dovuto abituare a considerare i tempi giornalistici ma non credo di arrivare in ritardo se mi ricollego all'episodio del giovane di Bari che ha partecipato ai test di ammissione alla facolta' di medicina e che ha riconosciuto di aver pagato. Non credo di essere in ritardo perche' purtroppo il tema non "rischia" di perdere la sua attualita'. "Ho pagato e non mi pento" e "questo e' il paese dei furbi" sono due delle frasi pronunciate dal giovane, quelle piu' significative. Si perpetua insomma il discorso "in un paese di furbi devo essere io l'unico fesso ?". Cioe', il "furbismo" che diventa sistema e che va adottato come stile di vita per lottare ad armi pari - o quasi - con gli altri. Quasi perche' bisogna vedere quanto conta sul mercato la data raccomandazione, quanto puo' la data somma che viene pagata per ottenere servizi teoricamente spettanti di diritto al cittadino o l’ammissione all'universita' che dovrebbe dipendere dal risultato del test o comunque da regole civili e democratiche. C'e' sempre qualcuno che puo' pagare di piu'. Tra il vedere e il non vedere al talento, allo studio e' meglio aggiungere qualche altra cosa per avere una garanzia in piu', per sentirsi piu' sicuri. Altra testimonianza del fatto che in Italia si pone in modo sempre piu' urgente la questione morale.
Questione che di tanto in tanto riemerge ma che poi finisce di nuovo nel viluppo di certe vuote dispute politiche e che deve fare i conti con il quotidiano: "ma se tutti quanti pagano io che devo fare ? Finisce che sono tagliato fuori, tengo famiglia ecc. ecc. ...". Triste! Meglio "rilassarsi" pensando allo sport. Mi viene in mente la figuraccia che la nazionale italiana ha fatto a Budapest alla fine di agosto. Ha perso per tre a uno contro quella che non e' neppure l'ombra della grande nazionale ungherese degli anni '50 e che, se non sbaglio, non riuscira' a qualificarsi agli europei (non era comunque un buon motivo per prendere sottogamba l'appuntamento). Puo' succedere di perdere una partita, niente di grave, l'Italia a Budapest ha perso nel peggiore dei modi. Non voglio farne un affare di stato, ma se e' vero che, malgrado tutto, lo sport esiste anche per insegnare dei valori, il rispetto dell'avversario, del pubblico e di se stessi, l'Italia ha mostrato nella circostanza di essere ben lontana da questi valori. Nella sua partita si sono evidenziati alcuni dei peggiori difetti che ci contraddistinguono: la sottovalutazione dell'altro, dell'impegno con avversari "non alla nostra altezza" e una certa presunzione che i nostri non ammetteranno mai. La storia della partita di Budapest si e' tradotta in una caduta di stile e una perdita di dignita' che mi sembrano organiche con la situazione che viviamo dalle nostre parti e che si sono evidenziate anche a Milano, quando una parte del pubblico del Meazza ha fischiato durante l'esecuzione della Marsigliese. Triste!
Massimo - 21/09


1. Calderoli dice che dopo la passeggiata del maiale il terreno verra' considerato infetto e non ci costruiranno piu' la moschea. Ma il maiale sarebbe lui?
2. Ma vi pare che un politico famoso per una legge elettorale da lui stesso definita "porcata" possa portare in giro un maiale?
3. Un maiale a Bologna ? Nel regno di mortadella Prodi ? Doppia provocazione...
4. Il maiale day ? Mia zia pensava fosse un giorno in cui tutti i maschi facevano i porci ? Poi ci ha pensato e mi ha detto che lo facciamo gia' tutti i giorni...
5. Uno che si e' sposato con rito celtico vuole mettersi a difendere la cultura cattolica? Ma dai, e' come se Provenzano volesse spiegarci come si fa la lotta alla mafia...
6. Prima la maglietta con le vignette, poi la legge elettorale, ora il maiale-day. E' incredibile ma inizio a rimpiangere Bossi. Mi sa che anche nella Lega "si stava meglio quando si stava peggio".
7. Calderoli, uno che dice queste cazzate, e' vice-presidente del Senato. E il presidente chi e', Topo Gigio !?
8. Speriamo che durante la passeggiata non ci siano scontri. Ve la immaginate voi una puntata di Porta a Porta con il plastico del porcile ?
9. Perfino Alessandra Mussolini ha detto che il Maiale-Day non e' una soluzione. Ormai e' evidente, Calderoli verrebbe espulso per razzismo dal Ku Klux Klan.
10. Un maiale chiassoso, puzzolente e cagone e' il protagonista del nuovo film dei Simpson. Calderoli' avra' preso spunto da li' ? Non era meglio se vedeva un film porno ?
Alcune dichiarazioni di Calderoli: Pensate che quella sul Maiale Day sia la prima cazzata di Calderoli ?
Vi sbagliate, eccone alcune scelte tra le migliori (peggiori?):
- (sugli omosessuali) a me, francamente, la vista occasionale ai telegiornali di due uomini o due donne che si baciano fa un po' schifo, pero' non voglio passar per bacchettone...
- (sugli omosessuali) la civilta' gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni... Qua rischiamo di diventare un popolo di ricchioni.
- (sulle unioni civili) Pacs e porcherie varie hanno come base l'arido sesso e queste assurde pretese di privilegi da parte dei culattoni...
- (gay e cattolicesimo) Se non si fosse ancora capito essere culattoni e' un peccato capitale e chi vota una legge a favore dei Di.Co. finira' nelle fiamme del piu' profondo Inferno.
- (dopo la vittoria dei mondiali) e' una vittoria dell'identita' italiana, di una squadra che ha schierato lombardi, napoletani, veneti e calabresi e che ha battuto una squadra, la Francia, che, per ottenere dei risultati, ha sacrificato la sua identita' schierando negri, musulmani e comunisti.
- (su Napoli) La fogna va bonificata e visto che Napoli oggi e' diventata una fogna bisogna eliminare tutti i topi, con qualsiasi strumento, e non solo fingere di farlo perche' magari anche i topi votano.
- (sugli immigrati) Che tornino nel deserto a parlare con i cammelli o nella giungla con le scimmie, ma a casa nostra si fa come si dice a casa nostra !
- (sul voto agli immigrati) Dare il voto agli extracomunitari, non mi sembra il caso, un paese civile non puo' fare votare dei bingo-bongo che fino a qualche anno fa stavano ancora sugli alberi, dai.
- (sull'Unione Europea) Andremo a Bruxelles noi padani, porteremo un po' di saggezza della croce a quel popolo di pedofili !
Marisa - 19/09


il "nostro" governo dopo aver chiuso il Consolato di Salonicco, ha ora declassato il Consolato di Atene a semplice anagrafe, rispedendo indietro il console. Il suo posto sara' preso da un impiegato di livello superiore dell'Ambasciata. Peccato che Atene, oltre alla scuola italiana, l'istituto di cultura, la Dante Alighieri, il distaccamento di archeologia, ha anche una numerosa rappresentanza italiana. Il 14/9 il ministro Pecoraro (di nome e di fatto con tutto il rispetto per le pecore) e' venuto ad Atene per un incontro con i verdi greci in vista delle prossime elezioni. Ovviamente la comunita' italiana non e' stata avvisata, ne' e' stata incontrata, neanche un ciao dall'areoplano.
Cari compagni la situazione precipita e non si ferma, la prossima volta mi unisco a grillo per un vaffanculo a tutti quanti.
Ivan - 16/09


Quanto e' bella la mondializzazione. Anche le catastrofi si sono mondializzate. Qui in Grecia per essere "moderni" hanno tagliato le spese "sociali", quello che insieme a sanita' scuola ed altro comprende i vigili del fuoco. Ora la Grecia e' un fiammifero bruciato fino alla base. Il problema che si e' creato non e' dovuto "solo" alla gente che e' bruciata viva assieme alle case alle coltivazioni e agli animali che allevavano, ora il problema e': questa gente dove andra' ? Si' perche' sono usciti con solo i vestiti che avevano addosso e il problema e' che un albero di olivo ha bisogno di dieci anni e in questo momento gli animali che allevavano devono mangiare, ma la cenere non nutre. In compenso questo governo di destra ha voluto le elezioni a settembre sicuro di vincere.
Ora propongono di rimandarle, ma siccome la Costituzione da' questa possibilita' solo in caso di guerra cosa si stanno inventando ? Che e' un problema di terrorismo !!! E che dietro ci sono i partiti dell'opposizione !!! Ovviamente questo e' stato riportato subito sulla Cnn e anche su altre televisioni estere. Chissa' se alla fine verra' fuori che c'e' dietro Al Qaeda. Cari compagni, dato che sta bruciando anche l'Italia, e dato che anche in Italia i pompieri non hanno neanche la benzina per le autobotti non e' che anche li' e' un problema di terrorismo "mondializzato" ? Ora che scrivo sento alla radio greca i lamenti dei turisti italiani che devono tornare prima a casa e non trovano posto sulle navi, forse, come e' successo in Thailandia, se non ci fosse stato il fuoco e settanta morti bruciati vivi e tre giorni di lutto nazionale, avrebbero potuto fare il bagno al mare anche con i cadaveri che galleggiavano, o forse sarebbe stato meglio portarsi a casa qualche bella foto sul telefonino di qualche cadavere carbonizzato.
Per concludere le voci che circolano dei terroristi sono : il Pasok (socialisti), i turchi, gli albanesi, gli anarchici, i fascisti, ovviamento questo governo di merda non c'entra niente.
Ivan - 31/08


Al Segretario Oliviero Diliberto, ai Coordinatori della Segreteria Marco Rizzo e Severino Galante, al Responsabile della Organizzazione Orazio Lincandro, al Responsabile del Dipartimento Esteri Jacopo Venier.
Oggetto : Voto degli italiani all'estero.
Sulla situazione evidenziata da La Repubblica con la pubblicazione del video che mostra dei brogli elettorali in Australia durante le votazioni politiche dello scorso anno, la Federazione Europa del Partito dei Comunisti Italiani dichiara che tali brogli sono stati denunciati in praticamente tutti i paesi del mondo dove abbiamo dei cittadini italiani iscritti all'AIRE. Noi crediamo che il voto per corrispondenza vada abolito ed auspichiamo che nelle prossime tornate elettorali il voto dei cittadini italiani residenti all'estero sia espresso in dei seggi posti negli Uffici Consolari e nelle Scuole Italiane all'Estero. Nei centri troppo distanti da simili strutture si potrebbe pensare a dei seggi mobili simili a quelli usati in Italia per gli ospedali.
Antonio - 28/07


Caro Giovanni,
per aver partecipato martedi' 19 giugno u.s. ad un seminario organizzato dall'ex "Unione" per gli italiani nel mondo, in qualita' di responsabile Pdci-Europa, ho assistito ad una serie di illazioni da parte di Luciano NERI - braccio destro di Franco DANIELI - che, a dir poco, fanno presagire al peggio...
Ti prego di credere che la sottoscritta, a dire di Luciano NERI, delira nel difendere la legittimita' di richieste dei cittadini italiani italiani residenti all'estero poiche', afferma NERI, Corsi, Scuole, Comites, ecc. devono sparire.... Gli italiani che chiedono tutele, da quelle giuridico-amministrative a quelle rispettose del diritto alla conoscenza della lingua e della cultura italiana, dovrebbero, stante le affermazioni di quel "signore", cadere nell'oblio.
I 18 eletti all'estero, dal canto loro, poveri sprovveduti in alcuni casi e furbi "tartufes" in altri, hanno trovato in Parlamento di che assicurarsi un'aurea pensione, altro che difendere i diritti degli italiani all'estero. Come vuoi che facciano se ignorano anche il principio stesso di rispetto nei confronti di chi li ha votati e quindi eletti ?...
Il protagonismo - come affermato da Arnold Cassola - di ognuno di loro in sede di commissione, e' talmente alto che profana lo spirito stesso dell'azione parlamentare. A riprova di cio', la stessa affermazione, nei dibattiti, di Franco Danieli, che ha lamentato il fatto che certe prese di posizione si dovrebbero esprimere in Parlamento non in sede di seminari... Sono, quindi, dei lacche'... Sono stati eletti dei clowns, al servizio di chi ha sempre difeso la cancellazione dell'entita' stessa dell'italiano all'estero.
Basta venire a vivere in Italia per pochi mesi, d'altronde, per capire che aria tira in ogni dicastero...
Cio' detto, spero di cuore che lo spirito di abnegazione di quanti si adoperano ancora per i nostri in giro per il mondo, venga un di' apprezzato. Bisogna tuttavia allontanare ogni demagogia e ogni velleita' di futile e pertanto nefasto protagonismo.
Marisa - 26/06


sulla rete consolare italiana: "La Svizzera privilegiata ? Magari!"
Il convegno sui servizi consolari tenutosi lo scorso fine settimana a Lucerna ed organizzato dall'Intercomites della Confederazione Elvetica, in collaborazione con il Comites locale, e' stato la ghiotta occasione per fare il punto su uno dei problemi che piu' assillano da anni le comunita' italiane nel mondo e sicuramente quella in Svizzera. Una rete consolare, quella nella Confederazione, che e' sempre stata presa di mira dal Ministero degli Affari Esteri e, con invidia, dai rappresentanti delle nostre comunita' residenti in altre nazioni europee o di altri continenti, essendo ritenuta una rete sovradimensionata rispetto alle ridotte dimensioni geografiche della Svizzera. Tanto che ogni qualvolta, negli ultimi lustri, si e' proceduto da parte del MAE a ristrutturare la rete, la Svizzera e' stata sempre la piu' colpita: dal 1992 al 2006 le sedi sono state ridotte da 21 ad 11 ed il numero dei funzionari e' passato da 232 a 156 ! Tuttavia quanto ha gia' pagato la rete consolare in questo Paese, in termini di chiusure, sembra ancora non bastare. Infatti ancora oggi, sia nel Ministero che nel CGIL o altrove, ogni qualvolta si discute della rete consolare si continua a citare la Svizzera come un Paese tuttora privilegiato su cui risparmiare prima di chiudere sedi in altri Paesi.
A questo proposito vorrei, una volta di piu', ricordare la specificita' della presenza italiana in questo Paese che, complessivamente, non credo trovi analogie nel mondo. Innanzitutto la Svizzera sara' anche piccola territorialmente ma vi risiedono oltre mezzo milione di cittadini italiani con una rete di 11 Uffici consolari dove lavorano 156 persone, compresi i contrattisti, cio' significando che abbiamo un impiegato consolare ogni 3.237 cittadini. Sarebbe interessante ed utile poter fare qualche confronto con altri Paesi, evitando, per amor di patria, quello con qualsiasi amministrazione locale in Italia !
Grazie ad una statistica elaborata dall'Ambasciata d'Italia in Berna sappiamo anche, per esempio, che dalla rete consolare, nel 2004, sono stati rilasciati 109.218 atti consolari e 70.385 visti. Anche in questo caso sarebbe interessante ed utile poter fare qualche confronto ! Vogliamo parlare di pensioni ? Ebbene anche in questo campo non dimentichiamo che su 400.000 pensioni pagate all'estero dall'INPS, ben 23.000 sono versate in Svizzera e, come operatore di patronato, il sottoscritto sa benissimo che molto spesso i pensionati debbono rivolgersi alla rete consolare per adempimenti burocratici connessi alla pensione. Vogliamo, invece, parlare di fisco ? Da una indagine dell'INCA-CGIL in Svizzera e' emerso che in questo Paese vi sono circa 70.000 italiani con una proprieta' immobiliare in Italia che ogni anno li obbliga a degli adempimenti fiscali, senza contare tutti gli altri problemi connessi ad una abitazione. Questo non crea, forse, lavoro per la rete consolare ? Anche in questo caso sarebbe interessante ed utile poter fare qualche confronto con altri Paesi in cui ci si lamenta della propria situazione e si imputa alla comunita italiana in Svizzera di essere privilegiata per l'abbondanza degli Uffici consolari di cui dispone ! Vogliamo, infine, parlare di scuola e di corsi di lingua e cultura ? Anche in questo settore abbiamo in Svizzera, per esempio, la scuola statale a livello elementare di Zurigo, molte altre scuole paritarie e riconosciute, un prestigioso liceo artistico italo-svizzero, ben 15.000 ragazzi che mediamente frequentano ogni anno i corsi di lingua e cultura. Tutto questo non comporta un notevole impegno per la rete consolare ? Quanti altri Paesi di emigrazione italiana possono far valere una situazione analoga ? Da questa serie di esempi credo che sia gia' evidente quali possano essere i bisogni di servizi da parte dello Stato italiano che necessita la comunita' italiana in questo Paese, che il sottoscritto ha sempre definito la 21.a Regione italiana per il reciproco e forte intreccio di interessi che li accomuna. Oltretutto se l'interscambio commerciale tra i due Paesi ammonta a 29 miliardi di franchi svizzeri, con un saldo attivo per l'Italia di 3,5 miliardi (l'Italia e' il secondo partner commerciale della Svizzera), credo che il merito sia anche della comunita' italiana, o no ?
Dopodiche' non e' che non si capisca, a cominciare dal sottoscritto, che il mondo e' cambiato, che le nostre comunita' all'estero, anche in Svizzera, siano sempre meno composte da emigrati e sempre piu' da seconde e terze generazioni e che, quindi, i loro bisogni siano oggi in gran parte cambiati, che le nuove tecnologie possono aiutare nel razionalizzare determinati servizi anche dei consolati. Certo che anche il sottoscritto comprende tutto questo. Pero' qualcuno dovrebbe avere la pazienza di spiegare perche', quando si ristruttura la rete consolare come si e fatto a man bassa in Svizzera, si chiudono le Agenzie ed i Consolati e non si toccano, invece, i Consolati Generali, i cui costi di gestione sono certamente molto piu' alti, tanto che oggi nella Confederazione su 11 Uffici ben 5 sono Consolati Generali i cui servizi, tra l'altro, non sono certamente percepiti come migliori dai connazionali !
Ed a proposito di servizi consolari, nonostante la situazione di privilegio che avremmo in Svizzera, tanto da suscitare l'invidia degli italiani che vivono in altri Paesi, resta il fatto che anche nella Confederazione i servizi consolari sono tutt'altro che apprezzati dalla comunita' italiana. Anzi le critiche sono quotidiane, diffuse ed anche feroci, in particolare dalle seconde e terze generazioni che fanno, ovviamente, un confronto con l'efficienza dei servizi erogati dagli uffici pubblici elvetici. Allora perche', malgrado se ne discuta da anni ed anni, ancora oggi non si e' strutturata in modo organico la rete dei corrispondenti consolari che offrono i loro servizi alla collettivita' a titolo di puro volontariato rimettendoci, spesso, anche di tasca loro ? Un lavoro encomiabile, anche come filtro per la stessa rete consolare, che, tra l'altro, ha reso meno tragica la bufala dei cosi detti "Sportelli consolari" che dovevano essere la soluzione di onorevole compromesso per sopperire alla chiusura delle 10 sedi consolari avvenuta negli anni novanta. Perche', nonostante l'articolo 11 della legge 152/2001, ancora oggi il Ministero degli Affari Esteri non conclude la convenzione con i Patronati, i quali chiedono solo che, finalmente, venga loro riconosciuto ufficialmente tutto quel lavoro che all'estero hanno sempre svolto a supporto della rete consolare ? Da addetto ai lavori il sottoscritto puo' garantire che nei patronati una buona parte dell'attivita' svolta quotidianamente non ha niente a che fare con le pensioni e cioe' con il lavoro istituzionale di queste strutture e che senza i patronati ricadrebbe, ovviamente, sulla rete consolare ! Una convenzione MAE/Patronati potrebbe aiutare la rete e rendere meno penalizzante per le comunita italiane all'estero non solo una eventuale razionalizzazione ma anche una ulteriore ristrutturazione della rete consolare e consentirebbe un utilizzo migliore delle sinergie delle due reti erogatrici di servizi di cui possono avvalersi gli italiani in Svizzera e in altre parti del mondo. Infatti questa convenzione potrebbe rendere anche possibile un uso piu' proficuo e piu' diffuso sul territorio dell'informatica per l'erogazione dei servizi ai cittadini italiani. Proprio con il coinvolgimento ufficiale dei patronati, una volta messi in rete con gli Uffici consolari (gia da tempo lo sono con l'INPS) sarebbe possibile avvalersi delle nuove tecnologie, e quindi di avere dei servizi consolari di prossimita', anche da parte di quegli emigrati anziani che altrimenti non sarebbero in condizione di servirsi dell'informatica. Purtroppo l'Italia e il Paese dei talk-show televisivi dove le chiacchiere hanno sempre la meglio sui fatti e quindi passano gli anni ed anche a riguardo dei rimedi per migliorare la funzionalita' della rete consolare, se non addirittura di una riforma del MAE, si continua a chiacchierare ed a produrre documenti, soprattutto nei Comites e nel Cgie, senza che poi da parte di chi di dovere ci si metta mano e si risolva il problema. Un problema, peraltro, non nuovo ma che e' stato notevolmente aggravato dai tagli (quasi il 50%) delle risorse per il funzionamento della rete all'estero che il MAE ha subito, tra il 2004 ed il 2006.
Ma fino a quando i cittadini italiani all'estero, gli utenti della rete consolare, saranno disposti ancora a sopportare questa situazione ? A dover ascoltare e riascoltare le piu' svariate musichette ogni qualvolta si telefona ad un consolato prima che qualcuno sollevi la cornetta ammesso che cio' avvenga ? A dover aspettare anni per una cittadinanza, attendere mesi per un passaporto oppure per un visto? Non sarebbe l'ora che i diciotto parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero prendessero di petto questo problema ?
Giovanni Urracci (Inform) - INCA-CGIL - Birr (Svizzera)

Bush a Tirana ha goduto il trionfo; a parte la battaglia che porta avanti per l'indipendenza del Kosovo, e la ricerca di un buco per infilarci una base, si e' trovato davanti una folla festante per la prima volta in Europa, tutti con il cappello dello zio tom e bandiere generosamente distribuite dall'ambasciatore americano. Per godere del trionfo ha fatto scegliere un gruppo di persone dai suoi scagnozzi ed e' finalmente sceso dal carro armato che ancora si ostinano a chiamare limousine blindata e ha cominciato a baciare mamme e bambini, manco fosse il papa, e a stringere mani e..... si e' trovato senza orologio, si', se lo sono solato. La prossima volta amici di Tirana l'orologio ve lo regalo io, voi fregatevi Bush.
Ivan - Atene 12/06


Come nel passato, la destra italiana preferisce il tintinnio di sciabole alla democrazia

America e Italia
di Furio Colombo

Quello che sto per scrivere e' la registrazione di alcuni fatti avvenuti nelle stesse ore e negli stessi giorni (mercoledi', giovedi', venerdi') a Washington e a Roma. La conoscenza attenta e accurata di questi due gruppi di fatti dice con chiarezza, anche a coloro che si sono sentiti in dovere di dimostrare contro l'America, che il pericolo che stiamo correndo e' qui, e' adesso, e' in Italia e occorre una certa cecita' selettiva per non vedere che un dramma pericoloso si sta svolgendo intorno a noi. Mi riferisco all'estremo rischio per una repubblica democratica: spingere le Forze armate allo scontro con le Istituzioni elette, puntare sulla rivolta dei generali, che la stampa berlusconiana, infatti, chiama a raccolta con un linguaggio grave e irresponsabile. Tutto cio' non ha a che fare con la rigorosa lealta' dei militari italiani che restano fermamente legati al giuramento costituzionale. Ma e' la peggior prova che una classe politica (in questo caso tutta l'opposizione inclusi i presunti moderati di Casini) possa dare di se'. Credo di poter riassumere cosi' per condividere con i lettori il senso di allarme.
Primo. Per una giornata intera (mercoledi' 6 giugno) quasi tutti i senatori italiani che fanno riferimento a Berlusconi (in questo non si nota alcuna differenza importante fra uomini di azienda, affiliati e presunti indipendenti) hanno spiegato a lungo che i politici eletti sono esseri inferiori ai generali e che il vice-ministro Visco e' una spregevole creatura indegna anche solo di porsi accanto al generale Speciale, figuriamoci di dare su di lui un giudizio negativo e una decisione di congedo. A lungo i senatori eletti dell'opposizione si sono impegnati a superarsi l'un l'altro nella denigrazione e nel ridicolo della politica a confronto con l'onore dei generali. "Un generale non puo' mentire" e' stato declamato. E anche: "come puo' un vice-ministro osare di contrapporsi a un soldato?". Tutto cio' prima che il ministro Padoa-Schioppa, titolare della Economia e a cui risponde il corpo di polizia (tecnicamente non militare) della Guardia di Finanza, prendesse la parola per dare le sue spiegazioni, assumersi la responsabilita' della destituzione di un comandante di quel corpo (che non viene dai ranghi di quel corpo e dunque, nel bene o nel male, rappresenta prima di tutto, se stesso e la sua storia) e offrire motivate ragioni.
Vorrei chiarire al lettore. Non sto tentando di discutere o di sostenere quelle ragioni. Non e' questo che e' avvenuto in Senato, che avrebbe avuto tutto il diritto di rivedere i particolari e le svolte decisionali della vicenda. No. Quello che e' accaduto e' stata una pioggia di insulti infamanti lanciati al colmo della voce (alcuni erano afoni, quando e' scesa la notte) non da tutti ma purtroppo da moltissimi membri del Senato che (fanno fede i verbali) sono incorsi anche in sgrammaticature tremende pur di superare ad ogni intervento, gli insulti di chi li aveva preceduti.

Secondo. L'intento non era - e tutt'ora non e' - in questa importante e delicata vicenda, la discussione parlamentare. L'intento, fin troppo vistosamente proclamato e francamente vergognoso da parte di membri autorevoli di un Parlamento, e' di tentare lo scontro, montando la scena macabra dell'offesa alle Forze armate e, dunque, di un presumibile diritto di risposta.
Se mi riferisco alla esperienza giornalistica posso dire che soltanto nel Parlamento di Atene, nel maggio del 1967, mentre ero nella tribuna stampa insieme ad Alberto Ronchey, Bernardo Valli, Luciana Castellina, ho assistito allo stesso spettacolo di denigrazione violenta di un governo e della politica. Ma eravamo a poche ore da un colpo di Stato. Se mi riferisco a quella incredibile profezia che e' stato a volte il cinema italiano, ricordero' la scena finale di "Cadaveri eccellenti", di Francesco Rosi, le urla dei dimostranti, il rombo minaccioso di motori militari. Spesso la realta' e' piu' squallida del cinema (almeno di quel cinema, che prefigurava tragedie civili con impressionante bellezza). Ma alcune cose, se non da cinema certo da tragico avanspettacolo, erano state previste, come le gigantografie di Visco sventolate in Aula per mostrare alle telecamere il volto ignobile di un pericolo che deve essere eliminato. Come l'idea non riuscita (c'e' stata anche una protesta formale per gli intoppi burocratici che casualmente l'hanno impedita) di riempire di militari della Guardia di Finanza le gallerie del Senato, e di organizzare di fronte al Senato una manifestazione di giovani con striscioni inneggianti al generale, giovani che (avrebbero voluto farci credere) erano militari in abiti civili "decisi a difendere il loro onore".

Terzo. La giornata del dibattito, che sarebbe stata comunque tesa e difficile anche fra parlamentari disposti, e anzi decisi, a discutere una situazione comunque complessa, comunque bisognosa di chiarimenti, e' stata preceduta da una opportuna serata della Tv di Stato, nel talk show "Porta a porta". In esso il conduttore, in preda a particolare concitazione, si e' assunto il compito di accusatore dei due parlamentari dell'Unione, Violante e Russo Spena presenti in studio, sopravanzando spesso in precisazioni ostili, difese dei generali e confutazioni delle affermazioni di Violante e Russo Spena, i pur abili e implacabili senatori Schifani e Castelli, portando cosi' a tre, nel programma, il numero di militanti fermamente schierati nella stessa parte politica. Esagero? La Rai puo' fugare ogni dubbio in proposito facendo pervenire (anche a spese del ricevente) un Dvd di "Porta a porta" di martedi' 5 giugno. Nessuno dira' una parola perche' la rappresaglia, come e' noto, e' non essere piu' invitati nel prestigioso talk show. Ma almeno potremo mettere quel Dvd nell'archivio del Senato per sapere con quale cura, la sera di martedi' 5 giugno, e' stata preparata la tensione che si sarebbe dovuta scatenare il giorno dopo, mercoledi' 6 giugno, nell'Aula del Senato in luogo della normale discussione parlamentare.
* * *
Ma adesso vediamo il confronto con corrispondenti eventi della vita politica americana. Se i giornali e le Tv italiane ne parlassero in luogo delle avventure carcerarie di Paris Hilton, alcune marce contro l'imperialismo Usa, munite anche di autorevoli presenze politiche, diventerebbero eventi in difesa della democrazia e delle istituzioni adesso, qui, in Italia. Ecco, siamo nel Senato degli Stati Uniti. Parla il senatore Carl Levin: "Generale, ma le sembra possibile che proprio lei riuscira' a portare un minimo di coerenza a una politica militare del tutto incoerente, una politica incerta e vacillante dopo quattro anni di morti e di guerra ?". Senatore Jack Reed: "Generale, se lei va avanti ha un compito impossibile. Se lei fa un passo indietro dimostrera' in modo devastante che l'apparato politico e di sicurezza nazionale della Casa Bianca non esiste". Senatore Carl Levin: "Ma generale, non si e' accorto che Baghdad brucia ? Non vede che la stanno mettendo in una situazione impossibile, di inevitabile fallimento ?". Racconta il "New York Times" (8 giugno): "Il generale Lute (definito "zar della guerra" per i compiti di completa revisione della strategia americana che gli sono stati affidati) ha risposto con candore: "Siamo in un vero rischio. Non sono certo contento di come vanno le cose. Temo anch'io che il governo iracheno non sia in grado di rispondere. Le soluzioni di rigido antiterrorismo in Afghanistan non sono la risposta giusta. Dobbiamo tentare altre strade".
* * *
Ho citato una buona pagina di civilta' democratica. Prima di assumere un incarico cruciale in due guerre in atto, il generale Lute, che ha fama di intellettuale perche' oltre a West Point, ha anche una laurea ad Harvard, si presenta ai senatori, che sono il potere politico eletto del suo Paese, per essere interrogato, valutato discusso, invitato a rispondere a domande imbarazzanti, richiesto di esporre piani e idee, di confrontarsi con il netto e diverso parere di alcuni senatori, per ore, per giorni, fino a quando la commissione Difesa del Senato non si sara' persuasa che il Presidente ha scelto l'uomo giusto per "il compito impossibile" di cui parla il senatore Levin, uno dei legislatori piu' risolutamente contrari alla guerra. S'intende che i senatori sanno in ogni momento di essere anch'essi sotto esame sia perche' i giornali danno di queste audizioni resoconti precisi, non folkloristici, non piegati a tifoserie occasionali. Sia perche' - attraverso la buona informazione che in modo assoluto evita il filtraggio di "talk-show" di partito - l'opinione pubblica, in caso di errore, non fa sconti ne' ai senatori ne' ai generali. Non tollera ombre e pretende il meglio da entrambe le parti. Ma sa che tocca ai politici eletti dire l'ultima parola per poi risponderne col voto. E' la condizione assoluta, ma anche la definizione, della democrazia. E' esattamente cio' che le scomposte urla in Senato, il lancio di manifesti e gigantografie insultanti, il progetto di riempire di militari - che per fortuna non sono venuti - le gallerie del Senato, hanno tentato in tutti i modi di danneggiare. E' un peccato che - fra coloro che volevano dimostrare contro il "pericolo americano" - nessuno, neppure parlamentari che ormai vivono questa esperienza ogni giorno, abbia visto in tempo che il pericolo e' italiano, e' qui, e' adesso. E non sappiamo neppure se e' un pericolo scampato.
furiocolombo@unita.it
Pubblicato il 10-06-07 da l'Unita'

 


Cari compagni, mentre stavo ascoltando i risultati che venivano dalle diverse provincie, non mi sono meravigliato del risultato. Come partiti di governo e' normale che ci sia una flessione negativa, quella che mi manda in bestia sono tutti i fiumi di polemiche che chiedono le dimissioni di Prodi. Berlusconi : "vittoria, il governo a casa, nuove elezioni", ma anche dai nostri alleati. Posso capire le delusioni, ma io preferirei fare autocritica, il perche' la gente abbia votato cosi'. D'ALEMA! FASSINO! ! VELTRONI! Indirettamente Berlusconi vi ringrazia, non potevate scegliere un momento migliore per il vostro partito, che fu' di sinistra. Non siamo in grado di combattere la guerra contro gli infortuni sul lavoro, il lavoro nero, minorenni sfruttati e vittime del lavoro, ma stiamo parlando della nostra amata Patria o del terzo mondo ???? Senza offendere nessuno, siamo il fanalino di coda in Europa in molte cose, ma nel polemizzare siamo tra i primi. Ma stiamo diventiamo americani con la benedizione di Berlusconi e Vaticano, chiudendo gli occhi, solo chi avra' i famosi tre denari campera' a lungo, mi vengono in mente le tre famose scimmie. Compagni, con amarezza devo dire che e' un mondo che non mi piace, BENVENGA L`ARCOBALENO ROSSO-verde. Saluti
Glauco - Argovia (CH) 4/06


L'intervento di Montezemolo e' importantissimo e mi sembra opportuno che sia pubblicato sul sito. Non solo ci ricorda come sono fatti i padroni, e di questi tempi e' bene ricordarceo visto che si fa di tutto per imporci che le classi non esistono piu'. Ci dice com'e' la borghesia di oggi, piu' preparata, piu' arrogante, piu' ricca e piu' ... nascosta, si', perche' le dicharazioni, come quelle del braccio destro del monarca vaticano, Bagnasco, "la chiesa favorisce la democrazia", sigh !!!, eguagliano quelle di Montezemolo, "l'impresa e' la democrazia del Paese". Fumo negli occhi per non ammettere che la borghesia italiana e' la piu' anticapitalista che ci sia, e' medievale nel suo tesaurizzare invece che investire. Montezemolo smettila di dire bugie. Quanto, in percentuale, investono le imprese italiane in RDT ? Investono solo in gioielli e ville, e la principale innovazione e' quella della riduzione del salario delocalizzando, come ha fatto l'ex-mitico nordest: tutti scappati in Romania a salari da fame. Questi industriali obiettano che stanno portando sviluppo in quel povero Paese (o Paese povero?). Allora chi ha ragione ? Montezemolo che dice che la borghesia italiana ha lei sola il merito della rinascita del Paese o quella che delocalizza ? Cosa avete dato al Paese, Montezemolo ? Vogliamo solo fare un nome ? Parmalat ! Basta ? La sfido a dimostrare che sia un caso unico ed isolato. L'Italia e' in rovina, il sistema politico lo avete fatto voi, voi siete stati la classe dirigente, dove credete di scappare ora ? I lavoratori vi faranno assumere le responsabilita' ed esproprieranno quello che e' loro: le fabbriche, i mezzi di produzione.
Münster 3/06


Un omaggio di Giovanni Urracci ai lettori del Sito
Sardigna Cara
de Juanne su poeta de sos emigrados (Fordongianus)
Cortesia del poeta ( ai sardi lettori del sito PdCI / Estero )

Sardigna cara non ti connoschimos,
non damus a tue sos valores
ma ses unu tesoro chi tenimos.

Che as tentu membros de onores
de deputados e de presidentes
poetas e diversos iscrittores.

Istudiosos e distintas mentes
tue as dadu e tenes in sinu
diversos personagios eccellentes.

De s'ambiente ses unu giardinu
podias tenner donzia bundade
dae su coerente cittadinu.


In d'una parte b'est brutalidade
andana zente a sequestrare
e los privana de sa libertade.

Sos boscos si ponene brujare
de sa natura ti rendene priva
non ti lassana mancu respirare.

Non podes dare iniziativa
ca s'indelinquenzia est fatale
in su sou settore meda attiva.

Pro te Sardigna cussu est unu male
una dura piaga de curare
chi cosa non s'agattada uguale.

Podias tantu meda cambiare
interveninde sa tua Regione
sos chi as disoccupados, occupare.

Diminuire s'emigrazione,
medas suni' obbligados de partire
a contrariu de s'intenzione.

In terr'anzena andana a finire
orfanados de sos tuos amores
a notte `e die istan'a sufrire.

Industriales e operadores
de sos dirittos los ponnere in gradu
sos pastores e sos agricoltores.

S'isviluppu in te ana isperadu
dande costantemente sos produttos
su tou abitadore alimentadu.

Dare adeguatos contributos
su commerciu a lis garantire de casu,
trigu e ateros fruttos.

Cosa de prus podene battire
si su fruttu est menzus pagadu
los anima' pius de produíre.

S'artigianu sovvenzionadu
chi pottad'in s'arte trabagliare bastante
chi no est cumpensadu.

Benidi obbligadu de serrare
tene' pagu intradas,
pagu resas e troppu sas impostas de pagare.

S'autonomo, sas minores impresas
su lamentu insoro est costante
sende categorias indifesas.

Su cummerciu no' este bastante
troppu crisi e pagu rendimentu
su trabagliu edìle est mancante.

Meda de custos suni' in fallimentu
non podene pius affrontare
cun sas tassas chi faghene ispaventu.

Si podet su turismu incrementare
medas bortas faghene propostas
ma tenen semper de ostacolare.

Villaggios, nuraghes, riccas costas,
casteddos, ispiaggias e marinas
de tantas meraviglias cumpostas.

Iscoglios, gruttas e collinas
domos de janas, lagos de incantu
cun boscos e friscuras montagninas.

Ti bramana chi tue tenes tantu
da su visitadore apprezzada
in donzi logu ti nde dana vantu.

Auguro chi sias rinnovada
chi siada de istimulu sa rima
chi appo iscrittu pro te, isola amada.

In custa rigas dimostro s'istima da me e da' sos sardos ses in coro Sardigna cara tue ses sa prima.
Adiosu JUANNE Birr. 22 de su mese de maiu su duamizza e sette


Pensioni, calcoli, sentenze ZURIGO - Sia tra gli italiani residenti in Svizzera, sia tra gli ex emigrati e, ancor di piu', tra gli ex-lavoratori italiani frontalieri, ma non solo, vi sono decine di migliaia di pensionati che, grazie alla Convenzione italo-svizzera di sicurezza sociale in vigore prima degli accordi bilaterali Svizzera-Unione Europea, avevano ottenuto la pensione di anzianita' italiana (35 anni di assicurazione) con il trasferimento della contribuzione svizzera all’INPS. Una pensione che all’epoca era molto appetibile tra i lavoratori italiani in Svizzera non tanto per il suo ammontare quanto per gli anni di anticipo con i quali essa consentiva di andare in pensione rispetto a quella dell’AVS svizzera. Poi e' accaduto che nel mese di marzo 2004 la Corte di Cassazione italiana, con una sua sentenza, dette ragione ad un ex-emigrato di Bergamo che aveva contestato all’INPS il criterio con il quale l’Istituto previdenziale italiano aveva utilizzato la sua contribuzione elvetica per il calcolo della sua pensione di anzianita'. In estrema sintesi la sentenza citata obbligava l’INPS a ricalcolare la pensione di questo ex-emigrato in Svizzera sulla base della retribuzione da lui effettivamente percepita in Svizzera negli ultimi cinque anni di lavoro precedenti il pensionamento, diversamente da quanto veniva fatto dall’INPS che, invece, riparametrava tale retribuzione tenendo conto della diversa aliquota contributiva elvetica ed italiana. Da questo diverso sistema di calcolo, per l’ex-emigrato bergamasco, l’importo della pensione italiana gia' liquidatagli dall’INPS veniva piu' che raddoppiato! Naturalmente, una volta che questa sentenza e' divenuta di dominio pubblico, migliaia e migliaia di ex-emigrati, che avevano anche ottenuto la pensione italiana con il trasferimento della loro contribuzione svizzera, si sono affrettati a ricorrere contro l’Istituto Nazionale Italiano della Previdenza Sociale avvalendosi di quella stessa sentenza della Corte di Cassazione e, da parte loro, molte sedi INPS avevano cominciato ad accogliere i ricorsi pendenti ed a ricalcolare tali pensioni. L’onere per le casse dell’INPS, e quindi per lo Stato italiano, secondo alcune stime, sarebbe stato di diversi miliardi di euro, cosi' che (si sussurra, per sollecitazione della Corte dei Conti, il cui compito e' anche quello di vigilare sulle amministrazioni dello Stato, cosi' da prevenire ed impedire sperperi e cattive gestioni) nella Finanziaria italiana del 2007 - Legge 27 dicembre 2006, n. 296 - e' stata inserita una norma interpretativa (articolo 1, comma 777) che, praticamente, riconosce come corretto il calcolo della contribuzione elvetica utilizzato dall’INPS prima della sentenza della Corte di Cassazione bloccando, cosi', tutti i ricorsi pendenti contro l’INPS. Dopo di che, non per niente l’Italia e' considerata la ”patria del diritto”, la Corte di Cassazione, lo scorso mese di marzo, ritenendo che possa sussistere “il presupposto della non manifesta infondatezza della questione di costituzionalita'” dell’articolo 1, comma 777, della Legge Finanziaria 2007, ha rinviato alla stessa Corte Costituzionale la questione di legittimita' di tale norma. Ovviamente questa vicenda sta tenendo in grande ansia tutti quei pensionati italiani che potrebbero essere lautamente gratificati dal ricalcolo della loro pensione a seconda di quanto decidera' la Corte Costituzionale per cui si deve solo sperare che l’attesa non sia eccessivamente lunga come, purtroppo, accade spesso con il sistema giudiziario italiano. Nel frattempo e' consigliabile che tutti gli interessati, per non perdere eventuali diritti, in caso di una decisione a loro favorevole, si attengano scrupolosamente alle indicazioni del loro patronato di fiducia!
Giovanni - Birr 21/05


Cari compagni e corrispondenti, Come avete visto tutti oggi hanno parlato dei morti sul lavoro, vera cifra caratteristica del modello di sviluppo che il nostro sistema economico pretende essere il migliore possibile. E fra le parole di dirigenti di primissimo livello della nostra Repubblica, dal Presidente Napolitano al Presidente Prodi, dal Presidente della Camera ai ministri ed ai capi dei Sindacati dei lavoratori, ha rifatto capolino la parola "rappresentanza". Il Primo Maggio e' davvero luminoso, se riesce a rischiarare anche i discorsi di coloro che, fino ad oggi, hanno speso grandissima parte del loro impegno a convincerci che i lavoratori non  esistono piu', che quando esistono devono essere flessibili, che quando sono flessibili non hanno bisogno di rappresentanza né di tutele, ma soltanto di privatizzazione dei loro servizi e della loro pensione. Forse, come diceva qualcuno tempo fa, i fatti hanno la testa dura, e la storia si incarica sempre di mettere a nudo il re. Bene, si potrebbe dire. E invece, male, molto male!... Perché, passato il rituale, fatto il concerto e tornati a casa i giovani, domani si torna in fabbrica, ai cui cancelli "si ferma la democrazia" (come diceva Di Vittorio). Spesso ci sentiamo dire, noi comunisti, di essere anacronistici; quando non si sa opporre un ragionamento e dei dati effettivi si sbatte sul tavolo uno slogan, una frase ad effetto, un leit-motiv logoro ma divenuto luogo comune a forza di ripeterlo, e si chiude li' il discorso. Anche oggi, fra le celebrazioni ed il ricordo dei morti, dei sacrifici (in)civili che costano ogni anno ben piu' delle vittime italiane delle guerre che andiamo facendo in giro per il pianeta, ci si e' ben guardati dal dire che la legge sulla rappresentanza sindacale non si fa, che il lavoro è espulso dalle attenzioni del partito democratico, che i lavoratori non siedono piu' da anni nelle assise istituzionali, che questa civilta' e' malata perche' fondata sul successo e sull'accaparramento, sul furto in sostanza, anziche' sul valore alto e nobile del lavoro. Ecco, se qualcuno volesse trarre conclusioni coerenti dalle parole del Presidente della Repubblica, dei capi sindacali e dei Presidenti di tutto quello che c'e' da presiedere in questo martoriato Paese, saprebbe perché sfidiamo ogni insulto ed ogni ironica definizione (anacronistici, pittoreschi, folkloristici,...) e siamo e rimaniamo comunisti: perché siamo lavoratori e crediamo nel lavoro. Il resto, sono sovrastrutture, direbbe Marx. Noi, con il senno del poi, le chiamiamo mistificazioni. A tutti voi, ed ai vostri compagni di lavoro.
Giovanni - Birr 1/05


Caro compagno Massimo, ho letto le tue riflessioni riguardanti Fassino, e devo dire che i paragoni che hai fatto rispecchiano la nostra vita politica attuale. Mi spiego: tutto quello che era di sinistra 0 comunista non hanno fatto niente di buono, anche alcuni che per anni ne facevano parte non si sentivano comunisti. Oggi, nel 2007, a che punto siamo? Tutto quello che e' successo dal 1900 fino a ieri, sparisce? Comincia l'anno zero? Non voglio fare polemica con chi ritiene che oggi chi servono altre unita' di misura, i problemi sono diversi, piu' complessi, ma mi sorge il dubbio : guerra di poltrone? Lotte di potere? No grazie. Sono anche unanime a dire che anche noi di sinistra ci rendiamo conto che oggi e' oggi e che ieri era ieri, ma cosa ci deve distinguere dai nuovi? Noi siamo consapevoli di chi siamo e di dove sono le nostre origini, perche' chi si sente in pace con il suo passato, riconoscendo le cose buone e gli errori che ha fatto, puo' guardare in faccia il futuro con la testa alta, cercare di dare il suo contributo al popolo. Non e' retorica pero' ci sarebbero tanti punti da riguardare con atri occhi. Noi emigranti siamo Italiani solo per il voto, ma, per il resto, chi vivra' vedra'. La speranza che la destra e la sinistra si confrontino lealmente e cerchino la via migliore per il Paese, senza fini personali, e' molto remota, e con molta delusione ne devo prendere atto. Come si pretende di esportare la democrazia nei paesi arabi? Con tanti di quei problemi interni da risolvere che ci sono? Sono due mondi diversi, due civilta' diverse, facciamo le nuove CROCIATE? Non per il vaticano ma per l`America. Saluti
Glauco - Argovia 30/04


Care compagni e cari compagni, cio' che mi appresto a fare io non e' un'analisi politica dell'intervento introduttivo di Fassino all'ultimo Congresso DS. Quella e' una cosa piu' onerosa, delegata ad altre sedi.
Scusate anzi la poca "politicita'" di queste osservazioni, ma c'e' un aspetto che richiama stupore, rabbia o comicita', o tutte e tre le cose insieme. Volevo infatti solo limitarmi a fare una considerazione sul marketing, sull'"immagine pubblicitaria" con cui l'ultimo segretario DS si e' impegnato a spiegarci le motivazioni di quello che verra'. Aldila' delle cose veramente diverse dalle quali dissentire, ho trovato tante, troppe analogie con cose gia' sentite decine di volte.
Ed allora mi vengono in mente degli spot visti in televisione, dove viene inculcato il bisogno del NUOVO Moment perche' fa passare il mal di testa. Abbiamo, delusi, scoperto che il Moment semplice di cui facevamo largo uso NON lo faceva passare ! Abbiamo, dopo anni e soldi spesi in AVA Lavatrice, credendo di lavare il bucato, scoperto sbigottiti che solo il NUOVO Ava lavatrice avrebbe in realta' restituito il bianco. Le case promotrici di questi spot ammettono, e' proprio il caso di dire "con candore", di averci prima preso per i fondelli.
Allora leggiamo insieme i seguenti passi della relazione del pubblicitario Fassino. E ci chiediamo : ma i DS, e prima il PDS, e prima ancora il PCI, erano CONTRO tutto questo ?!?
Massimo, vicino Praga, 21/4
Quel che e' certo e' che l'Italia ha bisogno di una forte iniezione di innovazione, di riforme, di cambiamenti. Il Paese e' in grado di farcela, ma non puo' e non deve avere paura di cambiare cio' che va cambiato.
…………………………………..
Un partito nuovo perche' capace di guidare l'Italia in una fase di trasformazioni cruciali per il futuro del Paese.
Nuovo perche' in grado di ridisegnare la geografia politica italiana e dare al sistema istituzionale quella stabilita' e governabilita' che da troppi anni mancano. Nuovo perche' capace di ricostruire un rapporto di fiducia e credibilita' dei cittadini con la politica e lo Stato. Nuovo soprattutto nel pensiero, di fronte a cambiamenti che non si comprendono, ne' si governano riproponendo progetti ed esperienze elaborate e praticate in un mondo che e' alle nostre spalle.
…………………………………………………
E anche in Italia la crescente estraneita' dei cittadini verso le istituzioni e la politica ci parla di una "crisi della democrazia", in cui sono venuti logorandosi gli istituti della rappresentanza, la loro capacita' di governo e di gestione, la capacita' regolativa dei poteri pubblici.
……………………………………………
Ecco, la classe dirigente del nostro Paese ha oggi questa grande responsabilita': pensare a quel che sara' l'Italia non nei prossimi sei mesi, ma nei prossimi dieci-quindici anni. Ce lo chiedono i giovani, che piu' di altri, pagano il prezzo di una societa' non solo piu' vecchia anagraficamente, ma troppo spesso chiusa e stagnante.
Ce lo chiedono le donne, che rivendicano piu' opportunita' di occupazione, servizi e politiche per rendere conciliabili lavoro e famiglia, abbattimento delle molte discriminazioni e pari opportunita' di accesso a ogni tipo di attivita', riconoscimento di ruolo e rappresentanza politica e istituzionale adeguate.
Ce lo chiede il Mezzogiorno stretto tra un retaggio di fragilita' strutturali e sociali - la piu' drammatica della quali continua a essere la pervasivita' delle mafie e della criminalita' organizzata - e potenzialita' di crescita che possono realizzarsi se il Sud torna a essere una scelta strategica per lo sviluppo dell'intero Paese e si concentrano li' investimenti, infrastrutture, insediamenti e nuove attivita'. Ce lo chiedono i ricercatori, il mondo scientifico, l'Universita' che vuole mettere a disposizione del proprio Paese sapere e intelligenza creativa, che troppo spesso vengono riconosciute piu' facilmente all'estero che in patria.
…………………………..
E per questo dovra' essere un partito del lavoro, dello sviluppo sostenibile, della cittadinanza e dei diritti, dell'innovazione e del merito, del sapere e della conoscenza, della persona e della laicita', della democrazia e dell'autogoverno locale, dell'Europa e dell'integrazione sopranazionale, della pace e della sicurezza………………..
Un partito dei diritti che metta al centro della politica l'uguaglianza delle opportunita' per ogni persona; la disponibilita' di servizi sociali che riducano la solitudine di cittadini e famiglie; la promozione di politiche che superino ogni forma di barriera sociale e di discriminazione; la tutela e il sostegno – non solo giuridico – di chi subisce un torto, una violenza; il rispetto della vita, delle identita', degli orientamenti sessuali di ciascuno; una distribuzione del reddito e del prelievo fiscale secondo criteri di equita' e progressivita'.
E un partito dei diritti e‘ consapevole che i primi e fondamentali strumenti di uguaglianza e di promozione individuale e sociale sono il sapere e la conoscenza. E dunque è investendo su formazione, scuola, universita‘, ricerca, innovazione, che si consegue la crescita civile e sociale di una nazione. E’ investendo sull’infanzia che si fa crescere una società più grande e matura. E’ con la formazione e il sapere che si restituisce gioia all’eta‘ matura……………..
Non e‘ in discussione la nostra storia, lontana e recente.
Ne‘ è in discussione la funzione centrale che la sinistra e il nostro Partito hanno esercitato in questi anni e di cui forse molti dovrebbero avere più consapevolezza e più rispetto. E in 150 anni di unità del Paese non c’è davvero passaggio cruciale della vita italiana che non abbia visto la sinistra esercitare una funzione nazionale, ogni volta tenendo insieme le ragioni degli oppressi, dei più deboli, del mondo del lavoro con gli interessi generali del Paese. Penso alla lotta al fascismo, alla Resistenza, alla scrittura della Costituzione, alla costruzione della Repubblica. Penso alla rinascita industriale, negli anni della ricostruzione e del boom economico, e al contributo alla salvezza del paese negli anni ’70.
……….
L’obiettivo è parlare a milioni di donne e di uomini del nostro Paese che chiedono e attendono dalla politica una stagione di novita‘ e di cambiamenti. Restituire parola ai cittadini, rilegittimare la politica, ricreare fiducia nelle istituzioni: questo ci proponiamo. E costruire il futuro e‘ cio‘ che vogliamo fare, insieme a chi ha scelto di condividere con noi questo nuovo appassionante cammino. Il futuro nostro e dei nostri figli dipende da noi, dalla storia che sapremo narrare , ma soprattutto dalla storia che sapremo scrivere. Ce la faremo, amici, compagne e compagni.
Massimo - Praga 21/04


Cari compagni, leggendo le altre lettere che avete esposto nella bacheca, vedo che ci sono molti compagni e compagne, e che molti nostri pensieri coincidono, sulla visione DI UNA NUOVA SINISTRA. All tg delle 20. ho sentito dei due congressi, PDS,e della MARGHERITA, che daranno il via alla nascita del nuovo grande partito, nel quale dovrebbero confluire tutte le forze moderate,del centro sinistra di oggi,solo del PDS MUSSI che rappresenta una parte della sinistra al congresso dira' di no. La mia visione nel futuro sara': senza la sinistra,ma con sempre piu` DC, poi i primi compromessi, promesse, divisioni. Ma sentendo la margherita dicono: voi ex comunisti(PDS), vi dovete adattare a noi SENZA CHIEDERE NIENTE e dimenticare da dove venite IN FRETTA E SENZA PRETESE. Questo è quello che ho potuto capire io, mi sorgono tanti dubbi......... I Portoni si apriranno a Casini ed UDC ed il resto prenderanno posesso del partito, e ciao PDS e sinistra, e la destra che fa'? resta alla finestra? non credo... ed ora piu` che mai la sinistra si deve unificare per fare da contrappeso ,i nemici aumentano,non metto in dubbio la buona fede, e di chi ci crede nel nuovo partito.MA la classe operaia non esiste piu`? Siamo tutti Borghesi?stiamo tutti bene?Tanto chi va al governo non cambia molto sono tutti uguali,una mano lava l`altra e insieme lavano la faccia, allora non serve piu`il PCI? altri tempi? la Societa' ha portato anche la malattia del benessere,ed i piu` colpiti sono i giovani, tutto e subito, senza dare loro il tempo, di farsi una opinione propria della politica,nell senso : divertitevi che alla politica ci pensano loro.Spero che ci possiamo riconoscerci in un nuovo contesto di classe ,con il popolo sovrano e che i nostri deputati ,si ricordino chi ha dato loro il mandato, non solo per riscaldare solo la sedia. Cari compagnivi saluto
Glauco - Argovia 19/04


Cari compagni , un saluto di cuore a tutti voi . Sono di ritorno dall congresso di BIRR (CH) che si è concluso poco fa', ho avuto il piacere di conoscere il compagno Roberto Galtierii, il quale ci ha esposto la linea che il partito intende seguire. Dopo alcuni compagni, anche io ho esternato la mia opinione, e devo dire che le risposte avute sono state molto confortanti: che molti giovani sotto i trent`anni sono presenti e attivi, ed partecipano al nostro sogno, ed il nostro partito, rappresenta gli operai: non è una metafora. Se permettete vi spiego il mio sogno, da convinto comunista, in due punti: 1) Avere una sinistra unita senza falsi BORGHESI, che non sanno da dove vengono e mangiano con i nostri voti, ed il bello che fonderanno un partito nuovo:il partito anonimo vatican-borghese. Il bello sara' che la destra gli dara' una mano. 2) ritornare a credere che la sinistra ci rappresenti noi OPERAI ed i nostri politici parlino la nostra nostra lingua, ed il contatto con la gente non sia fatto solo di parole ma coi fatti !!!!!!!!!!!!!! aiutare i giovani per il loro futuro, ed aiutare le persone anziane che hanno dato gia' il loro contributo alla societa'. Mi auguro di poter contare su una sinistra forte, trasparente e valida, per potere contrastare la globalizzazione, l'americanismo, e la nostra destra. Sono convinto che siano strade che portano a brutti ingorghi, ma ogni cosa ha il suo prezzo. Ci stiamo muovendo. ma se siamo in tanti a condividere lo stesso sogno forse diventera' realta' ? VOI, CHE LAVORATE, VI AUGURO BUON LAVORO, AFFINCHÉ IL TUTTO POSSA DIVENTATRE REALTA' CIAO COMPAGNI
Glauco - Birr 8/04


Guerra / Giovanni
Mi chiamo Luca e scrivo dalla Norvegia. In questo paese lavoro e faccio parte del partito della sinistra piu' radicale (www.sv.no), un partito che sta attualmente al governo con i socialdemocratici e il partito di centro. Nonostante il mio partito abbia piu' del 10%, non e' riuscito a far ritirare le truppe norvegesi dall'Afghanistan, anzi peggio, abbiamo dovuto accettare una imposizione socialdemocratica che ha voluto donare nuove truppe alla NATO. Gli USA hanno in tale occasione minacciato la Norvegia di non sostenerla contre le rivendicazioni territoriali russe nel mar di Barenths (isole Svalbard)... alla faccia dell'articolo 5!!! E' stata una scelta molto difficile e il mio partito ha rischiato una scissione. L'unica cosa che abbiamo ottenuto e' stato che queste truppe non vengano spedite nelle zone di guerra nel sud del paese. Io riconosco di essere stato ORGOGLIOSO di essere italiano dopo decenni di figuraccie internazionali di memoria berlusconiana, quando il nostro governo ha decisno di non inviare nuove truppe in Afghanistan, nonostante le forti pressioni statunitensi e dei "6" ambasciatori. Democrazia purtroppo non e' una parola magica. Democrazia significa "dittatura della maggioranza". Se il mio partito qui in Norvegia fosse uscito dal governo, il parlamento avrebbe preso in mano la situazione e dato la sua maggioranza all'invio del DOPPIO delle truppe, anche in zone di combattimento. Purtroppo l'unica nostra arma e' la cultura. E' solo con la cultura che, come scrive il nostro Gramsci, si addestrano le masse. Il nostro compito e' stare nel governo. Il nostro compito di comunisti e' restare uniti, non diventare delle sette, e cercare di influenzare la politica del governo affinche non si privatizzi/liberalizzi il sitema di istruzione e affinche i mezzi di informazione in Italia siano il piu' possibile indipendenti. Non dimentichero' mai la differenza fra reportage TV svedesi e norvegesi della guerra in Libano della scorsa estate e quelli italiani solo concentrati a trasmettere le "sofferenze" israeliane. Dobbiamo rimanere uniti -E- nel governo. Solo cosi' possiamo contribuire ad educare le masse alla pace. Tu scrivi che secondo le statistiche la maggioranaza degli italiani e' contro la guerra. Questo e' molto positivo perche' e' un ottimo punto di partenza. Ma se ci fossero le elezioni domani per colpa di una uscita della nostra sinistra radicale dal governo, credi che la stessa maggioranza voterebbe a sinistra? (domanda ironica). Il settarismo non ci porta da nessuna parte. Noi sardi "kentus konkas, kentus berrittas" sappiamo bene cosa questo comporti.
Luca - Stavenger 13/03


Guerra / Giovanni
CONDIVIDO APPIENO QUESTE AFFERMAZIONI... Devo, pero', se me lo permettete, apportare qualche osservazione.
1°) L'Italia ha costruito la sua "democrazia" nel 1948, appena 69 anni fà, cioè sulla base di una Costituzione che nasceva prima di tutto dalla volontà di debellare il regime fascista e di fare di questo Paese una "RES PUBBLICA" (Repubblica). Questo avvenne in un contesto in cui due forze essenzialmente rappresentative della volontà popolare : democrazia cristiana (leggi mondo cattolico) e socialisti con comunisti - leggi Pertini, Saragat, Togliatti ecc., battendosi contro una ancora violenta e perniciosa presenza filofascista e filomonarchica, riuscirono ad introdurre gli elementi fondamentali per costruire (non ricostruire) un Paese che avesse strutturalmente carattere umanista, sociale, progressista e rispettoso della volontà popolare, la quale, eleggendo i suoi rappresentanti potesse, quindi, constatare nella vita organizzata democraticamente, la propria volontà e le proprie legittime aspettative. Il suffragio universale, attraverso l'espressione del voto, dava anche alle donne, in pari data, la stessa opportunità...Qualcuno potrebbe dirmi: "grazie, lo sapevamo"... Ma, per quanto mi riguarda, mi sento in dovere di sottolineare che il percorso della nostra "democrazia" (giovane, ingenua fanciulla, inesperta creatura in materia di rispetto dell'individuo e del Popolo) deve ancora affrontare molte "leghe", raggiungere moltissimi traguardi, prima di potersi definire una "DEMOCRAZIA". Qui vige sempre e comunque l'arroganza dei poteri forti (Vaticano, Confindustria per citarne due...) - ossia l'oscurantismo seminato a pioggia da persone politicamente scorrette che, in nome di un millantato "vangelo" , fondano la loro dottrina popolare (meglio: POPULISTA), su principi che nulla hanno a che vedere con il vivere comune e con le problematiche di questo Paese e, dall'altra parte, il potere economico di corporazioni che a torto o a ragione innestano la loro iniqua sopravvivenza su basi di interessi piccoli e grandi che raggiungono quelli delle multinazionali... Chi ha dichiarato la guerra al mondo (Iraq, Afghanistan), chi vuole gestire le sorti del Libano, chi, con tracotanza e nel totale irrispetto dell' ONU, delle convenzioni internazionali, come quelle di Ginevra, viola senza vergogna la pacifica convivenza fra i popoli? L'America di BUSH, di Cheney, di Condoleeza Rice, di senatori repubblicani appartenenti all' "opus-dei", ossia di personaggi che nel mondo degli affari e del potere economico sono a capo di fiorentissime multinazionali...di abbietti individui che, tramando lo spauracchio dell'islamismo e dell'integralismo islamico, hanno creato fondamentalismi spaventosi in oriente ed in occidente, favorendo anche quella cieca opinione pubblica, ignara ed ignorante delle VERE ragioni della guerra in Iraq, della forza militare italo-anglo-americana in Afghanistan, del declino e della fine della "Svizzera" di Oriente che era il Libano, senza parlare, ovviamente, della terribile siuazione palestinese...2°) Questo Governo, all'interno del quale, ahimé, vi sono persone che vantano di portare il cilicio (strumento di tortura creato per mortificare la carne...nel lontano medioevo: onorevole BINETTI)...; persone come Clemente Mastella -triste espressione dell'ignoranza di questo Paese - che, a seguito della sua figuraccia nella trasmissione di Santoro: Anno zero, nella quale si affrontava il problema dei "DICO" e nella quale, dopo aver redarguito Marco Travaglio che aveva appena letto una sua lettera inviata ad Andreotti in materia di "coppie di fatto"... ha espresso - ieri sera a "Porta a Porta" - in modo appena velato la sua intenzione di allontanare l'animatore di quella trasmissione (come disse e fece, poi, Berlusconi); persone che, come costui e tanti e molti sono nella coalizione di centro-sinistra, dipendono dalla volontà non già "popolare", ma di quei poteri che causano disastri sociali, economici, ambientali e molto più gravi:CULTURALI, ovviamente, dicevo, questo Governo, così composto "PER CAUSA DI FORZA MAGGIORE", non, dico NON CORRISPONDE alle nostre belle speranze di reali e profondi cambiamenti. Questo Governo, come altri ipocritamente costituiti ed all'interno del quale - ob torto collo - dobbiamo muoverci e nel quale DOBBIAMO ESSERE FORTI E PROROMPENTI, ci dovrà consentire spazio operativo in Politica interna ed internazionale, perchè noi, popolo di sinistra, lo vogliamo. Soltanto noi, oramai unica espressione di Sinistra, possiamo lavorare affinché, con i compagni di Rifondazione, con quelli dell'ala sinistra dei DS, ed altre espressioni di Movimenti pacifisti e no-global, avremo modo di crescere e quindi di contare e pesare sulla bilancia degli eventi. Checché raccontino alcuni, anche nelle file del "fu" ULIVO, il Paese HA BISOGNO DI NOI: HA BISOGNO di noi uniti contro la barbarie.E, per finire, aggiungo: Jean Ziegler nel suo saggio “La privatizzazione del mondo” (Marco Tropea editore) scrive: “Tra qualche decennio gli uomini che hanno oggi governato il pianeta dovranno renderne conto. I padroni, i predatori, rifiutano di prendere in considerazione la miseria del Brasile o della Corea del Nord, la corruzione della Cina, l’avanzare del deserto in Africa, la lotta delle donne e dei giovani in Algeria, la mobilitazione dei salariati occidentali per la salvaguardia dei servizi pubblici e il degrado della salute psichica dei disoccupati di lunga durata. Il capitalismo contemporaneo è stupido e cinico, ha completamente dimenticato le sue origini protestanti. Non ci si può aspettare nulla da lui: bisogna combatterlo, isolarlo e screditarlo. L’avvento, a livello planetario, della tirannia del capitale finanziario, la monetarizzazione progressiva delle relazioni umane, la messa al bando dei valori dell’illuminismo, hanno arrecato un danno irreparabile al concetto di stato nazionale repubblicano. Questo processo storico solleva numerose questioni. Dove si può trovare il potenziale per la nascita di una democrazia postnazionale? In un mondo devastato dalla disuguaglianza e dalla povertà chi è in grado di imporre ai ricchi la necessaria redistribuzione di una parte della loro ricchezza? Chi può garantire ai più poveri una possibilità di sopravvivenza e l’accesso alla mobilità sociale? Quali possono essere, alle soglie del XXI secolo le nuove forme di autoregolazione della società? Come si possono costruire, dopo la morte dello stato repubblicano, nuovi meccanismi di controllo pubblico capaci di porre un limite a un modo di produzione capitalista sempre più devastante? Come si può trasformare la sua eccezionale forza in un fattore di civilizzazione, in un mezzo che consenta di creare un mondo più giusto, più libero, più degno? Chi può pretendere, oggi, di addomesticare la bestia? Quale governo può vantarsi di riuscire ad imporre la sua legge ai predatori? Di fronte alla giungla che avanza, in che modo è possibile lottare per la civiltà? Che cosa si può fare per preservare i valori umani di solidarietà, giustizia sociale, generosità: come si può cercare di impedire all’uomo di regredire? A quali condizioni l’autocomprensione degli attori globali può trasformarsi nel senso di indurre stati e regimi sopranazionali a intendersi progressivamente quali membri comunitari per cui non esista altra alternativa se non di prendere reciprocamente in considerazione i propri interessi e rispettare gli interessi generali?” RIFLETTIAMOCI, poiché, lo ripeto: il Governo “neo-conservative” statunitense in collaborazione con le sue "colonie" Gran Bretagna e Italia, per intenderci, nel tentativo di assicurarsi il mantenimento delle fonti energetiche ed il controllo degli oleodotti che le distribuiscono, nel suo tentativo di ostacolare il processo di inevitabile emersione di Cina ed India nei decenni a venire, non solo non è “buono e giusto”, ma soprattutto non coincide con gli interessi dell’Europa e quindi con i nostri. Dobbiamo tutti, invece, realizzare che la potenziale sostituibilità del dollaro con l’euro nel pagamento delle transazioni relative alle forniture energetiche sia il principale incubo dei sonni di Bush. Il processo di spostamento ad Oriente dell’asse di influenza economica procede inesorabilmente e questo secolo vedrà inevitabilmente la Cina come protagonista. Quindi svegliamoci dai sogni ed iniziamo a giudicare con correttezza di termini. URLIAMOLO affinché l'opinione SAPPIA, non serve dirlo fra noi. Servirà al Paese, al Governo presente ed a quelli futuri, perché la Storia che anche l'Italia sta scrivendo, con pseudopolitici confederati in coalizioni claudicanti, è una pagina oscura della Storia dell'Umanità.
Marisa - Lyon 13/03


Guerra / Giovanni
Senza farla tanto lunga: Stanno alimentando e portando il terrorismo e le stragi in tutto il mondo buona parte dei parlamentari a favore della guerra. Questa politica assassina, questa politica nemica dell'umanità, questa politica che viola la Costituzione, va contrastata. l'Italia continua a partecipare alla guerra afgana, una guerra terrorista e stragista che sta alimentando e portando il terrorismo e le stragi in tutto il mondo. ai sensi della Costituzione della Repubblica Italiana questa guerra e' illegale. La guerra oggi minaccia l'intera civilta' umana, l'intero genere umano. Nessuno può fingere di non saperlo. Sostengono autorevoli istituti di statistica che la maggioranza della popolazione italiana e' contraria alla guerra, e' contraria a questa guerra; e' contraria alle stragi, e' contraria a queste stragi; e' contraria al terrorismo, e' contraria a questo terrorismo. Invece il parlamento e' totalitariamente a favore della guerra. E la politica del governo attuale, in esplicita continuità con la politica del governo precedente, e' per la guerra, e' per il riarmo onnicida, fa della violenza militarista ed imperialista la chiave della politica internazionale del nostro paese. Questa politica assassina, questa politica nemica dell'umanità, questa politica che viola la Costituzione, questa politica immorale e criminale, questa politica bellicista, riarmista, militarista, stragista, razzista, imperialista, va contrastata. Va contrastata con la forza della legalità, della democrazia, del diritto. Va contrastata con la forza della nonviolenza.
Giovanni - Birr 12/03 


cari compagni, alcuni giorni fa guardavo in televisione il nuovo programma W L'Italia.Sono rimasto allibito nel sentire la storia delle ultime votazioni per il comune di catanzaro.Vediamo se ricordo,il nuovo sindaco della lista di pietro e' in realta' il pupazzo dell'ex sindaco di forza italia che dopo due mandati non si poteva piu' ripresentare.insieme al nuovo sindaco-pupazzo tutto il gruppo di forza italia insieme ad alcune centinaia di iscritti al nostro partito (pdci) che nell'uccasione per non so' quali promesse sono passati in blocco a idv (tanto sono lo stesso"diceva l'ex compagna). Dall'altra parte  c'era un ds sostenuto  da an.Se questo e' il livello politico in italia scusate ma mi chiamo fuori,non da quello che penso,ma dalla politica italiana.Questo puttanaio dove ognuno si vende il culo per due euro non l'ho visto nemmeno ai tempi di andreotti o di craxi.Quello che piu' impressionava e che tutti parlavano tranquillamente dei favori che si aspettavano dal nuovo sindaco-pupazzo nonostante fossero davanti alla cinepresa.merda!per quasi un'ora si e' vista solo merda che straripava fuori dalla televisione,io intanto pensavo al culo che mi devo fare per far staccare una tessera, parlare del nostro partito che queste cose non le fa,andarmene a sbattere per chilometri e per cosa,per vedere che quasi una sezione del nostro partito se ne va in idv "tanto e' lo stesso" e bravo stronzo che penso che lo stesso non e'.insomma io con questi non voglio avere nulla a che fare, se ci deve essere una federazione europea che sia europea e "anche con uno sguardo all'italia" perche' se a questo che sono arrivati che se la vadano a prendere nel culo.
Ivan (straincazzato) - Atene


La cassetta degli attrezzi dei comunisti, per sconfiggere ingenuità e poteri forti.
La scelta di uscire dall’aula per non dare il proprio assenso alla politica estera del Governo (con le conseguenti annunciate ancorché non obbligatorie dimissioni) ha proiettato i senatori Turigliatto e Rossi, da sostanziali carneadi della politica quali erano alla vigilia del voto, ad aghi della bilancia dell’intero sistema rappresentativo. A dire il vero uno sguardo appena più attento alla geometria delle lampadine sul tabellone di Palazzo Madama quella sera fatidica, ridimensiona immediatamente il ruolo titanico dei due, confermando che il loro gesto non è stato determinante al fine del mancato ottenimento della maggioranza, e dunque, privatolo della grandezza storica che a caldo gli si è voluta attribuire, lo relega nella casistica della semplice demenza personale di due figuri, disgraziatamente eletti per il delicatissimo compito di difendere, nella più alta assise parlamentare, le istanze più avanzate e progressiste.
Questa banale evidenza numerica, tuttavia, non ha impedito che la quasi totalità dei mezzi d’informazione cartacei e televisivi cogliessero la palla al balzo per enfatizzare l'ennesima frattura interna alla sinistra : questa volta tra "realisti" da una parte e "duri e puri" dall'altra. Se era naturale un moto di entusiasmo nella stampa reazionaria per lo scivolone dell'esecutivo ed uno simmetrico di fastidio nei ranghi di quella "progressista" per questa non attesa ne' utile (da nessun punto di vista) spina nel fianco, stupisce che tutti costoro, pur nelle differenze di accento dei rispettivi giudizi, abbiano descritto i due « sciagurati » senatori come due "puri" cosi' attenti ai conti con la propria irreprensibile coscienza da non accettare alcun compromesso con alleati innaturali (secondo la colta e riflessiva schiera di analisti a vario titolo stipendiati dal padrone dell'opposizione) o da cadere nell'irresponsabilita' politica e fare un enorme regalo ai reazionari (secondo tutti gli altri).
Se dunque a destra, mancando ormai da anni di qualsiasi lampo di creatività, si limitano a gongolare e ad additare ad (ipotetiche ed oniriche) maggioranze silenziose il pericolo di un massimalismo estremista ed irresponsabile, nei commenti della stampa « riformista » ed « equidistante » la misera vicenda di un atto di scarso acume politico assume tinte più complesse e dai riflessi pericolosi.
A ben vedere, infatti, il « polverone » sollevato da queste ultime testate intorno a quei due banchi vuoti all'estrema sinistra nel pomeriggio del 21 febbraio assolve la proverbiale funzione dell'eccesso di micro-corpi nell'etere : in primis impedire la vista. I fiumi di inchiostro impiegati per mostrare all'universo mondo l'insipienza dei due, elevata ad ecatombe della politica sull'altare dell'etica da parte di due druidi dell'intransigentismo antagonista, servono a distogliere gli occhi del paese dalla dinamica reale di quanto successo al Senato. Che si voglia o no, infatti, la breccia nei bastioni governativi non si è aperta solo a sinistra ma anche (e soprattutto) al centro, dove si registra non solo la perdita definitiva dell'ineffabile senatore Di Gregorio, eletto tra le fila giustizialiste dell'Italia dei Valori e la cui fuga verso la CdL (questa si' piu' naturalmente consona all'etica dell'individuo) appare palese anche ai piu' sprovveduti, ma anche il non rinnovato sostegno di poteri forti influenti la cui azione e' personificata da senatori a vita "pesanti" quali Andreotti (leggasi Vaticano), Cossiga (leggasi NATO) e Pininfarina (leggasi Confindustria). Il (malcelato) fine di questa operazione (ed e' proprio nell'averla resa possibile che consiste l'imbecillita' di Rossi e Turigliatto) e' quello di relegare "in castigo" la sinistra della coalizione facendo passare il messaggio che, dopo la brutta marachella commessa col conseguente spavento causato (e preso) per il possibile ritorno di Berlusconi a palazzo Chigi, questa ora deve almeno stare zitta e buona nel proprio angolino senza nemmeno nominare Dico (altro che Pacs), basi americane, sovranità nazionale, laicità dello Stato, diritti di lavoratori e pensionati e tutte le altre sciocchezze con cui in questi mesi ha disturbato il lavoro vero dei tecnici coadiuvati dal fronte riformista.
Le componenti del nascituro Partito Democratico (piu' la "scheggia" Rosa nel Pugno, che in tal senso e' tra i piu' accaniti) hanno, nella sventura, trovato il loro vantaggio nell'attribuzione posticcia dell'autogol della maggioranza, e non solo diffondendo all'esterno il messaggio di cui sopra. C'e' anche un altro monito che la "destra" dell'Unione ha esplicitamente rivolto ai partiti di sinistra: per proporsi come una forza con ambizioni di governo e capace di esercitarlo bisogna essere politicamente responsabili e rifuggire ogni velleitarismo. Il monito, espresso in questi termini, e' piu' che condivisibile e ci sentiamo di accoglierlo senza alcuna riserva. Il problema e' che esso viene costantemente accompagnato da un altro genere di consigli che ben poco hanno a che vedere con quanto accaduto e tendono a mettere direttamente in discussione la natura "radicale" delle forze che si sono chiamate fuori dal Pd. Quel divenire "politicamente affidabile" infatti, quando viene spiegato, risulta inevitabilmente come un'esortazione (pressante) per rinnovarsi… ovviamente in senso “riformista”. Perfino un commentatore lucido e pacato come Ezio Mauro, questa volta, ha avuto una caduta di stile e l’indomani del voto, su “Repubblica” denunciava la “fiducia vuota” dell’estrema sinistra come vera e propria “rendita di posizione dell'estremismo” che costituiva il vero freno all'azione di governo. Ebbene un giudizio siffatto, oltre a non tenere in alcun conto la realtà dei fatti (repetita iuvant: il governo è caduto al centro), sembra cieco e sordo anche sull'esperienza di governo effettiva: sarebbe stata dunque una sinistra "conservatrice" (e non un centro arroccato al servizio dei poteri forti) ad impedire al governo di realizzare le proprie riforme. Questa natura retrograda del progressismo italiano, e' inutile dirlo, sarebbe inoltre una conseguenza diretta ciò che lo separa "da una normale sinistra europea", ovvero…le radici comuniste. Sono anni ormai che gli esponenti piu' sagaci del riformismo nostrano non perdono occasione per ripeterci che quel passato va ampiamente rivisto e, comunque, considerato col distacco di chi ha abbandonato quel campo. Per alcuni tra essi (non tutti per fortuna) il ruolo giocato dal PCI nella storia del nostro paese si risolve in quello delle attuali formazioni antagoniste e non e' raro che "l'eccezione italiana" venga presentata come causa del ritardo del nostro sistema democratico rispetto a quelli europei. Questa lettura deformante di tutta la storia dell'Italia contemporanea (effettuata tanto dalla destra come sfogo al proprio maccartismo becero, tanto da una parte del centro sinistra in fuga disordinata dal proprio passato o di legittimazione subdola di altri non presentabili trascorsi) ha fatto sì che piu' d'uno, negli ultimi giorni, presentasse i due idiotissimi Rossi e Turigliatto come due cimeli (anzi come i due testimoni piu' affidabili) dell'esecranda tradizione comunista e dunque come prova che fosse questa l'ingombrante zavorra da gettare ai flutti per